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Olimpia On the Road: Madrid, il giorno dopo la Remuntada di Benzema

10/03/2022
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MADRID – L’Olimpia è arrivata a Madrid in una settimana cruciale per il colosso sportivo blanco. Ieri sera la squadra di calcio ha giocato al Santiago Bernabeu, lo stadio più famoso del mondo, contro il Paris Saint Germain nella gara di ritorno degli ottavi di finale di Champions League. Ha vinto 3-1, altre Remuntada della propria storia, oggi Karim Benzema è un eroe popolare e l’atmosfera è elettrica. Madrid è una città con una forte cultura sportiva e il Real, intesa come polisportiva, come entità, occupa una grande parte dell’attenzione popolare e pubblica. Ma ovviamente la squadra di calcio, con il suo nome, tradizione, fascino si eleva sopra tutto. Basta osservare la copertura mediatica. I due quotidiani sportivi di Madrid (Marca e AS) dedicano due terzi del loro spazio al Real Madrid calcio. La partita di basket di stasera ha però la sua dignità: Milano rappresenta molto per gli appassionati locali, ovvero una delle prime rivalità europee nella storia del club. Le due squadre si affrontarono nella semifinale del 1964, nei quarti di finale del 1966, nella finale proprio qui a Madrid del 1967. Poi ci sono state altre battaglie, una finale di Coppa delle Coppe rocambolesca persa dall’Olimpia a Ostenda di un punto, nel 1984, giocando con un solo americano. Oggi, l’Olimpia per Madrid è identificabile in Sergio Rodriguez, il grande interprete di quello che qui era chiamato “Chachismo”, ovvero un modo di interpretare il basket al tempo stesso frizzante, spettacolare, creativo e concreto. Peccato non sia con la squadra. Questa è l’ultima partita che avrebbe voluto saltare. Ma così è. Il Real Madrid ha perso le ultime quattro gare di EuroLeague, il che rende tutto più complicato perché non ne ha mai perse cinque di fila.

IL RICORDO – Il viaggio a Madrid del gennaio 2021 sarà sempre ricordato in modo speciale. Intanto, si è trattato della prima vittoria della storia a Madrid in una gara di EuroLeague (ce n’era stata un’altra ma in Eurocup). Dopodiché l’Olimpia venne sorpresa da una inusuale nevicata che mise in ginocchio la capitale spagnola e la obbligò a rimanere a Madrid altri due giorni per poi prendere un treno per Valencia, allenarsi a Valencia e rimediare un nuovo volo che l’avrebbe condotta a Milano dopo tre giorni e giocare… contro Valencia. Un viaggio epico e tormentato che è diventato un piacevolissimo ricordo proprio grazie alla vittoria al WiZink Center. L’hotel è lo stesso di un anno fa, solo che stavolta la temperatura è mite e le strade non sono ricoperte di bianco fino a diventare indistinguibili come successe nell’odissea di allora.
L’ARENA – È grande, bella e centralissima. Si parcheggia solo nei sotterranei perché all’esterno non ci sono spazi. Alle spalle il palazzo delle poste la fa somigliare al Madison Square Garden. Per accedere al campo fagli spogliatoi occorre scendere due rampe di scale. Gli spogliatoi delle due squadre sono adiacenti anche se spaziosi. Dal 2016 si chiama WiZink Center, per ragioni di sponsorizzazione, ma il nome originale è Palacio de Deportes de la Comunidad de Madrid. Nello spazio che occupa attualmente, la prima arena venne inaugurato nel 1960 e utilizzata fino al 2001 quando subì un tragico incendio che la ridusse quasi in cenere. In quegli anni, il Real Madrid dovette trasferirsi nel palasport di Vistalegre e l’arena venne ricostruita per essere riportata completamente nuova in attività nello stesso “blocco” nel 2005. Contiene fino a 15.000 spettatori in assetto da basket, ha ospitato due Final Four, l’ultima nel 2015 vinta proprio dal Real Madrid.

TRAVEL NOTES – Prendendo per buona la classifica ufficiosa, che non tiene conto dei risultati ottenuti contro le squadre russe, l’Olimpia sarebbe ai playoff con sei gare di anticipo rispetto alla fine della regular season. Un risultato estremamente gratificante. Inoltre, questa gara sarebbe una sorta di semi-spareggio per il secondo posto. A questo punto della stagione, l’Olimpia non è mai stata – nella moderna era di EuroLeague – così in alto. Questo dice molto della partita e della sua importanza. Il Real Madrid ha appena perso a Belgrado, ha smarrito un po’ del vantaggio accumulato nella prima parte della stagione, ma proprio per questo oltre che rispettato è anche estremamente temuto. L’Olimpia ha cenato alle 20 in hotel. Prima c’è stato tempo per un’intervista di Coach Messina con la tv spagnola, spaziando su tutti i fronti, con qualche perla, ad esempio il paragone “emotivo” tra la leadership di Tim Duncan a San Antonio e quella di Kyle Hines a Milano. “Silenziosa, fatta di presenza ed esempio, diversa da quella che aveva Kobe Bryant ai Lakers, molto più vocale, esigente”, dice. L’allenamento di oggi è cominciato alle 12:15 per circa 45 minuti di lavoro. Senza Rodriguez, toccherà a Tommaso Baldasso entrare nei 12 e forse avere una chance in una gara carica di significati.

LA PARTENZA
ALL'AEROPORTO DI MADRID
L'ALLENAMENTO