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Olimpia On the Road: a Mosca, Hines, Rodriguez e Messina sono ancora “di casa”

21/01/2022
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MOSCA– In gennaio neve e freddo non sono certo una sorpresa a Mosca. L’Olimpia ha trovato strade ghiacciate e temperature basse, ma almeno quando è atterrata non nevicava e il viaggio verso l’hotel a parte alcuni ingorghi causati dal traffico è filato via liscio. Ovviamente nulla di tutto questo può sorprendere chi qui ha giocato come Kyle Hines, una leggenda del CSKA, e Sergio Rodriguez, due anni ma ben vissuti e molto ben ricordati. Il CSKA è un club che onora sempre i suoi ex campioni, vale anche per Coach Ettore Messina. Il club ovviamente rappresenta un brand di riferimento non solo nell’Europa dell’est. Oltre ad aver vinto tantissimo, quasi in ogni epoca, aver costruito la storia del basket europeo (il CSKA, anche se le sezioni sono separate, comunque offre il proprio nome ad una decina di diverse discipline sportive), nel club moscovita hanno giocato praticamente tutti i più grandi giocatori russi (o sovietici) da Sergei Belov ad Andrei Kirilenko, Sasha Volkov, Anatoly Myshkin, Sergei Tarakanov, Volodia Tkachenko, grande avversario di Dino Meneghin negli anni ’70 e ’80, i più recenti Viktor Khryapa, Sergey Monia fino ad Alexey Shved, cresciuto nel settore giovanile del CSKA, poi volato nella NBA, tornato in Russia per giocare al Khimki e adesso di nuovo alla casa madre. Ovviamente, la filosofia del club è molto diversa da quella originale. Il primo CSKA dominante si affidava esclusivamente ai giocatori locali, come tutti i club dell’ex Unione Sovietica, da anni invece questo CSKA raccoglie elementi da ogni angolo di mondo, in America (Marcus Brown, JR Holden, Trajan Langdon, Kyle Hines, Cory Higgins, adesso Will Clyburn) e in Europa (prima di Sergio Rodriguez, era stato qui anche Milos Teodosic e prima ancora Matjaz Smodis o Theo Papaloukas, adesso ci sono Toko Shengelia e Nikola Milutinov).

IL RICORDO – È facile ricordare la vittoria della passata stagione che spianò la strada verso un piazzamento di prestigio alla fine della stagione regolare, soprattutto è bello ricordare quel primo quarto devastante da 30-10 che indirizzò l’esito della gara. Oppure la leggendaria stoppata di Kyle Hines su Joel Bolomboy, eliminando il suo tentativo di schiacciata a colpo sicuro. Ha fatto il giro d’Europa degli highlights. Ma quando si parla di CSKA negli ultimi anni torna in mente anche il Natale trascorso a Kaliningrad, campo neutro, appena due stagioni addietro ovviamente prima che la stagione fosse interrotta. Non c’entra con Mosca, ma c’entra con il CSKA naturalmente.

L’ARENA – Megasport è un’arena moderna e multifunzionale che ospita le gare interne del CSKA e ovviamente, trattandosi di Russia, riserva grande spazio nel proprio palinsesto di eventi all’hockey su ghiaccio. Si trova nella zona nordoccidentale di Mosca e può occupare fino a 14.000 spettatori con i seggiolini multicolori, stile Arlecchino, perfetti per mascherare gli eventuali posti vuoti. L’arena è stata completata nel 2006, ma il CSKA ha cominciato a giocarci solo 10 anni dopo.

TRAVEL NOTES – È una trasferta un po’ diversa dal solito per l’Olimpia. Primo motivo: è una trasferta doppia, perché da Mosca il gruppo proseguirà direttamente per Treviso dove giocherà (o dovrebbe giocare viste le notizie che arrivano dall’Italia) in campionato domenica prossima quindi si tratta di cinque giorni “on the road”. Secondo motivo: contrariamente al solito, la partenza non è avvenuta dopo l’allenamento ma prima. L’Olimpia dopo il “de-icing” del velivolo, prassi abbastanza comune di questi tempi, è partita verso le 10:45 da Malpensa, atterrando a Mosca dopo un volo durata tre ore e venti. L’allenamento si è svolto quindi in serata sul campo di gara. L’insidia classica in questo tipo di trasferte è data dalle due ore di differenza in termini di fuso orario (ad esempio la cena è stata consumata alle 20:30 italiane, ma erano già le 22.30 in Russia). La squadra ha svolto una riunione appena arrivata in hotel e poi si è diretta verso Megasport, per un allenamento di circa 80 minuti.

MEGASPORT ARENA
PIPPO RICCI A MOSCA
TROY DANIELS