Nella settimana della finale scudetto, riviviamo i grandi momenti dell’Olimpia nella serie per il titolo cominciando con la storica Gara 6 vinta a Siena nel 2014

25 giugno 2014: Mens Sana Siena-Olimpia Milano 72-74

Mens Sana Siena: Viggiano 6, Hunter 18, Cournooh, Haynes 22, Carter 19, Janning 4, Ress 3, Ortner, Nelson, Udom, Bucarelli, Green.

Olimpia Milano: Gentile 23, Cerella, Melli 6, Hackett 4, Kangur 2, Langford 13, Samuels 2, Tourè, Wallace 4, Lawal 10, Moss 6, Jerrells 4.

Alessandro Gentile, 23 punti e una straordinaria presenza in Gara 6

Il contesto – L’Olimpia aveva disputato una grande stagione di Eurolega, aveva vinto 19 gare consecutive in campionato finendo nettamente prima. Poi però qualcosa si era inceppato: nei playoff, il rendimento era diventato ondulatorio. Contro Pistoia, quarti di finale, ebbe bisogno di cinque partite per andare avanti. In semifinale, contro Sassari, aveva perso Gara 2 e Gara 5 in casa, vincendo in sei gare. In finale, contro Siena, l’Olimpia andò sul 2-0 dando la sensazione di poter dominare ma poi perse tre partite consecutive. Quando andò a giocare in Toscana, contro una squadra già consapevole che non sarebbe stata in grado di iscriversi alla Serie A seguente, allenata dal prodotto Olimpia, Marco Crespi, la squadra di Luca Banchi era sull’orlo del baratro. Rischiava di rimanere con nulla in mano in quella stagione e di prolungare un’astinenza di 18 anni. Aveva quindi bisogno di vincere su un campo tra i più difficili della storia, con tutta la pressione addosso. Ad aggiungere tensione c’era la presenza nell’Olimpia oltre che dell’ex Banchi anche di tre giocatori ex Siena ovvero David Moss, Daniel Hackett e Kristjan Kangur.

Il personaggio – L’Olimpia non avrebbe mai vinto a Siena quella drammatica Gara 6 senza Alessandro Gentile in particolare (23 punti) ma l’eroe della partita fu Curtis Jerrells. Arrivato in estate senza troppi clamori, discusso all’inizio, “relegato” al ruolo di cambio da Daniel Hackett poi, Jerrells aveva trovato la propria dimensione come jolly dalla panchina, un po’ playmaker e un po’ guardia. Nonostante abbia giocato in tante squadre europee e vinto un titolo storico a Gerusalemme, i suoi anni di Milano sono stati i più memorabili della sua carriera. All’Olimpia, ha giocato altre grandi partite, ma Gara 6 è quella che l’ha reso immortale.

Gani Lawal: 10 punti e nove rimbalzi in Gara 6

La partita – Fu una battaglia incredibile, punto a punto, su cui l’Olimpia mise le mani nel secondo tempo, volando a più 11, trascinata da Gentile. Ma Siena ebbe un Josh Carter in serata di grazia al tiro (5/6 da tre). Fu lui a guidare la rimonta. L’Olimpia si bloccò. MarQuez Haynes con tre tiri liberi e una tripla riportò la Mens Sana avanti di uno. Le risposte di Milano furono: una tripla di Melli, un’entrata di Gentile e il primo canestro di Jerrells da sotto per il 72-70. Ma Siena pareggiò ancora. Poi Samuels commise fallo in attacco. E con 35 secondi da giocare, Siena aveva la palla dello scudetto. Matt Janning tentò di vincerla con una tripla ma la palla fece “in and out”. Melli catturò il rimbalzo e appoggiò la palla a Jerrells. Langford chiese di averla per giocare un isolamento. Gentile fece lo stesso, in modo energico. Ma Jerrells aveva deciso di non passare la palla a nessuno. Si prese tutta la responsabilità dell’azione, lavorò con il cronometro. “Volevo essere sicuro che, dentro o fuori, non avrebbero potuto rispondere”, spiegò. Alla fine, con uno stepback tirò qualche centimetro dentro l’arco. Solo rete, 72-74. The Shot!

Il significato – La vittoria firmata da Jerrells evitò il disastro e riportò la serie a Milano. Il digiuno di scudetti stava per terminare. Non sarebbe stato possibile senza l’impresa di Siena. Con quel canestro Jerrells entrò per sempre nella storia del club come autore di uno dei gesti più iconici di sempre.

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