Nicola Akele viene da Treviso, è cresciuto a Montebelluna e si è trasformato in un vero giocatore di basket quand’era alla Reyer Venezia. Ma la sua storia comincia da molto più lontano, comincia quando lui non era ancora nato. Comincia da quando i genitori si trasferirono dal nativo Congo a Roma prima e nel trevigiano poi. Piero, come lo chiamano tutti, e Silvie arrivarono a Roma dove costruirono la loro bella e numerosa famiglia, sei figli di cui Nicola è il secondo. È arrivato tre anni dopo la nascita di Ange, la figlia maggiore. Con la sua statura e il fisico, Nicola è diventato presto un prospetto del basket, tanto da aver giocato nelle nazionali giovanili a tutti i livelli, cominciando con l’Under 16 – due campionati europei – e su fino all’Under 18 e all’Under 20.

Nicola Akele a Treviso

Cresciuto nella zona di Treviso, Akele ha cominciato in quel periodo a pensare di diventare un professionista. Quindi guardava i giocatori della Benetton: il suo preferito era Marcus Goree, ala forte atletica e forte fisicamente, con punti nelle mani. Montebelluna gli stava stretta. Passò quindi prima a Mestre e poi alla Reyer dove debuttò in Serie A. Risale a quei tempi una specie di svolta della carriera. Di fatto, Akele decise di lasciare l’Italia e trasferirsi negli Stati Uniti. Il primo passo fu la IMG Academy di Bradenton in Florida, una scuola sportiva specializzata nel lancio di giovani prospetti. “Energia, difesa e anche qualche punto”, così a quei tempi Akele ebbe modo di descrivere il suo stile di gioco nel momento in cui l’università del Rhode Island si assicurò i suoi servizi. Il suo allenatore alla IMG Academy era Mike Kelly. Fu lui a indirizzarlo verso Rhode Island, conscio che per un giocatore atletico, con braccia lunghe e un motore sempre in movimento, sarebbe stato essenziale ricevere il beneficio di un coaching di alto livello.

Nicola Akele quand’era a Cremona

A quei tempi nessuno poteva saperlo ma Akele venne allenato da colui che è stato l’allenatore più vincente a livello di college del successivo decennio: Dan Hurley. Ex giocatore di Seton Hall, fratello del playmaker di Duke, Bob Hurley Jr, che fu scelto al numero 7 dei draft NBA, e figlio di Bob Hurley Sr che a St. Anthony High School, a Jersey City, di fronte a New York, ha costruito una carriera che l’ha portato alla Hall of Fame. Dan Hurley ha seguito le orme paterne fino a diventare capo allenatore prima a Wagner, poi a Rhode Island e infine a Connecticut dove ha vinto due titoli NCAA e giocato tre finali in quattro stagioni. Quando arrivò Akele, Coach Hurley era un tecnico giovane, emergente e ambizioso.

Qui con la maglia di Brescia

La prima stagione a URI non fu brillante né per lui né per la squadra. Akele scoprì in America un basket più individualista di quello cui era abituato in Italia ed era inoltre l’unico giocatore europeo del roster. Ma il secondo anno fu un successo: Rhode Island finì la regular season della Atlantic-10 al terzo posto ma nel torneo di conference sgominò il campo conquistando il titolo e l’approdo al Torneo NCAA. Qui si tolse la soddisfazione di superare un turno, battendo Creighton. Con lui c’erano il centro Hassan Martin, che poi ha giocato tre anni in EuroLeague all’Olympiacos e alla Stella Rossa (nell’ultimo anno è stato all’Hapoel Holon in Israele) e Jeff Dowtin, che quest’anno era al Maccabi.

Il terzo anno di Akele fu ancora più entusiasmante: con 15 vittorie in 18 gare, Rhode Island chiuse la stagione regolare al primo posto e poi confermò il titolo dell’Atlantic-10 oltre che la presenza nel Torneo NCAA dove realizzò un’impresa eliminando Oklahoma, guidata da Trae Young, futura stella NBA. Nel frattempo, Akele dopo 96 presenze e una laurea in kinesiologia perfezionata al ritorno a casa, scelse di uscire da Rhode Island con un anno di eleggibilità rimanente ricominciando dalla Serie A2, a Roseto. Chiaramente sovra qualificato rispetto alla categoria rimase un solo anno per poi cominciare una carriera che l’ha portato a livelli sempre più alti, Treviso, Cremona, Brescia – dove ha vinto una Coppa Italia – e infine Bologna dove ha vinto lo scudetto del 2025 e speso due anni in EuroLeague. Con il tempo le sue caratteristiche di giocatore multidimensionale – in Serie A è stato impiegato in tre ruoli differenti – con tanta energia, difesa e un buon tiro dalla media sono emerse. Sono le caratteristiche che porterà a Milano.

Qui contro l’Olimpia ma in una partita di EuroLeague

Nicola Akele

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