“E’ una bellissima occasione. Festeggiare questa giornata assieme a tutta la mia famiglia. Ci sono 40 persone qui con me, è un momento bellissimo. Sono grato a questo club, a Milano, ai tifosi, sono grato al Signor Dell’Orco, a Coach Messina che mi ha voluto qui. Chacho Rodriguez ha acceso il mio interesse. Oggi vedere la collezione di nomi sul muro della Hall of Fame e sapere che ci sono anch’io va al di là di ogni immaginazione che potessi avere. Quando sono arrivato in Italia, a Veroli, guardavo all’Olimpia come se appartenesse ad un altro pianeta ed era così. Adesso sono qui ed è incredibile, non sono sicuro di percepire fino in fondo le dimensioni del significato. Ogni momento mi ricorda qualcosa, le vittorie, i trofei che ho rivisto entrando qui, in questo posto speciale, ma anche le sconfitte perché ci hanno reso più forti e fanno parte del percorso”, così Kyle Hines nel giorno in cui è diventato ufficialmente il 46° membro della Hall of Fame.

Kyle Hines con la sua famiglia

“Il mio futuro? Sono ai Brooklyn Nets, nel front-office – ha detto -. Ogni giorno esploro e scopro qualcosa di nuovo. Non necessariamente sapevo tutto. Sono ancora nella fase di apprendimento e tutto è divertente. In futuro non so, non mi piace dire voglio fare questo o quello. Sono sempre stato aperto. Certo, l’Europa, l’Italia fanno parte della mia vita. Mia moglie ogni giorno fa un riferimento a quanto sarebbe bello tornare qui. Ad un certo punto della mia vita, non so come e non so quando, tornerò qui. Negli anni sono rimasto impressionato dalla cultura sportiva di questo posto. Quanto vittorie e sconfitte incidano sull’umore della gente. Questo ti spinge a dare qualcosa di più”. E poi ha ricordato Giorgio Armani: “Uno degli uomini più famosi del mondo, ma credo sia venuto qui a sostenerci nel 95% delle partite. Che giocassimo per il primo posto in EuroLeague o una partita di routine del campionato italiano. Significava tantissimo per noi che lui ci fosse. Una persona così importante, a capo di un brand famoso in tutto il mondo, trovava il tempo e la dedizione di sostenerci. Mi vengono i brividi. Mia madre è una tifosa del brand Armani e lui con la sua gentilezza, il suo stile, ha speso del tempo per lei, l’ha incontrata in privato. Ha una foto e adesso è a casa nostra, negli Stati Uniti. Per la mia famiglia significa molto”.

Con la famiglia, il Presidente Dell’Orco e 42 bambini del minibasket Olimpia

Gigi Datome e Sergio Rodriguez gli hanno inviato i loro messaggi, il pubblico l’ha ricevuto come un eroe. “Per me questo sarà sempre un posto speciale. Ero abituato a Mosca: sette grandi stagioni ma in una metropoli così grande passavi spesso inosservato. Qui camminando per strada avverti il calore della gente. Questo mi manca. Mi manca la tensione prepartita, lo stretching prima di andare in campo, il nervosismo che ti corrode prima di una grande partita soprattutto in questa fase dell’anno, in cui si avvicinano i playoff. Queste emozioni mi mancano. Alla fine, è quello che sono, un giocatore”, ha chiuso.

Condividi l’articolo con i tuoi amici e supporta la squadra

Condividi l’articolo con i tuoi amici e supporta la squadra

URL Copied to clipboard! icon-share