In Gara 2 a Brescia è arrivata la prima sconfitta nei playoff. La buona notizia è che l’Olimpia è comunque rientrata da Brescia con il vantaggio del fattore campo e due gare da disputare in tre giorni a Milano. In questa stagione, l’Olimpia in campionato ha perso in casa tre volte, ma solo una all’Unipol Forum, all’esordio contro Tortona. Le altre due sono maturate al Palalido. Il sostegno dei 10.000 potrebbe essere un fattore fondamentale in una serie che è rapidamente diventata spigolosa, fisica, come è normale che accada tra due squadre che in questa stagione si sono affrontate già sei volte, con tre vittorie per parte, tutte partite equilibrate, unica eccezione è stata Gara 1 e limitatamente al secondo tempo. Brescia ha impattato la serie in una gara in cui l’Olimpia è mancata soprattutto a livello di tiro, 5 su 24 da tre, 18 su 28 dalla lunetta. Contro una squadra che riempie l’area e si espone solo su certi tiratori, la precisione è fondamentale. Sarebbe bastato poco in effetti per vedere un’altra partita. L’1 su 6 da tre di Armoni Brooks abbinato allo 0 su 5 di Marko Guduric, ovvero due giocatori solitamente molto più efficaci dall’arco, ha avuto un peso. Brooks tra l’altro ha avuto problemi di falli per tutta la gara finendo per rimanere in campo solo 22 minuti e finire la partita anzitempo (in due anni di campionato non era mai successo). Gara 2 è stata un’anomalia dal punto di vista statistico: l’Olimpia ha tirato più e meglio da due; ha catturato più rimbalzi; ha distribuito più assist e perso meno palloni. Ha tirato peggio da tre, ma in una serata in cui comunque Brescia ha avuto il 31.8% dall’arco con sette triple segnate. La differenza è nel numero di punti raccolti dalla lunetta dove i giocatori di Brescia sono andati 42 volte. Era chiaro fin dall’inizio della serie che abbassare il numero di viaggi avversari in lunetta sarebbe stata una delle chiavi per l’Olimpia: i 17 tiri liberi di Nikola Ivanovic (il suo record carriera era 11) sono stati un’altra anomalia numerica. Sei sono arrivati da tiri da tre punti in situazioni di fallo tattico in cui ha avuto la malizia di lanciare subito la palla in aria per ottenere il fallo in azione di tiro. Sono tutti errori da non commettere a cominciare da Gara 3. Incoraggia che nonostante il lungo elenco di prestazioni inferiori allo standard dei singoli e gli errori, l’Olimpia era ancora avanti sul 72-71 (tripla di Shields) e abbia tenuto la gara potenzialmente aperta fino all’ultimo minuto.

Marko Guduric al tiro

NOTES – Gara 3 si gioca a Milano, mercoledì 3 giugno alle ore 20:00, all’Unipol Forum (clicca qui per acquistare i biglietti) con diretta su Sky Sport e LBATv. Gara 4, ancora Milano, sarà venerdì 5 giugno (clicca qui per acquistare i biglietti) sempre con diretta su Sky Sport e LBATv.

GLI ARBITRI – Saverio Lanzarini, Carmelo Lo Guzzo, Alessandro Perciavalle.

COACH PEPPE POETA – “Le prime due partite hanno detto che nella nostra metà campo la fisicità è la chiave da adoperare per rompere il loro flusso di gioco e ridurre la loro capacità di condividere la palla. In attacco, vorremmo riuscire a correre un po’ di più, cosa che in Gara 2 non ci è riuscita, e a difesa schierata muovere bene la palla da un lato all’altro del campo”.

Armoni Brooks al tiro contro David Cournooh

LA DIFESA – In termini numerici la difesa ha complessivamente svolto un buon lavoro nelle due gare di Brescia, inclusa la sconfitta di domenica in cui la Germani ha tirato sotto il 45% da due, sotto il 32% da tre, ha distribuito appena nove assist. I rimbalzi offensivi concessi, 10, sono stati concentrati quasi tutti nella parte iniziale, un po’ com’era capitato in Gara 1, anche se alcuni sono stati dolorosi perché tramutati in canestri facili come uno di Ivanovic e un altro di Burnell. La differenza è nei 42 tiri liberi tirati da Brescia. La Germani è la miglior squadra del campionato nel procurarsi viaggi in lunetta ma sono in media circa 22 a partita e l’Olimpia li aveva limitati a 15 in Gara 1. I 42 tiri liberi di Gara 2 rappresentano un’anomalia difficile da arginare. L’Olimpia dovrà usare meglio i propri falli in situazione di bonus e fare maggiore attenzione nell’eseguire i falli tattici, situazione nella quale Nikola Ivanovic con il suo mestiere ha strappato sei tiri liberi dei 17 totali.

IL TIRO DA TRE – E’ stato l’altro grande problema di Gara 2 perché Brescia ha scelto di riempire l’area con Miro Bilan e aggredire sul perimetro solo certi giocatori. L’Olimpia nelle due gare precedenti aveva tirato 23 su 55 da tre, ma ha fatto solo 5 su 24 in Gara 2 anche con conclusioni prese dagli specialisti e in situazioni favorevoli.

ADV E IVANOVIC – Amedeo Della Valle sta giocando ovviamente a livelli stellari. In questa serie ha portato il proprio impiego a 33.0 minuti per partita, 35 in Gara 2, con 26.0 punti di media. Ha una striscia di gare oltre i venti contro l’Olimpia arrivata a quattro. In Gara 2, le sue percentuali nel tiro da tre sono state inferiori al solito (33.3%), ha segnato otto punti su 28 dalla lunetta ma ha fatto male anche il quattro su sei da due punti. Ma la vera differenza rispetto alla prima partita è stato Ivanovic, passato da sei a 24 punti ma soprattutto da due a 11 falli subiti, da cui i 17 tiri liberi. Brescia è una squadra costruita attorno alla loro creatività. E’ ovvio che a Milano per quanto possibile bisognerà limitarli di più come accoppiata.

Leandro Bolmaro in entrata

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