Armoni Brooks è il primo giocatore dell’Olimpia dopo Rakim Sanders nel 2016 a conquistare nella stessa stagione il trofeo di MVP della Coppa Italia e dei playoff. A questo, ha aggiunto il titolo di miglior giocatore della regular season. E anche di giocatore più spettacolare. Armoni Brooks è nella storia del club per sempre. “Ho avuto un periodo difficile dopo la Coppa Italia, sono entrato in una specie di slump, in cui ho tirato male. In quelle situazioni ne esci con la fiducia, la consapevolezza che come vai 0 su 7 o 0 su 8 una sera, quella dopo puoi entrare in ritmo e fare magari 7 su 10. Ci riesci perché ha fiducia che il lavoro pagherà. Il mio tiro in parte è un fatto naturale. Sono stato fortunato e mi sono trovato questo talento addosso, ma poi c’è stato anche tanto lavoro dietro. Lavoro di anni”. In finale ha chiuso con 15.5 punti per gara. In stagione ha segnato 15.6 punti a partita con il 37.9%. Nelle tre gare di Coppa Italia, il momento individualmente più alto della sua stagione aveva prodotto 19.7 punti a partita con il 57.1% da tre.

“Durante la stagione regolare e in qualche momento anche nei playoff, il tiro non mi entrava tanto, ero in quello che noi chiamiamo “shooting slump”. Ne sono uscito con la fiducia dello staff e dei compagni, la consapevolezza che poi ad un certo punto il lavoro paga e lo 0 su 7 di una sera diventa il 7 su 10 di quella dopo. Il mio tiro in parte è un dono del destino. Sono nato con questa abilità. Ma poi ci ho lavorato tanto. Così come ho lavorato tanto in questi due anni per essere più fisico in difesa, capire come e quando usare i falli e in attacco lasciare che fosse la partita a venire da me piuttosto che forzare le situazioni”, spiega Brooks che resterà nella storia del club anche solo per questa clamorosa stagione. “I premi individuali sono la ciliegina sulla torta ma quello che voglio è vincere. E non avrei vinto senza il sostegno dello staff e dei compagni. Abbiamo vinto perché siamo un gruppo unito, perché stiamo insieme dentro e fuori del campo. Questo mi mancherà tantissimo. I premi individuali sono riconoscimenti di squadra che vengono attribuiti ad un singolo giocatore. Mi sento solo il destinatario”, aggiunge.

“Ancora non ho realizzato quello che ho fatto. Forse quando mi guarderò indietro lo capirò meglio. Adesso voglio restare affamato e non essere soddisfatto. Milano è stata un grande passo in avanti della mia carriera. Sarà sempre grato a questo club. Amo la città, la squadra, i tifosi che mi cantano i cori e sarà difficile giocare qui, davanti a loro, quando accadrà. Poi mi mancheranno i compagni. Loro mi mancheranno tantissimo”, spiega. Poi aggiunge: “Fino all’ultimo giorno ho dato tutto quello che avevo per questa squadra. Lo sappiamo tutti. Sono stati due anni fantastici”.
