Ritorna il fascino delle “Notti Magiche”, notti da Eurolega, notti rosse. L’Olimpia ha raggiunto le Top 16 tre volte negli ultimi quattro anni e per due stagioni consecutive. Nel 2014 ha giocato i playoffs. Quello che cerca, pur con una formazione rivoluzionata, è stabilità tra le grandi. La regular season è un crocevia insidioso perché rapido – 10 gare totali – con pochi margini di errore e prende corpo in un periodo della stagione acerbo in cui non tutte le squadre sono preparate. Con i suoi 11 innesti l’Olimpia da questo punto di vista dovrà accelerare i tempi e la gara di apertura, contro Vitoria – affrontata sempre negli ultimi tre anni, 3-3 il bilancio – è già fondamentale. Ecco comunque in breve l’identikit delle avversarie.

Laboral Kutxa Vitoria – Dal 2005 al 2008 Vitoria ha sempre giocato le Final Four di Eurolega: pur non vincendole mai quelle stagioni hanno sancito la sua permanenza nell’elite del basket europeo grazie alla capacità mostruosa del club di rinfrescarsi scovando sempre enormi talenti (sono passati da Vitoria: Josè Calderon, Luis Scola, Fabricio Oberto, Tiago Splitter, Andres Nocioni e molti altri). Quei tempi sono alle spalle ma la competitività del club basco non è in discussione: lo scorso anno fallì l’ingresso ai playoffs di Eurolega solo all’ultimo turno. Mezza squadra è rimasta: Mike James, Darius Adams e Fabien Causeur per un reparto esterni di qualità, Davis Bertans che deve recuperare da un infortunio che gli capitò proprio a Milano, più l’alona Kim Tillie e il potente Tornike Shengelia, anche lui infortunato però. Tra le novità: il bomber sloveno Jaka Blazic, il massiccio centro Darko Planinic, Adam Hanga, l’anno passato ad Avellino, che peraltro a Vitoria aveva giocato anche due anni fa. Gli ultimi due innesti sono vecchie conoscenze: Ioannis Bourousis, due anni a Milano prima di vincere l’Eurolega a Madrid l’anno passato sia pure da cambio, e Kristjan Kangur che completava il reparto lunghi dell’Olimpia scudettata di due anni fa.

Anadolu Efes Istanbul – E’ una delle grandi potenze del basket europeo anche se l’unica coppa l’ha vinta nel 1996 strappandola proprio all’Olimpia e non ha mai raggiunto le Final Four di Eurolega. Però ha sempre confezionato operazioni di mercato stellari, negli ultimi due anni, esasperando addirittura il concetto. In estate ha preso il miglior difensore di Eurolega, Bryan Dunston, la miglior “combo-forward”, Derrick Brown, ha confermato Dario Saric, superstar emergente nel ruolo di ala grande e in attesa di sbarcare nella NBA, più il tiratore Jon Diebler, il playmaker Jayson Granger e per la panchina Alex Tyus. In altre parole, Dusan Ivkovic ha allestito un roster difensivamente impressionante (l’asse Granger-Dunston più Tyus è terrificante) e ovviamente espertissimo di Europa.

Olympiacos Pireo – Negli ultimi quattro anni ha giocato tre finali di Eurolega e due le ha vinte. Altro club capace di rigenerarsi di continuo, che punta forte sui giocatori greci (a parte i fenomeni anche Mantzaris, Agravanis, Papapetrou) e su roster profondissimi (c’è anche Ioannis Athinaiou, ex Olimpia nel 2014). Ha perso due pedine fondamentali come Sloukas e Dunston, strappatele dai club turchi, rimpiazzandole con Daniel Hackett per la regia e Patric Young sotto canestro, dov’è protetto da Othello Hunter. Sarà ancora tra le grandi perché a garantirlo è la presenza di Vassilis Spanoulis con Giorgios Printezis e il grande tiratore belga Matt Lojeski in quintetto.

Cedevita Zagabria – L’ex squadra di Coach Jasmin Repesa, affidata a Veljko Mrsic con Gianmarco Pozzecco assistente allenatore e la vecchia conoscenza del campionato italiano James White, ala volante e di talento che alza il tasso di esperienza del quintetto. Come da tradizione, il Cedevita punta sui giocatori locali, che siano giovanissimi come Marko Arapovic, ala-centro del ’95, o meno come Tomislav Zubcic. Ma per l’Eurolega ha voluto anche esperienza, in regia con Jacob Pullen e sotto canestro con Luka Zoric che è reduce dalla Final Four disputata con il Fenerbahce.

Limoges – Gradito ritorno in Eurolega per l’unica società francese che sia mai riuscita a vincere il titolo europeo. Lo fece nel 1993 battendo in finale la Benetton Treviso di Toni Kukoc addirittura. Sono passati tantissimi anni, vissuti anche attraverso tante difficoltà, ma Limoges adesso è di nuovo in Eurolega per far leva sul suo collettivo, quattro americani (da segnalare la guardia Randy Culpepper) guidati da Leo Westermann, playmaker francese che se n’è andato al Partizan a imparare mestiere ed etica del lavoro. Come centro spicca Ali Traorè che abbiamo visto anche in Italia, a Roma.

 

Le stelle del girone

Un girone ricco di squadre forti e quindi di stelle, emergenti o affermate. Eccone qualcuna

Vassilis Spanoulis (Olympiacos): contende da sempre per il titolo di Mvp della competizione, che ha già vinto, guardia e playmaker, artista del pick and roll e giocatore vincente. La stella delle stelle.

Dario Saric (Anadolu Efes): croato che la NBA segue da sempre e l’Efes per il momento le ha strappato. Due dimensioni, favorito per il titolo di “Rising Star”.

Giorgios Printezis (Olympiacos): ala forte che sa tirare da fuori, duro a rimbalzo, veterano di queste battaglie, l’asse portante dell’Olympiacos.

Bryant Dunston (Anadolu Efes): da due anni miglior difensore di Eurolega, prima aveva dominato le aree italiane a Varese.

James White (Cedevita): l’ala che ha vinto la gara delle schiacciate dappertutto ma è molto di più di un semplice giocatore aereo, ha grande qualità ed esperienza.

Alessandro Gentile (Olimpia): nelle Top 16 dell’anno passato è emerso come un esterno dominante e poi ha cavalcato quel periodo magico agli Europei, con la Nazionale.

Leo Westermann (Limoges): francese di taglia fisica importante per il ruolo che ha imparato il mestiere al Partizan Belgrado prima di tornare a casa.

Fabien Causeur (Laboral Kutxa): ormai a Vitoria è una bandiera, guardia francese con grandi attitudini difensive e capacità di segnare. Giocatore solido.

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