La prima regola da ricordare quando verrà il momento di valutarli è così semplice da apparire scontata. Eppure non sempre lo è: non confrontare le cifre di Milano con quelle che avevano a Trento o Cantù. Rinunciare alle proprie statistiche da un punto di vista volumetrico fa parte del pacchetto nel momento in cui si decide di passare da un livello medio-alto al top del campionato italiano, mettendosi in discussione con giocatori stranieri necessari per andare all’assalto di un’Eurolega che sarà molto competitiva e complicata, di altissimo livello. Non a caso, Abass e Pascolo, i due primi colpi estivi dell’Olimpia, la scorsa stagione giocavano rispettivamente 30.6 e 29.0 minuti a partita. A Milano, non sarà così.

Lo scorso anno a Cantù, Awudu Abass segnava 13.1 punti di media, quasi il triplo rispetto alla stagione precedente. Esistesse il premio di giocatore più progredito, come nella NBA, probabilmente l’avrebbe vinto. Abass è stato anche il terzo rimbalzista – con 5.8 di media – tra gli esterni dopo Deron Washington (ex Cremona) e Micah Downs (ex Caserta), gli unici oltre i sei per gara. Abass è un’ala piccola atletica che tira con il 35.0% da tre, quindi ha due dimensioni. Nell’ultima stagione ha eseguito esattamente lo stesso numero di tiri da due e da tre, 151 totali. E siccome ha taglia fisica e rapidità può essere un’arma difensiva importante, un giocatore in grado di cambiare su tutti i blocchi e difendere su almeno tre tipologie differenti di ruolo. Il maggior impatto del tiro da tre a tutti i livelli ha fatto della difesa perimetrale una priorità per ogni squadra, quindi l’importanza di chi riesce a cambiare sui blocchi è esasperata, fondamentale per mantenere alta la pressione difensiva.

La sfida di Davide Pascolo è proprio quella di riconvertirsi in giocatore utile ed efficace a prescindere dal minutaggio. La sua scalata è stata graduale: nelle minori era grande protagonista, poi ha cominciato ad arrivare sempre più in alto e non ha mei smesso di esserlo. A Trento, in una squadra che ha sempre giocato i playoffs nei suoi due anni di Serie A, perdendo sempre contro i futuri campioni d’Italia – Sassari nel 2015, Milano nel 2016 -, Pascolo ha continuato ad essere protagonista. Nella stagione passata ha segnato 13.4 punti a partita con 6.4 rimbalzi e il 57.5% da due. Per chiarire, è stato il primo realizzatore italiano della Serie A e il secondo rimbalzista dopo Achille Polonara.

Se Abass è un giocatore multidimensionale anche come ruolo, Pascolo è strettamente un’ala grande, che sa giocare in post basso e tirare dalla media, ha braccia lunghissime che lo aiutano tanto in difesa. Ma quello che lo ha reso davvero appetibile è stato il suo rendimento in Eurocup dove al debutto internazionale è stato 11° realizzatore e 13° rimbalzista della competizione ma soprattutto settimo assoluto come valutazione. Pascolo è stato inserito nel quintetto ideale della competizione con Errick McCollum, Mardy Collins, Vladimir Micov e Alen Omic. Si è decisamente guadagnato il debutto in Eurolega.

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