Lo spostamento delle lancette dell’orologio un’ora indietro consente di guadagnare un’ora di riposo notturno. Quindi la sveglia delle 9 è molto “morbida” e diversi giocatori la anticipano. Alle 10.30 si passa alla riunione tecnica che dura circa 20 minuti ed è seguita dal trasferimento a Pezza delle Noci, località casertana nella quale sorge il Palamaggiò. L’impianto da oltre 6.000 spettatori venne costruito nell’estate del 1982 in 100 giorni dal proprietario del club di allora, Giovanni Maggiò cui poi è stato intitolato. La Juve aveva vinto il campionato di A2 con Boscia Tanjevic in panchina, il drago Zoran Slavnic in regia e un bomber di nome Oscar Schmidt che avrebbe fatto la storia del basket mondiale. Ma le regole non permettevano di giocare in un impianto con meno di 3.500 posti a sedere e la città di Caserta ne era sprovvista. Era già successo ad altre squadre ed avevano dovuto trasferirsi almeno momentaneamente. Successe persino a Cantù che dovette andare brevemente a Brescia. Successe a Treviso che andò a Padova, a Firenze che dovette andare a Livorno. Caserta aveva come opzione di riserva Rieti ma fu solo una parentesi. Nando Gentile a quei tempi aveva 15 anni ma era già in prima squadra, sulla strada che l’avrebbe portato a diventarne leader e capitano. E così nacque il Palamaggiò.

L’Olimpia si è allenata dalle 11 alle 12. Prima un po’ di ripasso dei giochi, poi stretching e attivazione muscolare, e per finire tanti tiri. Per accedere al campo si passa da una sorta di museo. In terra l’ultima scritta è “Venderemo cara la pelle”. Ci sono coppe, gagliardetti che ricordano partecipazioni importanti come la finale di Coppa delle Coppe ad Atene nel 1989 contro il Real Madrid di Drazen Petrovic. Ci sono maglie vecchie di giocatori storici anche se solo tre sono state ritirate, il 5 di Gentile, il 6 di Enzo Esposito e il 18 di Oscar Schmidt. Uno striscione sulla tribuna opposta alle panchine, in inglese, invita la squadra a lottare con cuore e orgoglio per difendere la Serie A.

L’ultimo tratto di preparazione prevede il pranzo alle 13.30, a metà pomeriggio snack e partenza per il Palamaggiò alle 18.45. Tra i sette stranieri c’è anche Stanko Barac.  Andrea Amato ha recuperato il suo posto tra i 12 titolari dopo l’influenza. In serata la squadra tornerà al Plaza di Caserta e domani raggiungerà Milano all’ora di pranzo. Per due settimane finalmente potrà allenarsi con continuità e giocare in casa. La prevendita per la gara con l’Olympiacos promette bene, con assalto a quota 10.000 da non sottovalutare.

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