L’Olimpia rimonta da meno 22 nel secondo tempo, pareggia la partita, si guadagna la possibilità di mettere la testa avanti ma non ci riesce e viene punita dalla tripla con cui Jean Montero salva Valencia, 103-100. E’ stata una partita dura fin dall’inizio: dalla metà del primo quarto in avanti l’Olimpia ha sempre inseguito, ha segnato con discreta continuità grazie alla velocità di Quinn Ellis e di un incredibile Leandro Bolmaro, poi nella ripresa anche con i canestri soprattutto di Armoni Brooks, giocando anche tanti minuti di “smallball”, persino senza nessun centro in campo, ma ha faticato troppo in difesa. Rientrata da meno 17 (tre volte) nel primo tempo fino al meno sei del riposo, è stata travolta all’inizio del terzo periodo quando Valencia spaziando bene il campo ha centrato sette triple consecutive, senza alcun errore nel mezzo, distruggendo l’equilibrio. Ma con grande cuore, orgoglio, l’Olimpia è rientrata in modo superbo e avrebbe avuto la possibilità di vincere la gara. Non è riuscita a mettere la testa avanti, un po’ di sfortuna, qualche errore, poi anche dopo la tripla di Montero ha avuto la possibilità di forzare il supplementare. Il primo tentativo di Shields è stato stoppato, il secondo di Brooks non aveva speranze.

IL PRIMO TEMPO – Dopo un avvio punto a punto in cui l’Olimpia è tradita da qualche tiro aperto sbagliato, Valencia si produce nel primo allungo cavalcando Darius Thompson e la velocità, dalla panchina, di Jean Montero. Milano si affida a Quinn Ellis, prima un jumper dalla media poi due schiacciate lungolinea, per restare agganciata. Due volte sbaglia la tripla del sorpasso, poi la difesa molla per tre possessi di fila e Valencia può chiudere il periodo sul 24-28. L’inizio del secondo quarto è complicato: Montero con una tripla firma il 5-0 che convince Coach Messina a utilizzare il primo time-out sul momentaneo meno 11. Poi una sequenza di cattivi rientri difensivi permette a Valencia di costruire tiri aperti in transizione fuggendo a più 15, secondo time-out, e poi tre volte a più 17. L’Olimpia si innervosisce e sbaglia anche sette tiri liberi. Nel momento più difficile, Bolmaro e Shields guidano la rimonta. L’argentino sprigiona energia, arriva al ferro, segna da tre, è dappertutto. Quattro punti consecutivi di Nate Sestina, un canestro in contropiede e un altro dalla media, poi una palla rubata da Ellis riportano l’Olimpia a meno sei. Il parziale è arrestato da Pradilla con un tiro dal post basso, cancellato da un’entrata di Bolmaro, nel 52-46 del primo tempo.

IL SECONDO TEMPO – L’avvio di Valencia è demoralizzante. L’Olimpia non è abbastanza aggressiva sui tiratori avversari, ma incassa cinque triple, spende un time-out, ne incassa altre due prima di assistere ad un errore. Valencia va avanti di 22 mettendo alle corde Milano, che sembra sull’orlo del knock-out. Invece di arrendersi, risponde trascinata da un Leandro Bolmaro sensazionale (record personale di punti ritoccato da 21 a 31). La terza tripla di un grande Pippo Ricci (8 su 9 da tre nelle ultime due gare) contiene il divario a meno 11 punti dopo tre quarti, 85-74. Quello è il momento in cui Milano gioca piccolo. Brooks e ancora Ricci riducono il divario a sei punti. E’ la difesa che non riesce a imporre la partita, la subisce. Thompson firma il più otto. Matt Costello da tre scava ancora nove punti. Sembra davvero finita, viceversa Brooks centra il bersaglio dall’arco, Shields lo imita ricucendo a cinque punti la distanza. Valencia accumula punti dalla lunetta con Montero e Reuvers. Sotto di otto, Brooks segna dall’angolo il meno cinque, poi frontalmente il meno tre, 96-93. Il playmaker della nazionale dominicana, Montero, è il più lucido dei suoi. Dalla lunetta non trema. Ma Bolmaro con una tripla tiene l’Olimpia a meno due. Coach Martinez ferma la gara, chiede ordine ai suoi. Trova un canestro di Omari Moore, cancellato da Bolmaro. Brooks svetta anche a rimbalzo e converte il canestro della parità. Qui l’Olimpia avrebbe tre opportunità per mettere la testa avanti, non le sfrutta, incassa la tripla tagliagambe di Montero. Ci sarebbe un’ultima opportunità ma è infruttuosa così arriva un’altra sconfitta di un possesso, 103-100.
