Il primo giorno di una squadra è come il primo giorno di scuola. Buoni propositi, voglia di fare bene, entusiasmo. Poi servono i fatti, per tanti mesi, per questo Coach Repesa è stato chiaro. “Non è il momento di parlare”, ha detto. Ma le aspettative sono importanti e la voglia di far bene è devastante. “Io sono un combattente, comincio in allenamento e vado avanti in partita. Porto tanta energia in campo, mi sento un’ala grande più che un centro ma se devo descrivermi partirei dall’aspetto caratteriale. Odio perdere”, dice Milan Macvan che si paragona al suo agente Zoran Savic ma a Cleveland – dove fece un camp – consideravano una specie di Kevin Love europeo ovvero un giocatore fisico ma con tecnica per passare la palla e range di tiro illimitato. “Ho avuto una buona stagione di esordio in Eurolega a Berlino, per crescere ancora devo continuare a fare quello che ho fatto, essere costante, non cercare di fare troppo e rimanere nella mia comfort-zone”, dice Jamel McLean. “Conosco l’Eurolega, è durissima, dobbiamo giocare una partita alla volta”, dice Charles Jenkins, il Re di Brooklyn.

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