C’è un posto meraviglioso ad Atene. Meraviglioso per ogni appassionato di sport e olimpismo. Un posto che non esiste altrove. Le Olimpiadi moderne furono reinventate da un francese, il Barone Pierre De Coubertin e rifondate di conseguenza a Parigi, alla Sorbonne. Ma la prima edizione nel 1896 si svolse ad Atene, la culla dell’olimpismo, e lo stadio fu il Panathenaic. E’ un anello in cui la pista è color cenere, piccola, con le curve strette quasi a gomito, che ospitò molte delle gare della prima Olimpiade, incluso l’arrivo della maratona quando il greco Spyridon Louis tagliò il traguardo per primo rendendo orgogliosa una nazione e conquistandosi un ruolo nella storia dello sport. Nel 2004, lo stesso stadio ha ospitato ancora l’arrivo della maratona olimpica, vinta in quel caso da un italiano, Stefano Baldini.
Ma il Panathenaic ha un rapporto molto forte anche con il basket. Negli anni ’60, quando era consentito, l’AEK Atene giocava le proprie gare all’aperto in questo stesso stadio, nel quartiere di Pangrati, ormai zona centrale della capitale ellenica. Nel 1968, l’AEK vinse la Coppa delle Coppe battendo in finale lo Slavia Praga. La gara decisiva si giocò al Panathenaic davanti a 80.000 spettatori di cui – dicono le cronache – almeno 10.000 in piedi. A quei tempi l’AEK era la squadra più forte di Grecia, vinse sei titoli negli anni ’60 e partecipò anche alla Final Four di Coppa dei Campioni nel 1966 perdendo la semifinale contro lo stesso Slavia. Quell’anno fu l’Olimpia a vincere il titolo europeo. Quest’anno proprio il Panathinaikos ha ospitato qui il tradizionale Trofeo Giannakopoulos: 42.000 spettatori si sono presentati in uno scenario suggestivo come forse nessun altro.
Il Panathinaikos ospiterà l’Olimpia ovviamente nel suo campo tradizionale, a OAKA, nel ventre del “quartiere” olimpico accanto allo stadio e alla piscina scoperta. Il club ha ristrutturato l’arena assumendone il controllo e in sostanza dipingendola tutta di verde secondo i colori sociali. L’arena è intitolata a Nikos Galis, la leggenda del basket greco, l’uomo che l’ha costruito portandolo al top in Europa quando tradizionalmente non lo era. Galis è stato eroe di due squadre, prima l’Aris Salonicco e poi il Panathinaikos Atene nell’ultima parte della carriera, anche se poi è stato in Nazionale che si è conquistato gloria eterna con l’oro europeo del 1987. Non a caso durante la cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi del 2004, fu Galis a entrare nello stadio con la fiaccola dando vita alla staffetta conclusiva prima che venisse acceso il braciere.
