La nuova vitadi Awudu Abass è cominciata questa settimana con l’arrivo a Milano per visite emdiche e test fisici dopo circa un mese trascorso con la Nazionale italiana. Abass, 23 anni, un oro europeo Under 20, è stato una delle grandi rivelazioni dell’ultima stagione in cui ha sostanzialmente triplicato i propri numeri. “Credo che i miei progressi siano stati veri – spieg Abass – ma che sia stato decisivo avere tanto spazio. Abbiamo lavorato con pazienza nelle stagioni precedenti, soprattutto con Nicola Brienza. Quel lavoro mi ha aiutato a esplodere nel momento in cui ho avuto spazio. Probabilmente sapevo già fare tutte quelle cose ma in precedenza Cantù aveva avuto roster più forti e per me era complicato avere spazio. Devo ringrazire Cantù ancora una volta per l’opportunità che mi ha dato”.

Abass si descrive così: “Credo di essere un buon difensore, se mi si dice di fare una cosa la eseguo. Voglio che il mio avversario segni il meno possibile e faccia tanta fatica. In attacco posso usare l’uno contro uno, tiro dagli scarichi, tiri molto dagli scarichi direi, e poi aspetto che le occasioni si presentino”. Cantù non è il primo giocatore di Cantù che si trasferisce a Milano, in passato ci sono stati tanti episodi simili, anche importanti che hanno riguardato Antonello Riva o in epoche più recenti i vari Jerry McCullough, Dante Calabria, Joe Ragland. Percorso inverso hanno fatto Davide Pessina, Piero Montecchi, Stefano Mancinelli. Ma Abass era il capitano di Cantù. “Capisco che sia un fatto raro ma non è una cosa cui credo di dover dare molto peso. Io ho scelto Milano per giocare a grandi livelli, è quello che ho sempre desiderato. In questo mese di Nazionale ho capito come si gioca in una squadra forte, con tanti giocatori, e non vedo l’ora di applicare quello che ho imparato”, dice.

Poi ci sarà il debutto in Eurolega: “Ho giocato in Eurocup, in Fiba Cup, ma voglio alzare l’asticella. Ho sempre desiderato l’Eurolega, l’ho vista a Cantù ma ero piccolo, sono riuscito a giocare solo un paio di partite. Ma ammetto che giocare questa nuove Eurolega sia stata una molla forte, che mi ha indirizzato verso Milano. So che l’Olimpia è ambiziosa, è una squadra di alto livello, e naturalmente lo spazio sarà ristretto ma se vuoi giocare in un club come questo e vincere, si tratta di un sacrificio da fare. L’importante è giocare, divertirsi e soprattutto vincere”.

Abass ha scoperto il basket grazie al padre: “Mio padre è sempre stato un grande appassionato, è molto più alto di me e avrebbe voluto provare a giocare. Ma in Ghana, da dove proviene, seguono solo il calcio, non c’è la cultura del basket e così non ha avuto la sua chance. Però mi ha trasmesso la sua passione e vive i suoi sogni attraverso di me”.

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