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Basketball FILing Good: Olimpia e Don Gnocchi insieme per One Team

24/04/2019
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Un tiro a canestro, che sulle prime appariva impossibile ora si è trasformato in un appuntamento fisso del pomeriggio. “Ho paura della palla”, “ma quindi ho fatto gol?”, “non ci riesco”, queste le frasi che spesso i bambini ripetevano all’inizio del loro percorso, le prime volte in cui – ancora timidi e diffidenti -guardavano gli allenatori entrare in un luogo che per loro era come un rifugio sicuro. Diffidenza paura e timore, queste le sensazioni iniziali dei ragazzi che fanno parte del progetto Basketball FILing Good.

Il gruppo, composto da circa 20 bambini, dai 5 ai 10 anni, è stato coinvolto in un’attività sportiva che potesse stimolarli nelle loro abilità motorie, ma soprattutto nell’intraprendere un lavoro di squadra in cui poter sperimentare l’importanza della dimensione del gruppo per il raggiungimento dei propri obiettivi.

La fondazione Don Gnocchi ha messo a disposizione, all’interno della propria struttura, una palestra dove poter conoscere e sperimentare l’insegnamento e lo sviluppo intellettivo attraverso il basket. Durante questi allenamenti, ogni bambino ha potuto sperimentare cosa significhi apprendere, capire e giocare a basket; hanno fatto parte di una squadra, si sono sfidati tra di loro, hanno provato a competere per raggiungere obiettivi sportivi e non solo.

Sfide personali, come riuscire a correre palleggiando senza perdere il controllo della palla, riuscire a conquistare punti importanti per la propria squadra o personali, relazionarsi con I propri compagni, fuori dall’ambito scolastico, è stato possibile grazie a queste giornate di gioco, in cui ognuno di loro ha provato a superare i propri limiti, affidando le loro paure, frustrazioni e reazioni, ai due allenatori dell’Olimpia Milano del progetto One Team, Michele Samaden e Marilisa Zanini.

Per questi ragazzi non è sempre facile riuscire a tenere il passo dei propri compagni di scuola o nello sport, ma, all’interno del progetto, stanno superando ogni tipo di limite. I bambini con FIL sono infatti una popolazione altamente vulnerabile per le difficoltà in ambito scolastico, motorio ed emotivo-relazionale che interferiscono in ogni momento della loro vita, dalla scuola alle relazioni sociali con il rischio di fallimenti scolastici ed emarginazione.


A shot that at first seemed impossible now has turned into an afternoon fixture. “I’m afraid of the ball”, “but then I made points?”, “I can’t”, these are the phrases that children often repeated at the beginning of their journey, the first times they were still shy and wary – looked at the coaches enter a place that for them was like a safe haven. Distrust and fear, these are the initial feelings of the boys who are part of the Basketball FILing Good project.

The group, composed of about 20 children, aged 5 to 10, was involved in a sporting activity that could stimulate them in their motor skills, but above all in undertaking a team work in which they can experience the importance of the size of the group to achieve their goals.

The Don Gnocchi foundation has made this possible, within its own facilities, a gym where it is possible to learn and experience teaching and intellectual development through basketball. During these training sessions, each child was able to experience what it means to learn, understand and play basketball; they were part of a team, they challenged each other, they tried to compete to achieve new goals and more.

Personal challenges, such as being able to dribbling without losing control of the ball, being able to win important points for your team or personally. Also to relate to your companions, outside the school environment. All this was possible thanks to these days of plays, in which all of them tried to overcome their limits, their fears and frustrations at the two Olimpia Milan coaches of the One Team project, Michele Samaden and Marilisa Zanini.

For these kids it is not always easy to keep up with their schoolmates or in sport, but, within the project, they are overcoming all kinds of limits. Children with FIL are in fact a highly vulnerable population due to the difficulties in the scholastic, motor and emotional-relational sphere that interfere in every moment of their life, from school to social relations with the risk of school failures and marginalization.