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	<title>Pallacanestro Olimpia Milano</title>
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	<title>Pallacanestro Olimpia Milano</title>
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		<title>L&#8217;Under 14 vince il titolo Regionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Limardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 12:37:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gli Under 14 dell&#8217;Olimpia Milano vincono e convincono anche nella gara di ritorno con Desio e vincono il titolo di campioni regionali Under 14 Gold 2026 in Lombardia. Desio si è dimostrata un un avversario valido , tecnicamente e sportivamente. Ma i ragazzi dell&#8217;Olimpia si sono fatti trovare pronti quando contava. E in finale hanno [&#8230;]</p>
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<p><strong>Gli Under 14 dell&#8217;Olimpia Milano vincono e convincono anche nella gara di ritorno con Desio e vincono il titolo di campioni regionali Under 14 Gold 2026 in Lombardia.</strong> Desio si è dimostrata un un avversario valido , tecnicamente e sportivamente. Ma i ragazzi dell&#8217;Olimpia si sono fatti trovare pronti quando contava. E in finale hanno battuto Desio due volte su due in modo perentorio</p>



<p><strong>Pallacanestro Aurora Desio &#8211; Olimpia Milano EA7 Emporio Armani 67-81</strong></p>



<p><strong>Olimpia Milano:</strong> Chiapparini 6, Marchettini 5, Croce 24, Conti 4, Tremigliozzi 2, Ratti 10, Guzzi 5, Tessari 2, Gattavari 16, Saturno, Paronetto 6.</p>
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		<title>Coach Poeta: &#8220;Ci siamo innervositi, dobbiamo giocare il nostro basket&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Limardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 22:31:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Così Coach Peppe Poeta ha commentato Gara 2 della semifinale: &#8220;Abbiamo giocato una partita poco intelligente, in cui ci siamo innervositi con gli arbitri fin dal primo quarto e questo non ci ha aiutato. L&#8217;avevamo comunque rimessa in piedi, portando la gara sui binari che volevamo e ci sono congeniali, salvo innervosirci di nuovo e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.olimpiamilano.com/coach-poeta-ci-siamo-innervositi-dobbiamo-giocare-il-nostro-basket/?utm_source=www.olimpiamilano.com&amp;utm_medium=feed">Coach Poeta: &#8220;Ci siamo innervositi, dobbiamo giocare il nostro basket&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.olimpiamilano.com">Pallacanestro Olimpia Milano</a>.</p>
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<p><strong>Così Coach Peppe Poeta ha commentato Gara 2 della semifinale:</strong> &#8220;Abbiamo giocato una partita poco intelligente, in cui ci siamo innervositi con gli arbitri fin dal primo quarto e questo non ci ha aiutato. L&#8217;avevamo comunque rimessa in piedi, portando la gara sui binari che volevamo e ci sono congeniali, salvo innervosirci di nuovo e lasciare che la partita ci scappasse. Anche stasera abbiamo concesso a Brescia solo nove assist, ma anche 42 tiri liberi. Poi non ci ha aiutato il 5 su 24 da tre e i dieci tiri liberi sbagliati. Per noi si tratta di imporre la nostra fisicità e il nostro modo di giocare, altrimenti subiamo il loro gioco e la serie può cambiare. Il metro arbitrale è stato costante per 40 minuti, noi non lo abbiamo interpretato bene. Abbiamo lavorato bene per limitare lo short roll di Bilan e tenere sotto controllo Burnell. Della Valle sta giocando a livelli strepitosi, poi è ina una condizione fisica esemplare, ma credo che più che i suoi punti ci abbiamo punito quelli di Ivanovic che ha controllato il ritmo e tirato 17 tiri liberi&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Brescia risponde, pareggia la serie: 85-79</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Limardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 20:17:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La semifinale si trasferisce a Milano con una vittoria per parte. L&#8217;Olimpia ha ceduto 85-79 in Gara 2, una gara molto spigolosa, nervosa, con tanti episodi che l&#8217;hanno caratterizzata. L&#8217;Olimpia non ha mai trovato ritmo in attacco e dopo l&#8217;ultimo sorpasso di Shavon Shields ha ceduto, risucchiata dalle due triple di fila di Ivanovic e [&#8230;]</p>
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<p><strong>La semifinale si trasferisce a Milano con una vittoria per parte. L&#8217;Olimpia ha ceduto 85-79 in Gara 2, una gara molto spigolosa, nervosa, con tanti episodi che l&#8217;hanno caratterizzata.</strong> L&#8217;Olimpia non ha mai trovato ritmo in attacco e dopo l&#8217;ultimo sorpasso di Shavon Shields ha ceduto, risucchiata dalle due triple di fila di Ivanovic e Della Valle che questa volta hanno inciso molto più di quanto avevano fatto in Gara 1, segnando 51 punti Brescia ha tirato 42 tiri liberi, il che aggiunto al 5 su 24 dall&#8217;arco ( e dieci tiri liberi sbagliati) ha indirizzato la partita in modo netto. La difesa avrebbe  potuto vincerla per tutti, ma ci sono stati quattro falli su tiro da tre, l&#8217;espulsione di Diop, un antisportivo di Guduric e i falli che hanno distrutto la partita di Armoni Brooks.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/55306044450_179e0a4c24_k.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">Quinn Ellis</figcaption></figure>



<p><strong>IL PRIMO TEMPO</strong> &#8211; L’Olimpia ha subito un problema pesante perché Josh Nebo si trova gravato di due fallí subito in avvio di partita. Con il bonus bruciato in cinque minuti difendere diventa subito complesso. Brescia ne approfitta e con una tripla a gioco rotto di Rivers scappa via 16-7. Il primo momento positivo di Milano arriva quando Bolmaro prima mette in ritmo Ricco per una tripla e poi segna dalla media. Il divario si riduce a quattro punti ma Brescia, che riesce a incidere a rimbalzo d’attacco, conserva il vantaggio chiudendo il primo periodo avanti 23-15. Una tripla di Ivanovic all’inizio de secondo periodo ripristina il massimo vantaggio di Brescia. Mannion segna in entrata e lo stesso fa Guduric su un contropiede guidato da Bolmaro. Con Diop straordinariamente incisivo dentro l’area anche con due falli l’Olimpia torna a meno uno salendo di colpi anche in difesa. Il pareggio arriva a quota 31 su una palla rubata da Bolmaro che si traduce in una tripla in transizione di Brooks. Ma proprio Brooks spende secondo e terzo fallo, quest’ultimo su un canestro da tre di Della Valle. Le guardie di Brescia producono 23 punti nel primo tempo che Milano chiude proteggendo i falli dei centri con Ricci e LeDay da lunghi. Brescia finisce avanti 42-36.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/55306016505_870dfa2d51_k.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">Leandro Bolmaro</figcaption></figure>



<p><strong>IL SECONDO TEMPO</strong> &#8211; Due supercanestri di Shields restituiscono inerzia alla partita del’Olimpoa mentre Nebo troneggia in area e Ellis si spende come un ossesso per arginare la furia di Della Valle. Un canestro dalla media di LeDay e uno in entrata di Brooks spediscono Milano avanti mentre Coach Cotelli usa il suo primo time-out. Ivanovic impatta la gara con un gioco da tre punti. Poi diventa un botta e risposta continuo. Diop subisce il terzo sfondamento della sua gara poi segna due tiri liberi. Sul più tre di Diop, Della Valle mette una tripla, Ricci gliela restituisce e Della Valle ne centra una seconda. Dopo tre quarti le squadre sono pari, 60-60. La partita diventa una battaglia con tanto nervosismo. L’Olimpia usa i rimbalzi per sopperire alle percentuali basse. Va avanti di quattro ma Brescia ribalta subito con il quarto fallo su tiro da tre subito, questa volta da Ivanovic. A 5:59 dalla fine uno screzio con Della Valle porta all’espulsione di Diop. Shields con una tripla rimette l’Olimpia con la testa avanti ma due triple su giochi rotti di Ivanovic e Della Valle valgono il 6-0 che riporta Brescia al comando delle operazioni. Qui la gara diventa spigolosa. Arriva il quinto fallo di Brooks poi in antisportivo in attacco fischiato a Guduric. Il nervosismo abbassa ulteriormente le percentuali così Brescia prevale 85-79.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/55305964955_c7cdfd8627_k.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">Armoni Brooks</figcaption></figure>
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		<title>E&#8217; già tempo di Gara 2, Poeta: &#8220;Brescia ha anima, servirà la stessa intensità&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Limardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 13:48:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quarantotto ore dopo aver conquistato Brescia in Gara 1, l&#8217;Olimpia prova a fortificare il proprio vantaggio in Gara 2 sapendo che la Germani avrà una reazione forte e giocherà con senso d&#8217;urgenza. Brescia si era trovata nella medesima situazione nei quarti di finale con Trieste e aveva risposto per poi vincere la serie. Anche in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.olimpiamilano.com/e-gia-tempo-di-gara-2-poeta-brescia-ha-anima-serve-la-stessa-intensita/?utm_source=www.olimpiamilano.com&amp;utm_medium=feed">E&#8217; già tempo di Gara 2, Poeta: &#8220;Brescia ha anima, servirà la stessa intensità&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.olimpiamilano.com">Pallacanestro Olimpia Milano</a>.</p>
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<p><strong>Quarantotto ore dopo aver conquistato Brescia in Gara 1, l&#8217;Olimpia prova a fortificare il proprio vantaggio in Gara 2 sapendo che la Germani avrà una reazione forte e giocherà con senso d&#8217;urgenza.</strong> Brescia si era trovata nella medesima situazione nei quarti di finale con Trieste e aveva risposto per poi vincere la serie. Anche in Gara 1, Brescia ha avuto una partenza furiosa, ha forzato sei palle perse nel primo quarto, ha raggranellato seconde opportunità a rimbalzo e costruito fino a nove punti di vantaggio, situazione che poteva diventare pericolosa. L&#8217;Olimpia ha vinto la seconda gara esterna consecutiva in questi playoff. Ha giocato un&#8217;altra partita difensiva di alto livello soprattutto nei due quarti centrali in cui ha concesso 28 punti. Nel quarto, ha mollato un po&#8217; alla fine ma a cinque minuti dalla conclusione era avanti di 26 punti. La difesa finora è stata la chiave delle quattro vittorie di questa post-season. Il tiro è stato alterno, la difesa no. Poi in Gara 1 dopo aver perso sei palloni nel primo quarto ne ha persi appena cinque nel resto della partita. La squadra si è allenata al Cus Brescia in tarda mattinata e poi a pranzo ha festeggiato i 32 anni di Zach LeDay.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/55300732542_20491e387d_k.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">La strepitosa stoppata di Zach LeDay su Demetre Rivers che ha generato poi la schiacciata in contropiede di Josh Nebo (sotto)</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/55302048615_7e96ef1234_k.jpg" alt=""/ loading="lazy"></figure>



<p><strong><em>NOTES</em></strong> &#8211; Gara 2 si gioca domenica 31 maggio alle 20:00 sempre a Brescia con diretta su Sky Sport e <a href="https://www.lbatv.com/"><strong>LBATV</strong></a>. Gara 3 sarà a Milano, mercoledì 3 giugno alle ore 20:00, all’Unipol Forum (<strong><a href="https://tickets.olimpiamilano.com/it/event/ea7-olimpia-milano-vs-germani-brescia-gara-3/303696">clicca qui per acquistare i biglietti</a></strong>) con diretta su Sky Sport e <strong><a href="http://lbatv.com">LBATv</a></strong></p>



<p><strong><em>GLI ARBITRI</em></strong> – Guido Giovannetti, Mark Bartoli, Denny Borgioni.</p>



<p><strong><em>COACH PEPPE POETA</em></strong> &#8211; &#8220;Brescia è una squadra con una forte anima, ha identità, quindi mi aspetto da loro una Gara 2 molto aggressiva. Noi dovremo essere in grado di resettare di testa, consci che ogni partita è diversa dalla precedente, e che per vincere dovremo avere la stessa intensità soprattutto in difesa che abbiamo mostrato per larghi tratti in Gara 1&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/55302023921_750522dd82_k.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">La difesa capitanata da Leandro Bolmaro è stata decisiva in Gara 1</figcaption></figure>



<p><strong><em>LA DIFESA </em></strong>&#8211; Brescia aveva una media di 91.5 punti segnati nei precedenti con l&#8217;Olimpia, questa volta è stata tenuta a 72 punti. Ci sono tanti dati che spiegano il rendimento dell&#8217;Olimpia e l&#8217;impatto che ha avuto sulla gara: i tiri liberi concessi sono stati 15 ad una formazione che ha guidato il campionato italiano per viaggi in lunetta. Ad esempio, Amedeo Della Valle nei quattro precedenti si era procurato dalla lunetta il 36% abbondante dei propri punti, ma sono stati sei su 24 in Gara 1, il 25% che è molto più accettabile. Jason Burnell, che con il suo gioco in post basso era stato sempre una costante delle altre partite tra le due squadre, ha segnato ancora in doppia cifra ma ha tirato due su sei da due. Coach Poeta ha un po&#8217; mischiato le carte rispetto ai precedenti, partendo con Shavon Shields su Nikola Ivanovic, la fonte del gioco bresciano, e utilizzato inizialmente Quinn Ellis su Della Valle, compito poi passato a Leandro Bolmaro. Ma una parte rilevante è da ascrivere alla difesa su Miro Bilan. Il centro croato nelle due vittorie di Brescia sull&#8217;Olimpia aveva 20.0 punti e 12.5 rimbalzi di media. Questa volta, ha segnato 10 punti e catturato sette rimbalzi. E&#8217; stato efficace nel primo tempo, ma non nel secondo quando è salita di livello la difesa di Josh Nebo soprattutto. Nel terzo quarto, in cui l&#8217;Olimpia ha costruito la fuga, ci sono state quattro palle perse bresciane nel tentativo di alimentare Bilan, due sono state rubate letteralmente dai centri dell&#8217;Olimpia (Nebo è andato a schiacciare; Diop ha anticipato favorendo l&#8217;intervento di un compagno).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/55301566056_9c33c212dd_k.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">Ousmane Diop in combinazione con Josh Nebo ha giocato un&#8217;altra eccellente partita</figcaption></figure>



<p><strong><em>IL TANDEM NEBO-DIOP </em></strong>&#8211; In coppia Josh Nebo e Ousmane Diop in Gara 1 hanno prodotto 15 punti con 5 su 6 dal campo e 5 su 8 dalla lunetta. Nei playoff stanno segnando in tandem 14.5 punti per gara con il 72% dal campo. </p>



<p><strong><em>L&#8217;ATTACCO DI BROOKS </em></strong>&#8211; Armoni Brooks ha tentato una media di otto tiri da tre punti a partita nei quarti di finale, ma solo cinque in Gara 1. Brescia l&#8217;ha aggredito molto lontano dal canestro, anche raddoppiandolo quando ha provato a mettere la palla in terra, in modo da prevenire i suoi missili. Brooks è stato intelligente a leggere la situazione e a ferire la difesa in altro modo. Nel primo tempo ha fatto 4 su 4 da penetrazione con i runner o arrivando direttamente al ferro. </p>



<p><strong><em>IL TIRO DA TRE &#8211;</em></strong> L&#8217;Olimpia è 11-3 in Italia quando Pippo Ricci segna in doppia cifra. Finora, è stato particolarmente efficace proprio contro Brescia. In cinque gare stagionali, ha segnato 53 punti totali (10.1 di media) con 11 su 14 da tre, una media ovviamente insostenibile. Tuttavia, l&#8217;Olimpia che aveva 13 su 47 da tre dopo due gare di playoff, nelle ultime due ha tirato 23 su 55 dall&#8217;arco. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/55302432140_7482afd2e3_k.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">Pippo Ricci, 53 punti in cinque gare disputate contro Brescia quest&#8217;anno</figcaption></figure>



<p><strong><em>GAME NOTES </em></strong>&#8211; Leandro Bolmaro ha una striscia di otto gare consecutive in doppia cifra. Nelle quattro partite di playoff, ha 14.5 punti per gara con il 70.4% nel tiro da due e 15.8 di valutazione. Tutto questo in 23.0 minuti di utilizzo (anche 4.5 rimbalzi a partita)&#8230; Shavon Shields con 810 punti ha raggiunto Alessandro Gentile come terzo realizzatore di sempre dell&#8217;Olimpia nei playoff. Mike D&#8217;Antoni è primo con 1.080 punti. Roberto Premier è secondo con 1.074. E&#8217; anche a due triple dal quinto posto di sempre nella storia dell&#8217;Olimpia attualmente occupato da Dante Calabria con 281&#8230; Armoni Brooks è a 13 punti di distanza dal diventare il 60° giocatore con almeno 1.000 punti segnati in Serie A con la maglia dell&#8217;Olimpia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/55301845213_2649e81ecb_k.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">Armoni Brooks, 16 punti in Gara 1</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.olimpiamilano.com/e-gia-tempo-di-gara-2-poeta-brescia-ha-anima-serve-la-stessa-intensita/?utm_source=www.olimpiamilano.com&amp;utm_medium=feed">E&#8217; già tempo di Gara 2, Poeta: &#8220;Brescia ha anima, servirà la stessa intensità&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.olimpiamilano.com">Pallacanestro Olimpia Milano</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Under 19 a Roma: &#8220;Difendere il titolo è una responsabilità&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Limardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La squadra Under 19 dell&#8217;Olimpia va a Roma per difendere, da lunedì 1° giugno, i due titoli di categoria conquistati nel 2024 e 2025. Ovviamente, si presenta come detentrice dello scudetto solo sulla carta perché la squadra è completamente rinnovata, avendo perso giocatori di riferimento come Riccardo Casella, Achille Lonati, Diego Garavaglia, Luigi Suigo, Leonardo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.olimpiamilano.com/lunder-19-a-roma/?utm_source=www.olimpiamilano.com&amp;utm_medium=feed">L&#8217;Under 19 a Roma: &#8220;Difendere il titolo è una responsabilità&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.olimpiamilano.com">Pallacanestro Olimpia Milano</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>La squadra Under 19 dell&#8217;Olimpia va a Roma per difendere, da lunedì 1° giugno, i due titoli di categoria conquistati nel 2024 e 2025. </strong>Ovviamente, si presenta come detentrice dello scudetto solo sulla carta perché la squadra è completamente rinnovata, avendo perso giocatori di riferimento come Riccardo Casella, Achille Lonati, Diego Garavaglia, Luigi Suigo, Leonardo Van Elswyk e Omar Karem, tutti all&#8217;estero (solo Casella ha giocato in Italia ma a livello senior con la Luiss Roma) per proseguire il loro percorso di maturazione. &#8220;Difendere il titolo vinto nelle ultime due stagioni è una responsabilità, ma sappiamo che serviranno solidità, energia e grande attenzione difensiva per riuscire a competere ad un livello così alto&#8221;, dice Coach Michele Catalani.</p>



<p>I &#8220;sopravvissuti&#8221; di quella squadra (Mattia Ceccato, Davide Toffanin, Guglielmo Youssef, Mattia Grassi, Giovanni Cortellino, Federico Pillepich e Baptiste Chauveau), con i nuovi innesti e il sostegno dei ragazzi più giovani (vengono aggregati i 2009 Andrea Chouenkam e Jacopo Vogogna più il 2010 Farid Compaore che hanno appena vinto il titolo Under 17), però hanno prodotto una stagione apprezzabile: alla Next Gen di Torino sono arrivati secondi, perdendo la volata con la Virtus Bologna, poi sono risaliti in classifica ottenendo la qualificazione alle finali di Roma con un paio di imprese esterne, a Pistoia &#8211; dove non ha vinto nessuno &#8211; e Varese, rispondendo anche ad altre due sconfitte con la Virtus arrivate sull&#8217;ultimo tiro e a tre sconfitte nelle prime quattro gare che sembravano aver compromesso il cammino biancorosso. &#8220;E&#8217; stata una stagione impegnativa &#8211; dice ancora Catalani &#8211; con un gruppo profondamente rinnovato rispetto agli ultimi anni che ha affrontato con grande disponibilità un percorso doppio, Under 19 e la Serie B con Oleggio, nel quale i ragazzi si sono espressi bene, conquistando anche i playoff&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/55107682676_4d9a9d6a78_k.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">Mattia Ceccato</figcaption></figure>



<p>L&#8217;Olimpia non è tra le favorite: Trento, Tortona, Bassano, Borgomanero e Bologna scattano in prima fila. L&#8217;obiettivo della squadra di Coach Michele Catalani è superare un girone iniziale complesso (&#8220;Giocheremo subito contro squadre candidate alla vittoria finale a cominciare da Tortona&#8221;, puntualizza Catalani) e poi giocare una gara alla volta per portarsi il più avanti possibile, un po&#8217; quello che ha fatto per tutto l&#8217;anno, compresa la Next Gen italiana in cui aveva perso due gare su tre nella prima tappa ma poi ha vinto sei partite di fila, virtualmente tutte ad eliminazione diretta, per giocarsi il titolo a Torino. Cantù è passata attraverso gli spareggi in cui ha superato nettamente l&#8217;Urania e poi, in volata, Forlì. La squadra brianzola ha appena raggiunto le semifinali a livello Under 17 ed è anch&#8217;essa molto competitiva al livello superiore.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/55027224749_75be17843f_k.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">Guglielmo Youssef</figcaption></figure>



<p>L&#8217;Olimpia debutta lunedì 1° giugno alla palestra della Luiss Roma, alle 18:00, contro Tortona, quindi già una gara difficilissima che indirizzerà il cammino della squadra. Nella fase interrregionale, Tortona ha chiuso il girone alle spalle di Borgomanero ma con le stesse vittorie ed è squadra matura grazie principalmente alla presenze di Andrija Josovic, ragazzo montenegrino che, come Werther Bellinaso, ha giocato spesso con l&#8217;Olimpia a livello internazionale. Il giorno successivo, l&#8217;Olimpia affronterà una tra Grantorino e Cantù. I piemontesi hanno giocato anche le finali Under 17 e si sono qualificati senza ricorrere agli spareggi finendo quarti nel girone vinto da Bassano.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/55108090100_1466cffe38_k.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">Mattia Grassi</figcaption></figure>



<p class="has-text-align-center"><strong>IL ROSTER DELL&#8217;OLIMPIA UNDER 19</strong></p>



<figure class="wp-block-table aligncenter is-style-stripes"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td><strong>N.</strong></td><td><strong>Giocatore</strong></td><td><strong>Anno</strong></td><td><strong>Altezza</strong></td><td><strong>Ruolo</strong></td></tr><tr><td>3</td><td>Federico Costaglione</td><td>2008</td><td>190</td><td>Play/Guardia</td></tr><tr><td>9</td><td>Jacopo Vogogna</td><td>2009</td><td>194</td><td>Guardia</td></tr><tr><td>12</td><td>Davide Toffanin</td><td>2006</td><td>187</td><td>Guardia/Ala</td></tr><tr><td>15</td><td>Baptiste Chauveau</td><td>2008</td><td>192</td><td>Guardia/Ala</td></tr><tr><td>16</td><td>Andrea Chouenkam</td><td>2009</td><td>203</td><td>Ala</td></tr><tr><td>17</td><td>Guglielmo Youssef</td><td>2007</td><td>190</td><td>Guardia/Ala</td></tr><tr><td>19</td><td>Souleymane Niang</td><td>2007</td><td>206</td><td>Centro</td></tr><tr><td>23</td><td>Luca Bandirali</td><td>2008</td><td>203</td><td>Ala</td></tr><tr><td>24</td><td>Giovanni CorTellino</td><td>2007</td><td>201</td><td>Ala/Centro</td></tr><tr><td>25</td><td>Mattia Ceccato</td><td>2007</td><td>195</td><td>Play/Guardia</td></tr><tr><td>30</td><td>Mattia Grassi</td><td>2007</td><td>200</td><td>Ala</td></tr><tr><td>31</td><td>Federico Pillepich</td><td>2008</td><td>198</td><td>Ala</td></tr><tr><td>35</td><td>Dorde Gulic</td><td>2008</td><td>208</td><td>Centro</td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/55106696544_5cf8e370cb_k.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">Luca Bandirali</figcaption></figure>
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		<title>Coach Poeta: &#8220;Solidi e cinici, ma è solo Gara 1&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Limardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 20:20:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Così Coach Peppe Poeta ha commentato il successo di Gara 1: &#8220;Sono contento, perché è stata una partita cinica, solida, di alto livello difensivo. Noi siamo entrati in campo un po&#8217; arrugginiti, ma Brescia aveva anche cominciato molto bene. Noi siamo cresciuti durante la partita e il terzo e quarto periodo sono stati di un [&#8230;]</p>
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<p><strong>Così Coach Peppe Poeta ha commentato il successo di Gara 1: </strong>&#8220;Sono contento, perché è stata una partita cinica, solida, di alto livello difensivo. Noi siamo entrati in campo un po&#8217; arrugginiti, ma Brescia aveva anche cominciato molto bene. Noi siamo cresciuti durante la partita e il terzo e quarto periodo sono stati di un livello difensivo molto alto. Però è solo la prima partita. Loro hanno una grande identità di squadra e avranno una reazione fortissima. Anche stasera, non appena abbiamo ridotto l&#8217;intensità, hanno segnato a raffica. Però siamo stati bravi ad essere intensi per quasi tutti i 40 minuti. Avevamo sofferto un po&#8217; a rimbalzo nei primi 12 minuti, loro ne hanno catturati sei, poi ci sono state anche tante palle perse, però sono state la causa della voglia di trovarsi in campo. Il lavoro sui due ball-handler è stato importante. Della Valle alla fine ha segnato 24 punti, ma ha avuto due assist e non ha attivato lo short-roll che è una parte importante del loro gioco offensivo. Brescia è una squadra che gioca con grande fluidità quindi averla tenuta a otto assist è stato sicuramente un risultato importante per noi&#8221;.</p>
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		<title>L&#8217;Olimpia esplode nel terzo quarto, vince 88-72</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Limardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 20:15:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Olimpia esplode con un terzo quarto strepitoso e va a vincere 88-72 Gara 1 della semifinale. E&#8217; stata una partita difensivamente eccezionale, la difesa è ciò che ha tenuto Milano vicina quando Brescia ha aggredito la partita con feroce determinazione sfruttando le sei palle perse del primo quarto, poi tutta la squadra è salita di [&#8230;]</p>
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<p><strong>L&#8217;Olimpia esplode con un terzo quarto strepitoso e va a vincere 88-72 Gara 1 della semifinale.</strong> E&#8217; stata una partita difensivamente eccezionale, la difesa è ciò che ha tenuto Milano vicina quando Brescia ha aggredito la partita con feroce determinazione sfruttando le sei palle perse del primo quarto, poi tutta la squadra è salita di tono mettendosi in ritmo anche in attacco. L&#8217;Olimpia, che aveva chiuso il primo tempo avanti di tre grazie ad una tripla sulla sirena di Armoni Brooks, ha tenuto l&#8217;avversaria a 13 punti nel terzo quarto e poi ha costruito un vantaggio di 26 punti nel quarto, un plus/minus di più 35 rispetto al meno nove registrato nel cuore del primo quarto. Amedeo Della Valle, che ha segnato 84 punti nelle ultime tre gare giocate contro l&#8217;Olimpia, ha ridotto lo scarto giocando fino alla fine. Ma nell&#8217;ultimo periodo, l&#8217;Olimpia è rimasta in totale controllo delle operazioni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/55301741703_78a5b4e80a_k.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">Ousmane Diop</figcaption></figure>



<p><strong>IL PRIMO TEMPO </strong>&#8211; L&#8217;avvio di Brescia è bruciante, soprattutto l&#8217;Olimpia &#8211; oltre a non segnare da tre per tutto il primo periodo &#8211; perde cinque palloni gratuiti nei primi sei minuti di gara e precipita sotto 15-6. Dopo il time-out di Coach Poeta ha una reazione difensiva che produce quattro punti in contropiede (due tiri liberi di Nebo e un lay-up di Bolmaro), poi anche una schiacciata di Diop che però gioca con due falli a carico. Alla fine del quarto iniziale, Brescia conduce 24-16. In apertura di secondo quarto, Milano si sblocca con due triple consecutive di Guduric e Ricci. Brescia però segna tre jumper dalla media con Cournooh, Burnell e Ndour così conserva il vantaggio. L&#8217;Olimpia ribalta l&#8217;inerzia della partita su un gioco da tre di Bolmaro e poi un jumper di Brooks, cui Brescia cerca di togliere il tiro da tre esponendosi però alle sue penetrazioni. Il quarto canestro in avvicinamento di Brooks vale il meno uno, poi Della Valle induce Nebo al fallo sul tiro da tre e poi lo stesso fa con Bolmaro. Per ambedue i difensori di Milano si tratta del secondo fallo. In mezzo però c&#8217;era stato il primo sorpasso di Bolmaro. Nebo lavorando a rimbalzo ottiene il secondo fallo di Miro Bilan. L&#8217;Olimpia va a più tre, poi su un rimbalzo lungo Jayden Nunn centra la seconda tripla, che pareggia la gara. Ma sull&#8217;ultimo possesso la palla arriva ad Armoni Brooks: la sua tripla chiude il primo tempo sul 42-39 Milano.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/55301741888_a6cf655be8_k.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">Leandro Bolmaro</figcaption></figure>



<p><strong>IL SECONDO TEMPO</strong> &#8211; Josh Nebo segna un tiro libero su due ma forza due palle perse di Brescia difendendo sul post basso di Bilan. Poi Ellis e LeDay segnano due volte da tre. Il parziale di 7-0 obbliga Coach Cotelli a spendere subito un time-out sull&#8217;improvviso più 10 di Milano. Una rubata di Nebo con schiacciata incorporata vale il più 13, poi Della Valle segna da tre. Anche Diop ruba palla a Nebo sulla quale Brooks costruisce dall&#8217;angolo la tripla del più 12. Ma qui l&#8217;Olimpia continua ad allungare. La seconda tripla di Ricci vale il più 16, poi è 65-52 dopo tre periodi a causa della tripla finale di Burnell. Nel quarto periodo l&#8217;Olimpia non abbassa mai la guardia. Arriva la terza tripla di Ricci poi arriva anche quella di Shields, che finisce in crescita anche in attacco dopo il sacrificio difensivo soprattutto su Ivanovic. L&#8217;Olimpia tocca il più 26 poi si ferma un po&#8217; e questo permette a Della Valle di finire in grande crescita ma a quel punto la partita è finita. Il finale è 88-72.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/55300660247_622ba29b03_k.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">Leandro Bolmaro</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.olimpiamilano.com/lolimpia-esplode-nel-terzo-quarto-vince-88-72/?utm_source=www.olimpiamilano.com&amp;utm_medium=feed">L&#8217;Olimpia esplode nel terzo quarto, vince 88-72</a> proviene da <a href="https://www.olimpiamilano.com">Pallacanestro Olimpia Milano</a>.</p>
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		<title>&#8220;Umili e fisici contro una squadra forte&#8221;: Bolmaro guida l&#8217;Olimpia verso Gara 1</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Limardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 13:40:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per la seconda volta in tre anni, l’Olimpia trova Brescia in una semifinale scudetto (la terza tra le due squadre comprendendo quella del 2018). In questa stagione, ci sono già state quattro sfide, tutte equilibrate con due vittorie per partite. Brescia ha vinto le partite di campionato, l’Olimpia si è imposta nella finale di Supercoppa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.olimpiamilano.com/umili-e-fisici-contro-una-squadra-forte-bolmaro-guida-lolimpia-verso-gara-1/?utm_source=www.olimpiamilano.com&amp;utm_medium=feed">&#8220;Umili e fisici contro una squadra forte&#8221;: Bolmaro guida l&#8217;Olimpia verso Gara 1</a> proviene da <a href="https://www.olimpiamilano.com">Pallacanestro Olimpia Milano</a>.</p>
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<p><strong><em>Per la seconda volta in tre anni, l’Olimpia trova Brescia in una semifinale scudetto (la terza tra le due squadre comprendendo quella del 2018). </em></strong>In questa stagione, ci sono già state quattro sfide, tutte equilibrate con due vittorie per partite. Brescia ha vinto le partite di campionato, l’Olimpia si è imposta nella finale di Supercoppa e nella semifinale di Coppa Italia. La costante sono stati i punteggi alti, partite in cui gli attacchi hanno superato le difese in termini di efficacia. Brescia ha segnato 91.5 punti di media nelle quattro gare disputate contro Milano; l’Olimpia è arrivata a 92.2. Nelle ultime tre, Brescia ha sempre segnato almeno 90 punti (76 in Supercoppa), mentre l’Olimpia non è mai scesa sotto gli 81 ed è arrivata a 106 nella battaglia di Torino. Nei playoff di solito si segna di meno, ma finora tra queste due squadre è andata così e i numeri sostengono le impressioni: l’Olimpia ha finito la stagione regolare prima nel tiro da due mentre Brescia ha chiuso prima nel tiro da tre. Un altro fattore importante: sono state le due squadre più efficaci dalla lunetta, 83.5% Milano e l’83.0% Brescia. Sui viaggi in lunetta, la Germani ha costruito tante vittorie: in stagione ha 2924 tiri liberi tentati (seconda solo a Venezia). Il fattore campo è dalla parte di Brescia, che in casa ha perso quattro volte in tutta la stagione (Bologna, Reggio Emilia, Treviso e Trieste in Gara 1 dei quarti di finale). La Germani arriva a questa sfida con 37 partite nelle gambe contro le 74 dell’Olimpia, però Milano si è fermata una settimana dopo i quarti di finale mentre Brescia ha giocato cinque gare in dieci giorni per debellare Trieste.</p>



<p><strong><em>NOTES &#8211; </em></strong>Gara 1 si gioca venerdì 29 maggio alle 20:00 a Brescia con diretta su Sky Sport e LBATV (<a href="https://www.lbatv.com/">clicca qui per vederla</a>). Gara 2 si gioca domenica 31 maggio alle 20:00 sempre a Brescia con diretta su Sky Sport e <a href="https://www.lbatv.com/">LBATV</a>. Gara 3 sarà a Milano, mercoledì 3 giugno alle ore 20:00, all’Unipol Forum (<strong><a href="https://tickets.olimpiamilano.com/it/event/ea7-olimpia-milano-vs-germani-brescia-gara-3/303696">clicca qui per acquistare i biglietti</a></strong>) con diretta su Sky Sport e <strong><a href="http://lbatv.com">LBATv</a></strong></p>



<p><strong><em>GLI ARBITRI &#8211;</em></strong> Manuel Attard, Denis Quarta, Matteo Lucotti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/55108419054_c02eea6b49_k.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">Marko Guduric contro Miro Bilan</figcaption></figure>



<p><strong><em>COACH PEPPE POETA &#8211;</em></strong> “Per noi sarà entrare nella serie nel modo giusto partendo dalla difesa e dal muovere la palla in attacco. Loro sono molto forti, hanno grande anima, fattore campo, gerarchie chiare. Inoltre, sono ben allenati e negli ultimi due anni hanno avuto grande costanza di risultati. Per superarli, fin da Gara 1, dovremo presentare la nostra versione migliore”.</p>



<p><strong><em>LEANDRO BOLMARO</em></strong> – “Sappiamo di affrontare una squadra forte, che gioca bene insieme, passandosi la palla e con tanto talento individuale. Noi forse siamo un po’ più profondi, ma per adesso pensiamo solo alla prima partita in cui dovremo giocare con l’umiltà, la fisicità e la difesa che abbiamo prodotto contro Reggio Emilia”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/54904505458_72d0feaa22_k.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">Armoni Brooks marcato da Nikola Ivanovic</figcaption></figure>



<p><strong><em>I PRECEDENTI STAGIONALI</em></strong> – L’Olimpia ha vinto la finale di Supercoppa a Milano, 90-76, una partita in cui aveva un altro assetto, con Lorenzo Brown e Devin Booker dentro, Armoni Brooks e Marko Guduric fuori. Con 18 punti e 7 su 9 del campo, Josh Nebo (12.0 punti e 8.2 rimbalzi con 19 su 27 dal campo contro Brescia quest&#8217;anno) ebbe la meglio su Miro Bilan (otto punti e quattro rimbalzi nel confronto diretto). A novembre, a Brescia, la Germani vinse 98-92 con 23 punti di Miro Bilan e 18 di Jason Burnell, abbastanza per soverchiare i 28 di Armoni Brooks (che in tre presenze contro Brescia ha segnato 74 punti). A febbraio, al Palalido, Brescia vinse in rimonta 90-81 trascinata dai 31 punti di Amedeo Della Valle. Due settimane dopo, l’Olimpia si prese la rivincita prevalendo 106-102 nella semifinale di Coppa Italia a Torino, nonostante altri 29 punti di Della Valle e 28 di CJ Massinburg (assente nei playoff per infortunio). L’Olimpia ebbe quattro uomini oltre i 15 punti, Guduric, Shields, LeDay e Brooks (27). </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/55108429423_88cd95adb3_k.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">Quinn Ellis a canestro contro Maurice Ndour</figcaption></figure>



<p><strong><em>BRESCIA OUTLOOK</em></strong> – Brescia è una squadra espertissima, con un nucleo che gioca assieme da anni, alla terza semifinale consecutiva. In un arco di tempo più ampio, ha anche vinto una Coppa Italia. Nel primo turno, ha superato Trieste in cinque partite, rimediando alla sconfitta interna iniziale, nonostante abbia avuto solo a sprazzi il vero Della Valle, causa un infortunio. Nei playoff il più efficace è stato Miro Bilan, centro croato che l’Olimpia ha incontrato nei playoff (come del resto Jason Burnell) anche quando era a Sassari. Nella serie con Trieste, ha segnato 14.6 punti per gara con il 58.3% da due cui ha aggiunto 9.6 rimbalzi di cui 2.6 offensivi. Il suo minutaggio è leggermente sceso rispetto alla stagione regolare (da 28.6 a 25.6 minuti per gara). Jason Burnell, come sempre partendo dalla panchina, ha prodotto 12.2 punti e 4.8 rimbalzi per gara, anche se ha tirato con il 41.7% da due contro il 51.8% della stagione regolare. Viceversa, nei playoff sono cresciuti i numeri dell’ala piccola Demetre Rivers (12.2 punti, con il 66.7% da due e il 55.8% da tre). Nikola Ivanovic, decisivo in Gara 5, sta segnando 12.0 punti e distribuendo 5.2 assist a partita, tirando con il 42.8% da tre. I numeri di Amedeo Della Valle devono tenere conto dell’infortunio: 11.1 punti per gara con 7 su 22 da tre ma 15 su 16 dalla linea di tiro libero. Il quintetto lo completa l’ala forte Maurice Ndour (7.6 punti e 3.0 rimbalzi di media), che gioca anche da centro e ha un tiro letale dalla media distanza. Perso CJ Massinburg per infortunio, Brescia ha firmato la guardia Jayden Nunn, uscito lo scorso anno da Baylor e reduce da 33 gare ad Austin nella G-League con 13.3 punti per gara. Per ora sta segnando 8.4 punti per gara ma con il 50.0% da tre. David Cournooh sta producendo 7.0 punti per gara come quarta guardia con il 44.4% da tre, 8 su 18). Joseph Mobio completa la rotazione dei lunghi usando preferibilmente un tiro da tre in costante progresso.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/54818187390_a0b84ce722_k.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">Pippo Ricci attacca Jason Burnell</figcaption></figure>



<p><strong><em>IL FATTORE BILAN</em></strong> – Miro Bilan è uno dei giocatori più determinanti del campionato: nelle tre partite vinte contro Trieste, ha segnato 19.3 punti per gara con il 62.9% dal campo più 10.3 rimbalzi; nelle due sconfitte ha segnato 7.5 punti, catturato 8.0 rimbalzi di media e tirato con il 46.2% dal campo. Il trend è simile a quello registrato nelle gare disputate contro l’Olimpia (20.0 punti e 12.5 rimbalzi per gara nelle due vittorie; 10.5 punti e 7.5 rimbalzi nelle due sconfitte).</p>



<p><strong><em>IL REBUS ADV</em></strong> – Quest’anno Amedeo Della Valle è stato un rebus per la difesa di Milano. Nelle quattro gare precedenti ha segnato 87 punti complessivi, 60 totali nelle ultime due uscite, con 31 su 34 dalla lunetta. Limitare i viaggi in lunetta (oltre otto di media) sarà cruciale per l’Olimpia visto che nei quattro scontri stagionali ha segnato oltre il 36% dei propri punti dalla linea di tiro libero.</p>



<p><strong><em>LA COSTANTE BURNELL</em></strong> – Jason Burnell è stato il giocatore più costante di Brescia: nelle quattro gare disputate finora è sempre andato in doppia cifra con 13.7 punti per gara e il 58.1% da due, 18 tiri liberi tentativi, 4.5 di media, dato pericoloso perché Burnell dalla lunetta è virtualmente infallibile (94.5% in stagione).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/54818065924_ee75823603_k.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">Josh Nebo a canestro contro Ndour</figcaption></figure>



<p><strong><em>LA BRESCIA CONNECTION</em></strong> – L’allenatore dell’Olimpia Peppe Poeta lo scorso anno ha allenato a Brescia dove ha raggiunto la finale scudetto perdendola contro la Virtus Bologna. Nella squadra di Brescia gioca Amedeo Della Valle che ha giocato 48 partite di campionato in due stagioni con l’Olimpia Milano tra il 2018 e il 2020. Ha vinto con l’Olimpia la Supercoppa del 2018.</p>



<p><strong><em>SEMIFINALI NOTES</em></strong> – L’Olimpia gioca la sua semifinale numero 12 consecutiva. In questo arco di tempo, al secondo posto per presenze c’è Venezia con otto, poi Bologna con sei. Per Brescia è la quarta semifinale, quinta assoluta (al quarto posto c’è Sassari con cinque presenze).</p>



<figure class="wp-block-table aligncenter is-style-stripes"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td class="has-text-align-center" data-align="center"><strong>Squadra</strong></td><td class="has-text-align-center" data-align="center"><strong>Semifinali dal 2014</strong></td><td><strong>Vinte</strong></td><td><strong>Perse</strong></td><td><strong>Scudetti</strong></td></tr><tr><td class="has-text-align-center" data-align="center"><strong>Olimpia Milano</strong></td><td class="has-text-align-center" data-align="center">12</td><td>7</td><td>4</td><td>6</td></tr><tr><td class="has-text-align-center" data-align="center"><strong>Reyer Venezia</strong></td><td class="has-text-align-center" data-align="center">8</td><td>2</td><td>5</td><td>2</td></tr><tr><td class="has-text-align-center" data-align="center"><strong>Virtus Bologna</strong></td><td class="has-text-align-center" data-align="center">6</td><td>5</td><td>0</td><td>2</td></tr><tr><td class="has-text-align-center" data-align="center">Dinamo Sassari</td><td class="has-text-align-center" data-align="center">5</td><td>2</td><td>3</td><td>1</td></tr><tr><td class="has-text-align-center" data-align="center"><strong>Pall. Brescia</strong></td><td class="has-text-align-center" data-align="center">4</td><td>1</td><td>2</td><td>0</td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/55108021241_fa625af261_k.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">Con 16.3 punti di media, Shavon Shields è stato il top scorer dell&#8217;Olimpia nei quarti di finale</figcaption></figure>
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		<title>Le grandi semifinali dell&#8217;Olimpia: la paura scacciata a Sassari nel 2014</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Limardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella settimana che si concluderà con l’inizio della semifinale scudetto numero 33 della sua storia, riviviamo i grandi momenti dell’Olimpia in semifinale. Qui ci occupiamo della stagione 2013/14 quando l&#8217;Olimpia chiuse i conti con la Dinamo Sassari approdando alla finale che le avrebbe dato il primo scudetto dopo 18 anni. 9 giugno 2014: Dinamo Sassari-Olimpia [&#8230;]</p>
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<p><strong><em>Nella settimana che si concluderà con l’inizio della semifinale scudetto numero 33 della sua storia, riviviamo i grandi momenti dell’Olimpia in semifinale. Qui ci occupiamo della stagione 2013/14 quando l&#8217;Olimpia chiuse i conti con la Dinamo Sassari approdando alla finale che le avrebbe dato il primo scudetto dopo 18 anni.</em></strong></p>



<p><strong>9 giugno 2014: Dinamo Sassari-Olimpia Milano 76-95</strong></p>



<p><strong>Dinamo Sassari:</strong> M. Green 6, C. Green 17, Devecchi, Chessa, Gordon 16, T. Diener, Sacchetti 5, D. Diene 19, Vanuzzo 3, Eze, Tessitori, O. Thomas 10</p>



<p><strong>Olimpia Milano:</strong> Gentile 11, Cerella, Melli 9, Deane 2, Kangur 3, Langford 24, Samuels 12, Restelli, Tourè, Lawal 17, Moss 5, Jerrell 12.</p>



<p><strong>Il contesto</strong> – A caccia dello scudetto dopo 18 anni di digiuno, allenata da Luca Banchi, l&#8217;Olimpia aveva vinto 19 partite consecutive in regular season concludendola nettamente al comanda. La striscia era giunta a quota 21 dopo le prime due partite dei playoff con Pistoia. A quel punto, la pressione fece capolino. Pistoia venne eliminata ma in cinque partite. Contro Sassari, l&#8217;Olimpia vinse subito Gara 1 ma poi perse a sorpresa Gara 2. La semifinale era al meglio delle sette. L&#8217;Olimpia rispose andando a Sassari dove, trascinata da Alessandro Gentile, vinse due volte spiccando un balzo verso la serie. Solo che rovinò tutto perdendo Gara 5 a Milano e condannandosi a vincere per la terza volta in Sardegna salvo giocarsi la stagione nella settima partita. Sassari aveva battuto l&#8217;Olimpia a Milano nei quarti di finale di Coppa Italia provocando una crisi interna che la squadra superò al proprio interno, ma la Dinamo in quel momento si stava proponendo come una rivale credibile. In quella stagione aveva in campo i fratelli Diener, il povero Drew Gordon, Caleb Green, Omar Thomas, l&#8217;ex Marques Green.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/55294638316_6df9f1246c_k.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">Keith Langford, 24 punti a Sassari in Gara 6</figcaption></figure>



<p><strong>Il personaggio</strong> – Alessandro Gentile non giocò una grande Gara 6. L&#8217;Olimpia quella sera di giugno, a Sassari, venne trascinata da Keith Langford e Gani Lawal soprattutto, ma in quella serie Ale, allora capitano dell&#8217;Olimpia, il più giovane della storia, segnò tre volte oltre venti punti. Stava approcciando il miglior periodo della sua vita cestistica. Dopo la vittoria di Sassari, sarebbe diventato MVP della finale scudetto. Come ha detto Langford, &#8220;in quei playoff è stato il nostro leader. Si vedeva nei suoi occhi la voglia di vincere e quanto contasse per lui vincere quel titolo. Ha dato fiducia a tutti&#8221;. Gentile non aveva potuto giocare i playoff di Eurolega per un infortunio ma tornò in tempo per dominare la post-season. E già in quella semifinale, fu lui il migliore dell&#8217;Olimpia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/55295048850_7c4f29bd7b_k.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">Alessandro Gentile al tiro durante Gara 6</figcaption></figure>



<p><strong>La partita</strong> –  Sul 3-2 ma con Gara 6 in trasferta l&#8217;Olimpia aveva bisogno di una prova di forza per debellare le proprie stesse paure. Lo fece giocando un primo quarto feroce in cui i due centri, Samardo Samuels e il saltatore Gani Lawal, dominarono. Dei primi 32 punti della squadra 16 li segnarono loro due. Lawal schiacciò tre volte in solitudine. L&#8217;altro grande protagonista fu Keith Langford che quella partita la chiuse con 24 punti esibendosi anche in una folgorante schiacciata lungolinea a inizio gara. L&#8217;Olimpia dominò per 40 minuti vincendo 95-76. La partita non diventò storica per il suo svolgimento, ma perché consentì all&#8217;Olimpia di tornare in finale vincendo per la terza volta consecutiva in trasferta.</p>



<p><strong>Il significato</strong> – Battuta Sassari, l&#8217;Olimpia si qualificò per una finale passata anch&#8217;essa alla storia, contro Siena, vincendola in sette gare. Quella serie battezzò anche la nascita di un periodo di grandi battaglie con Sassari.</p>



<p><strong><em>(5-fine)</em></strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/55294878659_38275ffe40_k.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">Gani Lawal in uno dei suoi voli aerei</figcaption></figure>
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		<title>1989: l&#8217;Ultimo Ballo di Mike, Bob e Dino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Limardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 06:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Novanta anni di storie e di passione. L’Olimpia Milano il 9 gennaio 2026 ha festeggiato i 90 anni di esistenza. Il 27 maggio 1989, a Livorno vinse 86-85 il suo scudetto numero 24, l’ultimo di Mike D’Antoni, Dino Meneghin, Roberto Premier, l’unico di Franco Casalini da capo allenatore. Lo fece dopo una partita leggendaria che [&#8230;]</p>
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<p><em><strong>Novanta anni di storie e di passione. L’Olimpia Milano il 9 gennaio 2026 ha festeggiato i 90 anni di esistenza. Il 27 maggio 1989, a Livorno vinse 86-85 il suo scudetto numero 24, l’ultimo di Mike D’Antoni, Dino Meneghin, Roberto Premier, l’unico di Franco Casalini da capo allenatore. Lo fece dopo una partita leggendaria che sublimò la storia di quel gruppo di campioni. Ecco il racconto di quella gara</strong></em></p>



<p>Il tiro di Roberto Premier avrebbe potuto chiudere la partita senza bisogno di scavare tra i cronometri, di scrivere libri e realizzare documentari. Un tiro di quelli che Premier sbagliava raramente e mai quando contava. Ne aveva segnati altri, quel pomeriggio del 1989 a Livorno. Premier aveva vissuto un pomeriggio inquieto, come tutti. Quasi un segno premonitore, perché quella sarebbe stata la sua ultima partita con l’Olimpia. L’ultima dopo otto anni. Otto anni in cui lui ha sempre giocato la finale scudetto. Quando il campionato veniva assegnato, lui era in campo. Otto stagioni di fila. A Milano, Premier ha sempre chiuso l’anno primo o secondo. Ma quel tiro uscì male dalle sue mani. Una parabola maligna fin dall’inizio. Andò a urtare, il pallone, contro il ferro, a sinistra. Non aveva una chance. Fu un errore.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/55265499566_987fa53a4f_b.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">Wendell Alexis e Bob McAdoo</figcaption></figure>
</div>


<p>Wendell Alexis da Syracuse era al suo primo anno in Italia, dopo una grande carriera universitaria e prima di prolungare una grande carriera europea. Il 27 maggio 1989, Alexis giocò una delle migliori partite della sua carriera segnando 32 punti. Nei minuti conclusivi di una memorabile Gara 5 della finale scudetto, Alexis emerse prepotente sulla scena, un canestro dietro l’altro. L’Olimpia, guidata da McAdoo e Premier, aveva costruito otto punti di vantaggio sull’80-72 prima di incassare un parziale di 8-0 completato da una tripla del capitano della Libertas Livorno, Alessandro Fantozzi. Grande agonista, livornese, una bandiera, reagì a quella prodezza chiamando a raccolta il popolo livornese, a 100 secondi dal potenziale scudetto. L’Olimpia aveva prodotto già il massimo sforzo. “Eravamo vecchi e stanchi, non era uno scudetto che avremmo dovuto vincere”, ammette D’Antoni. Livorno era più fresca, giovane, aveva il fattore campo dalla propria. Ed era il 27 maggio. E fuori dalla bomboniera di Ardenza a Livorno c’erano almeno 30 gradi. Dentro? Molti di più: non c’era l’aria condizionata e il palasport venne riempito oltre ogni limite di capienza. Il pubblico era assiepato persino lungo la linea di fondo. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong><em>“Sul momento, non ho realizzato cosa avesse fatto. È dopo, rivedendo il filmato, che sono rimasto esterrefatto”</em></strong></p>



<p><strong>Franco Casalini sul tuffo di McAdoo</strong></p>
</blockquote>



<p>Quando Bob McAdoo si tuffò per impedire ad Alberto Tonut di segnare due punti facili, la sua scivolata, testa in avanti, come un giocatore di baseball impegnato a raggiungere la base prima della palla, lo portò in braccio a fotografi e tifosi. “Sul momento, non ho realizzato cosa avesse fatto – disse in seguito il povero Franco Casalini, coach di quell’Olimpia – È dopo, rivedendo il filmato, che sono rimasto esterrefatto”. “Non so cosa mi successe, perché un gesto del genere non l’avevo mai fatto neppure nella NBA. Istinto puro”, dice McAdoo. </p>



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<p>Fantozzi pareggiò a quota 80. Chiamò a raccolta la sua gente. L’Olimpia era stanca. Il possesso successivo fu una sofferenza. Urtando contro un difensore, McAdoo crollò a terra. Guardò gli arbitri, Belisari e Zeppillo (a quei tempi si chiamava ancora Zeppilli, solo in seguito scoprì che c’era stato un errore di trascrizione all’anagrafe e che il cognome reale si concludeva con la o), implorando una chiamata che non arrivò. La palla finì nelle mani di Premier in uscita da un blocco, in una situazione caotica. Premier segnò da tre punti. L’ultimo canestro della sua carriera milanese. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/55293641837_9727da1af8_h.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">Albert King dominante in Gara 5</figcaption></figure>



<p>Con quel canestro di Premier, l&#8217;Olimpia tornò avanti 83-80 gelando il palasport di Livorno. Ma Alexis rispose con una punta della scarpa sulla linea dei tre punti: 83-82. Mike D’Antoni, l’uomo di ghiaccio, “perse” Fantozzi su un blocco di Meneghin e segnò da tre punti anche lui. 86-82. D’Antoni due anni prima aveva firmato lo scudetto con lo stesso tiro, solo che quella volta Nando Gentile gli era franato addosso, e lui si era preso i tre tiri liberi decisivi contro Caserta. Ma era Gara 3. Questa era Gara 5. Alexis dunque. Un altro tiro da tre, un altro canestro. Venti punti Premier. Trentadue Alexis. Olimpia avanti di uno. Ultimo possesso. Casalini fece cenno ad Albert King di andare sul cubo dei cambi. Ma non ci sarebbe stato alcun cambio. Nessuno fermò quella partita. Il coach della Libertas, il grande Alberto Bucci, non comandò il fallo anche se era sotto di uno e mancavano 34-35 secondi alla fine (all’epoca il limite di tempo per andare al tiro era trenta secondi). L’Olimpia mise il pallone nelle mani più sicure, quelle di Premier. Ma Premier per una volta sbagliò e Alexis catturò un rimbalzo facile facile.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong><em> “Eravamo vecchi e stanchi, non era uno scudetto che avremmo dovuto vincere”</em></strong></p>



<p><strong>Mike D&#8217;Antoni</strong></p>
</blockquote>



<p>Mancavano sei secondi alla fine del campionato quando Premier ricevette palla da D’Antoni ed eseguì il tiro. Scattò il meno quattro esatto quando Alexis – con la palla in mano – si voltò alla ricerca di un compagno. Passò la palla velocemente ad Alessandro Fantozzi, che era già a metà campo. Zeppillo, sotto il canestro di Livorno, sprintò verso il versante opposto godendo così di una chiara visione dell’azione e del cronometro collocato in alto alle spalle del tabellone. Il passaggio di Fantozzi per la guardia Andrea Forti fu un passaggio lento, quasi un lob, perché D’Antoni era l’ultimo baluardo della difesa di Milano e potenzialmente in grado di intercettare o deviare il pallone. Fantozzi alzò la parabola rendendo il pallone intoccabile. Forti, un grande contropiedista, era lanciato a canestro, davanti a tutti. Ricevette la palla e andò a segnare in terzo tempo. Meneghin, arrivando da dietro, tentò con McAdoo la stoppata risolutiva. Ma era in ritardo e commise fallo secondo la decisione dell’arbitro Grotti. Quest’ultimo indicò il fallo su Forti ma non decise nulla riguardo il tempo. Non era nella posizione di poterlo fare e difficilmente avrebbe potuto distinguere basandosi solo sulla sirena in un frastuono incredibile. Ma Zeppillo non ebbe dubbi. McAdoo, Meneghin e D’Antoni furono immediatamente coscienti della chiamata favorevole e si precipitarono in spogliatoio, unici ad esultare.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/55265632603_496912da92_h.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">Bob McAdoo in tuffo su Alberto Tonut</figcaption></figure>



<p>In una situazione di instant-replay dubbi non ce ne sarebbero stati. In una situazione ambientale normale, Zeppillo e Grotti avrebbero spiegato la decisione al tavolo e la partita sarebbe finita lì. Ma nei secondi che seguirono il canestro di Forti, l’Olimpia scappò in spogliatoio, gli arbitri vennero scortati dalla sicurezza, così gli ufficiali di campo. Il parquet diventò territorio di nessuno: Premier, ingenuamente, cercò di capire cosa stesse succedendo e si trovò coinvolto in una rissa senza quartiere, solo contro tutti. Anche Piero Montecchi ebbe problemi a lasciare il campo. Nel frattempo, qualcuno manomise il tabellone elettronico assegnando due punti alla Libertas con il risultato di confondere tutti i presenti. Alexis salì sul canestro a festeggiare. La Rai annunciò il primo scudetto della Libertas. Nello spogliatoio dell’Olimpia nessuno capiva cosa fosse accaduto. Fino a quando Toni Cappellari, il general manager, non si fece largo tra la folla, entrò in spogliatoio e mostrò il referto rosa. Quello riservato alla squadra vincitrice. “Fu la conferma dello scudetto – ricorda Premier – ma era già passata un’ora dalla fine della partita”.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong><em>“La partita di Livorno è quella di cui mi chiedono più spesso insieme a quella con l’Aris, la rimonta da meno 31”</em></strong></p>



<p><strong>Mike D&#8217;Antoni</strong></p>
</blockquote>



<p>L’Olimpia festeggiò in spogliatoio ma dovette lasciare il palasport di Livorno scortata dalla Polizia. Livorno avrebbe meritato quel titolo almeno quanto Milano, ma quella vittoria – “La partita di cui mi chiedono più spesso insieme a quella con l’Aris”, ricorda D’Antoni – ha sublimato l’anima di quella squadra, dei suoi quasi quarantenni che avevano vinto tutto ma non si adattarono ad accettare una bella, onorevole, sconfitta. Vollero quella vittoria quanto i giocatori di Livorno, che erano alla prima esperienza del genere. Si ribellarono a età, stanchezza, teorico calo di motivazioni, si ribellarono al caldo, all’ambiente, alla tensione, e vinsero una partita ricordata per il canestro fantasma, l’esultanza prematura della Libertas, la rissa a fine gara e troppo poco per la qualità del gioco, la bellezza agonistica dello spettacolo. “E’ una partita che ricordo come avvolta da una nebulosa”, commentò Franco Casalini anni dopo. Per lui che aveva già vinto la Coppa dei Campioni, fu il primo e unico scudetto da capo allenatore. &#8220;Quel gruppo di campioni aveva un cuore incredibile. In quel clima, in quella situazione dopo aver perso Gara 4 in casa avrebbero potuto sentirsi comunque in pace con sé stessi. Invece volevano vincere&#8221;, ricorda Riccardo Pittis.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/55264592117_011cdf7a7f_b.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">Alessandro Fantozzi marcato da Mike D&#8217;Antoni</figcaption></figure>



<p>L’Olimpia cedette Premier a fine stagione. Acquistò da Cantù Antonello Riva “nel tentativo di prolungare il ciclo, ringiovanendo la squadra con il miglior giocatore italiano del momento”, ricorda Gianmario Gabetti. Ma Riva era un giocatore, mentre quell’Olimpia come gruppo era arrivata a fine corsa. La stagione seguente non riuscì ad essere protagonista in Coppa dei Campioni e in campionato venne eliminata al primo turno. Così, l’impresa di Livorno rappresentò davvero “l’ultimo ballo” di quella squadra fenomenale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/55265897270_8cdb744e5b_k.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">Franco Casalini intervistato da Franco Lauro: che riposino in pace entrambi</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.olimpiamilano.com/1989-lultimo-ballo-di-mike-bob-e-dino/?utm_source=www.olimpiamilano.com&amp;utm_medium=feed">1989: l&#8217;Ultimo Ballo di Mike, Bob e Dino</a> proviene da <a href="https://www.olimpiamilano.com">Pallacanestro Olimpia Milano</a>.</p>
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