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	<title>Pallacanestro Olimpia Milano</title>
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	<title>Pallacanestro Olimpia Milano</title>
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		<title>Coach Poeta: &#8220;Partita seria, ci è mancato un po&#8217; del terzo quarto&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Limardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 20:29:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Così Coach Peppe Poeta ha commentato la gara del Pireo: &#8220;Abbiamo giocato la partita seria che avevo chiesto, sono abbastanza contento di questa gara ad eccezione del terzo quarto quando per alcuni minuti abbiamo smesso di muovere la palla, siamo stati un po&#8217; troppo poco altruisti e questo contro una squadra come l&#8217;Olympiacos non puoi [&#8230;]</p>
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<p><strong>Così Coach Peppe Poeta ha commentato la gara del Pireo: </strong>&#8220;Abbiamo giocato la partita seria che avevo chiesto, sono abbastanza contento di questa gara ad eccezione del terzo quarto quando per alcuni minuti abbiamo smesso di muovere la palla, siamo stati un po&#8217; troppo poco altruisti e questo contro una squadra come l&#8217;Olympiacos non puoi permettertelo. La nostra EuroLeague sfortunatamente finisce qui. Il prossimo anno riproveremo a tornare nella post-season, ma con la mappa attuale della competizione non è per nulla scontato. L&#8217;Olympiacos è una squadra contro un nucleo affermato, lo stesso allenatore, profondità, un&#8217;identità forte e precisa. La chiave per loro sarà trovarsi in forma nel momento decisivo della stagione perché le differenze tra una squadra e l&#8217;altra sono minime&#8221;.</p>
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		<title>L&#8217;Olimpia resiste: resa onorevole al Pireo 85-76</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Limardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 20:11:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Contro la capolista che aveva bisogno di vincere per certificare il primo posto, l&#8217;Olimpia ha giocato una partita onorevole. Ha tenuto per l&#8217;intero primo tempo, chiuso sotto di due, poi ha resistito allo tsunami avversario del secondo tempo risalendo fino a meno otto, palla in mano, costringendo l&#8217;avversaria a giocare fino in fondo. 85-76 il [&#8230;]</p>
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<p><strong>Contro la capolista che aveva bisogno di vincere per certificare il primo posto, l&#8217;Olimpia ha giocato una partita onorevole. Ha tenuto per l&#8217;intero primo tempo, chiuso sotto di due, poi ha resistito allo tsunami avversario del secondo tempo risalendo fino a meno otto, palla in mano, costringendo l&#8217;avversaria a giocare fino in fondo. 85-76 il finale.</strong> L&#8217;Olimpia ha segnato 15 triple, ha difeso bene tranne qualche minuto di vuoto contro una squadra fortissima, trovando poco dentro l&#8217;area. La differenza è stata nei tiri liberi, 17 contro tre in termini di punti raccolti. L&#8217;Olimpia, senza Zach LeDay e Marko Guduric, con buoni minuti nel quarto periodo di Bryant Dunston, come ancora difensiva, ha replicato a tutti i tentativi dell&#8217;Olympiacos di rendere la partita facile, mostrando carattere e voglia di salire di tono.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/55211669191_37724ca40c_k.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">Nico Mannion</figcaption></figure>



<p><strong>IL PRIMO TEMPO </strong>&#8211; Dopo il canestro di Armoni Brooks su passaggio alley-oop, il chirurgico attacco dell&#8217;Olympiacos, con il gioco perimetrale di Tyler Dorsey e quello interno di Nikola Milutinov genera il 15-5 che comprende un gioco da tre punti completato da Shields. Coach Poeta spende il primo time-out e al ritorno è un&#8217;Olimpia più aggressiva in difesa e lucida in attacco. Shields è il primo a mostrare efficacia, poi Bolmaro segna due volte dal palleggio. La tripla di Nico Mannion vale il pareggio a quota 21. L&#8217;Olympiacos si scuote con un gioco da tre punti convertito da Milutinov che costa il secondo fallo di Quinn Ellis. Poi arriva anche il secondo di Josh Nebo su Donta Hall. Alla fine del primo periodo è 26-23 Olympiacos. Cory Joseph con cinque punti consecutivi prova a determinare il secondo allungo dell&#8217;Olympiacos. Le replica arrivano da due tripla, la seconda di Mannion e quella di Nate Sestina. Tre tiri liberi &#8220;rapinati&#8221; da McKissic e poi il primo missile di Evan Fournier restituiscono nove punti di margine all&#8217;Olympiacos. Eì il terzo tentativo di mettere le mani sulla partita, Ma l&#8217;Olimpia ha una risposta forte: segnano da tre Ricci su scarico di Brooks, poi ancora Brooks, Shields da Bolmaro e infine Booker per il pareggio a quota 45. L&#8217;ultima zampata è di Dorsey con un tiro dalla media allo scadere per il 47-45.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/55211913609_123e2ef1a3_k.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">Leandro Bolmaro</figcaption></figure>



<p><strong>IL SECONDO TEMPO</strong> &#8211; L&#8217;Olympiacos riparte affidandosi all&#8217;asse Dorsey-Milutinov oltre al gioco di alta efficienza di Vezenkov. Nonostante una tripla di Shields, schizza subito a più sette e forza Coach Poeta ad usare subito un time-out. L&#8217;ennesimo tentativo di fuga, il quarto, ha successo. L&#8217;Olympiacos costruisce 14 punti di vantaggio con una tripla di Vezenkov. Milano argina la ferita con un canestro in entrata di Booker e una tripla di Ricci per il 68-55 del terzo quarto. Il margine si amplia fino a venti punti due volte. L&#8217;Olympiacos si alza con Peters da ala piccola nominale e l&#8217;Olimpia prova a diventare più dinamica con Shields e Bolmaro a difendere su Dorsey e Vezenkov. Dopo un jumper dalla media di Shields, arriva una grandinata di triple: Bolmaro, Brooks, Shields, ancora Brooks. Il disavanzo viene rimangiato a otto punti sul 79-71 così l&#8217;Olympiacos deve giocarla fino in fondo e l&#8217;Olimpia tiene fino all&#8217;85-76 conclusivo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/55211628486_534d57c946_k.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">Shavon Shields</figcaption></figure>



<p></p>
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		<title>Vlado Micov: Il Professore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Limardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Novanta anni di storie e di passione. L’Olimpia Milano il 9 gennaio 2026 ha compiuto 90 anni di esistenza. Il 16 aprile 1985, 41 anni fa, nasceva a Belgrado uno dei giocatori più apprezzati dell’era moderna: Vlado Micov, il Professore. Ecco la sua storia. Nella storia recente dell’Olimpia, Vlado Micov ha lasciato un segno molto [&#8230;]</p>
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<p><em><strong>Novanta anni di storie e di passione. L’Olimpia Milano il 9 gennaio 2026 ha compiuto 90 anni di esistenza. Il 16 aprile 1985, 41 anni fa, nasceva a Belgrado uno dei giocatori più apprezzati dell’era moderna: Vlado Micov, il Professore. Ecco la sua storia.</strong></em></p>



<p>Nella storia recente dell’Olimpia, Vlado Micov ha lasciato un segno molto più profondo delle vittorie (uno scudetto, una Coppa Italia, tre Supercoppe di cui una da MVP, le Final Four raggiunte nel 2021). Vlado è rimasto quattro anni a Milano, ha messo le radici a San Siro, ha chiamato questa città la sua seconda casa dopo Belgrado. Sono stati, i suoi, quattro anni, intensi, indimenticabili. A Milano è diventato il Professore. Era venuto che sembrava un giocatore in declino a fine carriera. Nei primi due anni ha giocato oltre 30 minuti a partita in EuroLeague, leader spesso silenzioso, che sapeva colpire quando pronunciava due parole, qualche volta le più scomode, ma non ammettevano repliche. Aveva parlato e aveva ragione. Lo sapeva lui, lo sapevano tutti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/55204934448_c366c33aae_k.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">Vlado Micov, uno dei grandi numero 5 dell&#8217;Olimpia</figcaption></figure>



<p>Vlado viene da Belgrado, ha avuto un passato importante nelle giovanili della Nazionale serba, l’oro europeo Under 16 nel 2001 e il bronzo Under 20 nel 2005. È passato attraverso diverse esperienze, le giovanili del Beopetrol Belgrado poi Nova Pazova, OKK Belgrado, Buducnost in due momenti diversi vincendo due titoli montenegrini e tre coppe nelle stagioni decisive della sua evoluzione, e il Partizan dove ha conquistato il titolo serbo. Il suo percorso non è stato lineare: nel 2009 fu ceduto al Panionios Atene, poi ha giocato anche a Vitoria ma senza trovare stabilità. Così la svolta c’è stata a 25 anni, forse più tardi del previsto, con l’arrivo a Cantù, stagioni importanti, l’EuroLeague. In sostanza ha fatto un passo indietro per poi muoverne due avanti. </p>



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<p></p>



<p>Da Cantù è volato addirittura al CSKA Mosca giocando due volte le Final Four di EuroLeague. Era al top del movimento europeo, era uno starter (nel secondo anno aveva il 48.8% da tre, il massimo in carriera). Dopo il CSKA, è andato al Galatasaray per altri tre anni, vincendo un Eurocup nel 2016 (ed è stato incluso nel primo quintetto All-Eurocup della competizione). “Quando è arrivata la chiamata di Milano, ho detto al mio agente di trovare un accordo. Non voglio dire che fosse il mio sogno venire a Milano, ma era una delle mie destinazioni preferite fin da quando giocavo a Cantù. Firmare per Milano, vivere a Milano”.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong>&#8220;Non voglio dire che fosse il mio sogno venire a Milano, ma era una delle mie destinazioni preferite fin da quando giocavo a Cantù. Firmare per Milano, vivere a Milano”.</strong></p>



<p><strong>Vlado Micov</strong></p>
</blockquote>



<p>Era l’estate del 2017. L’Olimpia stava partorendo una sorta di rivoluzione. L’allenatore era Simone Pianigiani. In campo c’era Andrew Goudelock come punta di diamante. “Serviva tempo per comporre il puzzle, per mettere tutti i pezzi del mosaico a posto, è sempre così quando cambi l’allenatore e tanti giocatori. Quell’anno avevamo tanti stranieri e poi tanti giocatori che in Europa non avevano tanta esperienza ad alto livello. Questo è il motivo per cui non abbiamo giocato i playoff di EuroLeague. Ma abbiamo vinto lo scudetto. Quando arrivi alla fine di una stagione così impegnativa, è sempre duro vincerlo, ma ce l’abbiamo fatto”. Negli occhi di tutti c’è quella reazione ai limiti dell’indifferenza dopo la stoppata con cui Andrew Goudelock salvò il risultato di Gara 5 della finale scudetto del 2018. 12.000 persone ebbre di gioia e un uomo immobile nell’angolo. “Sono stato un pessimo compagno di squadra”, ammise. Ma senza crederci, perché in quel momento stava semplicemente riflettendo su due aspetti: l’Olimpia era stata fortunata a vincere quella partita e soprattutto quella prodezza di Goudelock non aveva ancora vinto lo scudetto per tutti. In quel momento lui pensava a Gara 6. A chiudere i conti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/55204934468_dcc9e51d31_k.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">MVP della Supercoppa: &#8220;Ma non ho mai giocato inseguendo riconoscimenti personali&#8221;</figcaption></figure>



<p>Nella stagione successiva arrivarono Mike James e Nemanja Nedovic. Ma alle Final Four di Supercoppa fu lui l’MVP. Per una volta l’uomo squadra per eccellenza venne premiato per quello che aveva fatto individualmente. “Non ho mai giocato o inseguito traguardi individuali – dice -. La mia filosofia di gioco è sempre stata la stessa per tutta la mia vita: il basket è uno sport di squadra. Quando la squadra vince sono felice, è tutto qui. La Supercoppa si gioca all’inizio della stagione, molte squadre non sono in grado di arrivarci in forma o non sono in grado di giocare come vorrebbero. In quell’edizione di Brescia le condizioni erano ideali perché vincessimo con una certa facilità. Il titolo mi ha sorpreso, sapevo che avevo giocato bene, ma non mi ero tanto preoccupato di quanto avevo giocato bene. Un giorno mio figlio mi ha portato alla sua scuola, mi ha chiesto di mostrare le mie clip, qualche canestro vincente, i trofei. E poi mi ha domandato quante volte sia stato MVP. Ho spiegato che è molto difficile, perché tutto deve essere allineato. La squadra deve giocare abbastanza bene da vincere, e un singolo giocatore, in aggiunta a tutto ciò, deve giocare così bene da essere il migliore tra quelli che hanno vinto. È veramente difficile riuscirci”.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong>&#8220;Dan Peterson diceva che giocavo come un sottomarino. Giocavo bene, restando immerso sott’acqua. I tifosi hanno cominciato a chiamarmi Il Professore. Lo considero un onore. E&#8217; stato divertente&#8221;</strong></p>



<p><strong>Vlado Micov</strong></p>
</blockquote>



<p>Quella fu una stagione cominciata bene e finita male. Fu la stagione che poi avrebbe portato Ettore Messina a Milano. In quel momento, Vlado però a Milano era già diventato “Il Professore”: “I tifosi mi hanno chiamato così. Per tutta la carriera ho giocato mostrando pochissime emozioni e a qualche allenatore non è piaciuto, volevano vedere più emotività, delle reazioni in campo. Chi di loro mi conosceva sapeva che sono fatto così. Qui credo sia stato Dan Peterson a dire che giocavo come un sottomarino. Giocavo bene, ma restavo sempre immerso sott’acqua. Facevo tante cose buone, ma nessuno riusciva a vederle. Ho sempre fatto quello che serviva alla squadra per aiutarla a vincere. Ci sono state cose che non si vedono nel foglio delle statistiche, che non appaiono, ma sono fondamentali. Mi viene in mente Kyle Hines, perché non voglio parlare di me stesso: ci sono tante cose che fa in campo, ti fanno vincere, ma non appaiono da nessuna parte. È quello che ho cercato di fare per tutta la carriera. E per tutte queste cose, in campo e fuori, con un tipo di vita molto riservato, alla fine hanno cominciato a chiamarmi così, il Professore. Lo trovo divertente, ed è anche un grande onore che la gente mi abbia chiamato così”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/55205036154_baaf4a6e27_k.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">Il canestro della vittoria contro Cremona: uno di tre nella stagione 2019/20</figcaption></figure>



<p>Nel baseball si chiama “walk-off home run”, è il fuoricampo che esegui all’ultimo inning, quello che chiude la partita senza dare possibilità all’avversario di rispondere. Nel basket, la cosa più simile è il canestro della vittoria segnato sulla sirena. In quattro anni all’Olimpia, Vlado Micov ne ha segnati tre nella stessa stagione, il 2019/20. È successo contro Cremona, in campionato, dall’angolo destro. È successo a Venezia, un difficilissimo tiro frontale. Poi è successo a Valencia in EuroLeague, ancora un tiro frontale e persino, documentato dalle immagini, un gesto di esultanza, uno di quelli rarissimi cui Vlado si è lasciato andare raramente. “Sono così, una volta a Istanbul dopo aver vinto l’Eurocup in televisione mi hanno chiesto perché di queste reazioni fredde, ma non ho una spiegazione sono fatto così”, dice. “Sì, è un numero incredibile, tre volte in una stagione segnare il canestro della vittoria è anomalo. Non so cosa dire, la cosa più importante è aver vinto quelle partite. In quel particolare momento mi sono sempre trovato nella posizione giusta. Contro Cremona ero liberissimo. A Venezia, Chacho ha eseguito una penetrazione in mezzo all’area, poi ha scaricato fuori e ho segnato. Ma il più significativo è stato quello di Valencia, era il periodo del Covid, sarebbe stata la nostra ultima partita dell’anno, a porte chiuse. Quello è stato il modo in cui in pratica abbiamo chiuso la stagione di EuroLeague, con quel canestro. Sono stati tutti grandi momenti”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/55205036174_314c3ea7b1_k.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">Il missile di Venezia sempre nella stagione 2019/20</figcaption></figure>



<p>L’anno successivo, l’ultimo a Milano, a 36 anni, Micov ha giocato la sua terza Final Four di EuroLeague. Le prime due furono a Mosca. Ma non è mai andata bene. “Non rimpiango nulla, di tutto quello che ho fatto nella vita. Sfortunatamente, non le ho mai vinte le Final Four, tre volte ci sono arrivato e tre volte ho perso subito la semifinale e tutte e tre le volte l’allenatore era Ettore Messina, due volte a Mosca e una volta a Milano. Se devo guardare a tutta la mia carriera, tracciare un bilancio, l’unico aspetto negativo è questo: non essere riuscito a vincere l’EuroLeague. Ma in generale sono super felice di come è andata la mia carriera, non ho alcun rimpianto”.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong>&#8220;Sono cresciuto con la squadra, ho giocato bene, abbiamo raggiunto le Final Four dopo oltre vent’anni che il club non ci riusciva. Sono stati anni felici. Dal profondo del cuore, posso dire che questa è casa mia”</strong></p>



<p><strong>Vlado Micov</strong></p>
</blockquote>



<p>Dopo i quattro anni a Milano c’è stata un’ultima stagiona al Buducnost, un ritorno a casa. Ma la sua squadra, alla fine, è stata l’Olimpia. “Conosco molti giocatori che cambiando squadra, città, paese hanno potuto dire di sentirsi a casa, con la loro famiglia – ragiona Vlado -. Di sicuro è vero, dipende molto da quanto peso dai ad una frase del genere, ma per me trascorrere quattro anni qui, è stato particolare. Sono cresciuto con la squadra, ho giocato bene, abbiamo raggiunto le Final Four dopo oltre vent’anni che il club non ci riusciva. Sono stati anni felici, la mia famiglia si è divertita, è stata bene, e come ho detto nella mia ultima intervista comprare un appartamento a Milano è la prova migliore di quanto mi senta a casa. Ora con mia moglie abbiamo la chance di cominciare una nuova vita a Belgrado, dove non abbiamo avuto modo di vivere davvero per circa 17 anni. Ma Milano rappresenta sempre un’altra possibilità. Tante cose mi piacciono di Milano. Ho avuto un grande rapporto con la tifoseria, con la gente di Milano, con il club e con l’Olimpia in generale. Onestamente, dal profondo del cuore, posso dire che questa è casa mia”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/55203884932_66256094ca_k.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">Giocò una grande semifinale di EuroLeague contro il Barcellona anche se non fu abbastanza</figcaption></figure>
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		<title>Russ Schoene: il vincente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Limardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Novanta anni di storie e di passione. L’Olimpia Milano il 9 gennaio 2026 ha festeggiato i 90 anni di esistenza. Il 16 aprile 1960 nasceva a Trenton, Russ Schoene. Dal 1984 al 1986, Schoene è stato decisivo nella conquista di due scudetti, una Coppa Italia e una Coppa Korac da grande protagonista. Ecco la sua [&#8230;]</p>
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<p><strong><em>Novanta anni di storie e di passione. L’Olimpia Milano il 9 gennaio 2026 ha festeggiato i 90 anni di esistenza. Il 16 aprile 1960 nasceva a Trenton, Russ Schoene. Dal 1984 al 1986, Schoene è stato decisivo nella conquista di due scudetti, una Coppa Italia e una Coppa Korac da grande protagonista. Ecco la sua storia.</em></strong></p>



<p>Nell’estate del 1984 per la prima volta l’Olimpia ebbe la possibilità di tesserare Mike D’Antoni da italiano affiancandolo quindi a due stranieri. Ritiratosi John Gianelli nel 1983, firmato nella NBA Antoine Carr che era stato lo straniero della stagione precedente, la scelta di Dan Peterson fu per Wally Walker e Russ Schoene. Due giocatori diversi: Walker era una guardia-ala, un playmaker aggiunto, un veterano che aveva giocato nove anni nella NBA vincendo il titolo da comprimario a Portland nel 1977 e da membro della rotazione a Seattle nel 1979; Russ Schoene aveva solo 24 anni, era un’ala forte con un buon tiro, che aveva trascorso due anni nella NBA a Philadelphia e Indiana ma si era operato alla schiena e cercava soprattutto di ritrovare forma, ritmo e fiducia. “Non sapevo nulla della lega italiana – racconta Schoene &#8211; e certamente non sapevo nulla di Milano. Ma ricordo che Coach Dan Peterson mi disse di non preoccuparmi di nulla, perché avevamo dei grandi giocatori. Parlava di Dino Meneghin, di Mike D’Antoni, ma anche degli altri grandi giocatori che avevamo, Roberto Premier, Franco Boselli… Cercava di alleggerirmi la mente, non dovevo fare tutto, ma solo giocare, sentirmi a mio agio. Questo mi ha agevolato tanto, ma tanto. I ragazzi sono stati eccezionali, mi hanno fatto subito sentire uno di loro, così inserirmi è stato facile”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/55197144586_0275bb3963_k.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">Russ Schoene contro Pesaro</figcaption></figure>



<p>Schoene segnò 24 punti all’esordio contro Rimini. Walker ne segnò 23. Ma l’Olimpia perse. E perse anche la domenica seguente contro Trieste. Delle prime sei gare ne perse tre. L’Olimpia non partiva mai forte, perché Peterson era solito cominciare la preparazione in ritardo rispetto alle altre squadre per non spremerei veterani soprattutto D’Antoni e Meneghin (in seguito anche McAdoo). Ma un avvio così balbettante non era previsto. E intanto si cominciò a parlare della possibilità di avere Joe Barry Carroll, in rotta con i Golden State Warriors. Un giocatore eccezionale, nel pieno della carriera. Tre vittorie consecutive, una netta contro la Libertas Livorno, ma le altre due sofferte con Reggio Emilia e Udine, moltiplicarono le voci di un taglio imminente per Schoene, che non aveva la reputazione di Walker e in più era un 4, per cui sarebbe stato più facile rinunciare a lui a inserire Carroll accanto a Meneghin. Tanto più che Meneghin stava producendo la stagione offensivamente più impressionante della carriera. </p>



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<p></p>



<p>Prima dell’arrivo di Carroll, aveva giocato dieci gare su undici, tutte in doppia cifra, con 50 punti nelle ultime due. “Non sapevo nulla dell’ipotesi taglio – ricorda Carroll – Non leggevo i giornali perché non capivo l’italiano. Coach Peterson non mi disse nulla; Mike D’Antoni, che era il nostro leader, non mi disse nulla, Wally Walker era nella mia stessa situazione perché anche lui non leggeva i giornali. All’inizio, ho fatto fatica, è vero, perché venivo da un’operazione alla schiena e dovevo allenarmi per ritornare in forma e non conoscevo abbastanza la lega italiana. Ma non sapevo nulla di quello che stava succedendo, che c’era chi mi voleva sostituire. Io pensavo solo a giocare e ritornare nella condizione in cui ero prima dell’infortunio”.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong>&#8220;Non sapevo nulla dell’ipotesi taglio. Non leggevo i giornali perché non capivo l’italiano. Coach Peterson non mi disse nulla; Mike D’Antoni, che era il nostro leader, non mi disse nulla&#8221;</strong></p>



<p><strong>Russ Schoene</strong></p>
</blockquote>



<p>La svolta avvenne nella gara vinta 121-116 contro la Virtus Bologna campione d’Italia. D’Antoni segnò 26 punti, Meneghin 29 ma anche Schoene giocò una partita mostruosa toccando i 29 punti lui stesso con il suo gioco dentro-fuori, il tiro dalla media eseguito raccogliendo gli scarichi di D’Antoni. Fu allora che cominciò a divampare la convinzione che potesse essere Walker a lasciare il posto a Carroll, non Schoene. La striscia di quattro vittorie venne interrotta a Torino, una gara in cui Schoene giocò male e Walker peggio. Alla fine di quella partita venne consumato il primo taglio volontario, a stagione in corso, nella storia dell’Olimpia. Walker non la prese bene. Schoene non tirò un sospiro di sollievo solo perché non aveva capito cosa stesse succedendo. “Coach Peterson mi spiegò che pensava fossi io il giocatore giusto per quella squadra, che gli altri giocatori, come potevo giocare insieme a loro, erano la ragione per cui avevano deciso di tenermi. E chiaramente è stata la scelta giusta per tutti alla fine. Io sono tornato ad essere il giocatore che ero prima e a essere quello che loro pensavano fossi e a non deluderli”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/55197151541_8cc9458477_h.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">Il gancio di Russ Schoene</figcaption></figure>



<p>Alla radice della decisione di Peterson ci fu anche la convinzione che Schoene non fosse solo un’ala forte ma potesse giocare anche da ala piccola, quindi alzare e abbassare il quintetto in ragione delle necessità del momento. Con lui l’Olimpia poteva essere più grossa e versatile. Per fare posto a Carroll, fu necessario che Meneghin rinunciasse ad un po’ di palloni in attacco e che Schoene si aprisse sul perimetro, soprattutto in difesa. “Giocare da ala piccola è stato un piccolo adattamento che ho dovuto fare – ricorda -, ma avevo già giocato in quella posizione nella NBA, a Philadelphia. Difensivamente giocavo da ala piccola perché riuscivo a stare con il giocatore che marcavo ed ero mobile, offensivamente quando giocavo accanto a Doctor J nel mio primo anno facevo il 4, ma quando lui andava in panchina mi capitava di giocare anche da 3. Avevo esperienza di gioco da ala piccola, anche se non tantissima”.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong>&#8220;Peterson mi spiegò perché avevano deciso di tenere me e non Wally Walker. Alla fine, credo sia stata la scelta giusta per tutti&#8221;</strong></p>



<p><strong>Russ Schoene</strong></p>
</blockquote>



<p>L’Olimpia perse in casa con Caserta nel giorno del debutto di Carroll, poi però vinse 12 partite consecutive, 16 delle ultime 18 conquistando il primo posto in regular season. Nei playoff, vinse sei gare su sei. Con Carroll, in campionato, fu 22-2. In Coppa Korac non perse mai. Schoene in realtà sarebbe esploso soprattutto nella stagione seguente. Ma la sua reputazione spiccò un volo verso l’alto quando segnò 33 punti nella finale di Coppa Korac vinta contro Varese a Bruxelles. “Mi ricordo che Joe Barry Carroll uscì per falli in quella partita, che era molto importante, e non volevo deludere la squadra. Fu una di quelle sere in cui tutto va nel verso giusto e tutto mi andava dentro. Ho giocato bene nel momento giusto, ma non c’è stata nessuna pozione magica, è solo andato tutto bene”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/55196258197_1789eaa450_h.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">Russ svetta nella finale di Coppa Korac vinta a Bruxelles contro Varese</figcaption></figure>



<p>In realtà, Carroll era a disagio per le condizioni del campo di gioco, all’interno di una palestrina inadeguata, senza parquet, con mille righe a disturbare. Non entrò mai in partita. Schoene invece sì. Da quel momento, smise di essere il ragazzo discusso e diventò una stella. L’Olimpia vinse Korac e scudetto. Carroll andò via per ritornare naturalmente dove apparteneva, nella NBA, e Schoene rimase, affiancato al giovane Cedric Henderson. Venne nominato miglior americano del campionato. &nbsp;“Non so se sono stato davvero il migliore: nella lega italiana c’erano tanti grandi giocatori americani. Io ero uno dei leader della squadra più forte e questo mi ha aiutato. Di sicuro ho giocato bene, non so dire se fui davvero il migliore ma un grande riconoscimento. Sono contento che qualcuno abbia pensato questo, ma per me era importante conquistare il secondo titolo consecutivo, soprattutto perché all’inizio molti pensavano che non avremmo mai vinto senza Joe Barry Carroll. Dicevano che senza Carroll saremmo crollati, la prendemmo sul personale, per dimostrare che eravamo lo stesso la miglior squadra italiana. E ci siamo riusciti”, ricorda Schoene che nella stagione 1985/86 andò in doppia cifra in 40 partite su 40 tra regular season e playoff con un primato di 44 punti segnati in Gara 2 a Udine nel primo turno dei playoff.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong>&#8220;Non so dire se davvero fui io il miglior giocatore del campionato. Ma per me era importante vincere anche senza Carroll. Io e miei compagni la prendemmo sul personale. Dicevano che senza di lui saremmo crollati&#8221;</strong></p>



<p><strong>Russ Schoene</strong></p>
</blockquote>



<p>L’Olimpia vinse lo scudetto e la Coppa Italia. Arrivò solo “corta” in Coppa dei Campioni. Ma a quel punto, Schoene era al top della condizione e decise di tornare nella NBA: “Ero tornato in forma, in salute, ero ancora giovane e volevo testarmi ancora una volta nella NBA, vedere se potevo giocare a quel livello. Non aveva ovviamente nulla a che vedere con Milano, con la società, fu solo la voglia di provare a me stesso che potevo giocare di nuovo nella NBA dopo l’operazione. Avevo questa possibilità e la utilizzai. Poi sono tornato in Italia in seguito, ma in quel momento era importante dimostrare a me stesso che potevo giocare nella NBA e ce la feci”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/55197556545_38703c9927_k.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">Una schiacciata di Russ Schoene</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.olimpiamilano.com/russ-schoene-il-vincente/?utm_source=www.olimpiamilano.com&amp;utm_medium=feed">Russ Schoene: il vincente</a> proviene da <a href="https://www.olimpiamilano.com">Pallacanestro Olimpia Milano</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Olimpia chiude la sua EuroLeague al Pireo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Limardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 15:41:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 14 novembre scorso, l&#8217;Olimpia Milano colse una delle più sorprendenti vittorie degli ultimi anni battendo 88-87 l&#8217;Olympiacos Pireo. Era la seconda gara allenata da Peppe Poeta &#8211; che non era ancora ufficialmente il capo allenatore della squadra &#8211; e venne ottenuta con un roster mutilato di Josh Nebo, Shavon Shields e Zach LeDay, tre [&#8230;]</p>
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<p><strong>Il 14 novembre scorso, l&#8217;Olimpia Milano colse una delle più sorprendenti vittorie degli ultimi anni battendo 88-87 l&#8217;Olympiacos Pireo. </strong>Era la seconda gara allenata da Peppe Poeta &#8211; che non era ancora ufficialmente il capo allenatore della squadra &#8211; e venne ottenuta con un roster mutilato di Josh Nebo, Shavon Shields e Zach LeDay, tre quinti dello starting five. L&#8217;Olimpia riuscì a sopravvivere persino ai 52 punti segnati in coppia da Tyler Dorsey e Alec Peters. Adesso, va al Pireo per chiudere la stagione regolare e il proprio impegno in un&#8217;EuroLeague altalenante in cui grandi imprese (come quella ai danni dell&#8217;Olympiacos, ma anche i due successi sul Panathinaikos e quello sul Real Madrid) sono state vanificate da qualche occasione persa. L&#8217;ultima partita della stagione in realtà è la prima della fase che dovrà preparare la squadra al meglio per i playoff del campionato italiano. L&#8217;Olympiacos vincendo timbrerebbe il primo posto in stagione regolare; finirebbe seconda se fosse raggiunta da Valencia &#8211; in trasferta a Dubai &#8211; anche se la differenza tra le due posizioni è minima. Armoni Brooks e Pippo Ricci completano un percorso netto: sono due dei 41 giocatori che hanno disputato tutte le partita della regular season. Bryant Dunston ha superato l&#8217;infortunio alla mano e torna disponibile su un campo dove è stato protagonista. Marko Guduric non è con la squadra per motivi familiari; Zach LeDay è rimasto a Milano per &#8220;load management&#8221;</p>



<p><strong><em><u>NOTE</u></em></strong> –  Olympiacos Pireo-Olimpia Milano si gioca giovedì 16 aprile alle ore 20:15 ad Atene con diretta su Sky Sport.</p>



<p><strong><em><u>GLI ARBITRI</u></em></strong> – Emilio Perez (Spagna), Mehdi Difallah (Francia), Alberto Baena (Spagna).</p>



<p><strong><em><u>COACH PEPPE POETA- </u></em></strong>“Chiudiamo una stagione di EuroLeague che è stata, nel risultato, inferiore alle nostre ambizioni. In generale, siamo sempre stati competitivi anche quando avevamo assenze pesanti. In una competizione di altissimo livello in cui le differenze dei valori sono minime la chiave è sfruttare le occasioni che si presentano: noi qualche volta ci siamo riusciti &#8211; ad esempio proprio contro l’Olympiacos &#8211; ma non abbiamo vinto le partite che serviva vincere per andare avanti. Finiamo contro una delle favorite della competizione e con qualche assenza: il nostro obiettivo è usare questa partita per migliorare”</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/54924076348_9d6e19145c_k.jpg?s=eyJpIjo1NDkyNDA3NjM0OCwiZSI6MTc3NjA4NzA1MCwicyI6IjRhZGNlZDFjZTQ0NDY5OTcxNGU4MTExZmVjMzBhOWZkNDQyMTg3YjkiLCJ2IjoxfQ" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">Bryant Dunston nella gara di Milano</figcaption></figure>



<p><strong><em><u>OLYMPIACOS PIREO OUTLOOK</u></em></strong> – Reduce da quattro Final Four consecutive anche se senza vittorie, l&#8217;Olympiacos ha conquistato il vantaggio del fattore campo nei playoff quindi per vincere il trofeo d&#8217;ora in poi avrà solo bisogno di vincere ad Atene dove si giocheranno le Final Four (ma nel palazzo nemico di OAKA). Per raggiungere il traguardo, ha fatto di tutto anche sul mercato come dimostrano le addizioni a stagione in corso di giocatori come Cory Joseph (866 partite nella NBA in carriera), Monte Morris (416) e del centro Tyrique Jones, preso dal Partizan Belgrado. Questi giocatori hanno puntellato un roster composto da giocatori al Pireo da anni. Oltre a Joseph e Morris (che sarà out contro l&#8217;Olimpia), perso per infortunio Keenan Evans, il playmaker è Thomas Walkup, unico giocatore con più assist (5.9) che punti (5.0), un grande difensore, esperto, al quinto anno all&#8217;Olympiacos, ottavo in EuroLeague. Tyler Dorsey è il tiratore scelto, un greco-americano che ha giocato 107 partite nella NBA ed è stato anche al Maccabi e al Fenerbahce. Questa è stata la sua miglior stagione, 17.0 punti per gara con il 40.1% da tre e 101 triple segnate, più di chiunque altro in EuroLeague. Per un confronto: lo scorso anno giocò 200 minuti in 20 partite. Il settore degli esterni lo completano Frank Ntilikina, francese prelevato dal Partizan, ma precedentemente nella NBA (fu scelto al numero 8 dai Knicks e poi è rimasto sette anni in America), è un giocatore multifunzionale e di grande fisico che sta segnando 4.7 punti a partita con il 38.8% da tre. L&#8217;altro tiratore è l&#8217;ala piccola francese Evan Fournier – argento alle ultime Olimpiadi, 12 anni di NBA con 707 presenze e 13.6 punti segnati per gara – che sta segnando 11.1 punti a partita ma ha avuto esplosioni da 36 punti contro il Fenerbahce e 32 contro lo Zalgiris. Nelle ali, Coach Georgios Bartzokas può contare su Shaquielle McKissic, veterano di grande potenza atletica (3.9 punti di media) che è al Pireo da sette anni e ovviamente sull&#8217;emergente Tyson Ward (7.3 punti e 3.1 rimbalzi di media) che lo scorso anno era al Paris Basketball. Nella rotazione c’è ancora il mancino, difensore e tiratore, Kostas Papanikolau, uno della grande generazione dei giocatori ellenici con 426 presenze in EuroLeague, tutte all&#8217;Olympiacos tranne quelle collezionate nella stagione 2013/14 trascorso al Barcellona. L’ala forte è l’ex MVP, Sasha Vezenkov, tornato all’Olympiacos dopo una breve esperienza NBA, una star ad alta efficienza, da 19.4 punti e 6.7 rimbalzi a partita, che entra nell&#8217;ultimo turno come capo cannoniere del torneo e primo anche nella valutazione. Alec Peters, il suo back-up, è un tiratore eccezionale nella posizione di ala forte (6.9 punti per gara con il 39.1% da tre e il 64.6% da due). Il centro è Nikola Milutinov, uno dei migliori rimbalzisti offensivi della competizione, che sta producendo una delle stagioni migliori della carriera come dicono le cifre: 10.5 punti per gara con il 68.7% dal campo, 6.9 rimbalzi per gara di cui 3.3 sono offensivi. Milutinov è supportato da Donta Hall (7.1 punti e 4.7 rimbalzi di media), giocatore verticale come del resto Tyrique Jones (7.7 punti e 4.2 rimbalzi per gara dopo il trasferimento da Belgrado) che è in lista infortunati.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/54924129274_0752b18ed0_k.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">Leandro Bolmaro contro Nikola Milutinov</figcaption></figure>



<p><strong><em><u>I PRECEDENTI VS. OLYMPIACOS</u></em></strong><strong><em> </em></strong>– Sono 32 i precedenti tra queste due squadre in EuroLeague. L’Olimpia ha vinto 11 volte e perso 21. Al Pireo il bilancio è 14-2 per l’Olympiacos; a Milano è 9-7 per l’Olimpia. Ad Atene, Milano vinse il 6 marzo 2014, 88-86, canestro risolutivo di Keith Langford che ebbe 20 punti in quella gara. La seconda vittoria risale alla partita di andata della stagione 2018/19, in cui l’Olimpia vinse con un clamoroso 99-75, la più ampia vittoria esterna di Milano nella storia dell’EuroLeague. Due vittorie epocali furono nel 2013/14 un 81-51 al Forum e nel 2016/17 un 99-83 con rimonta nell’ultimo quarto che ebbe come protagonista Dada Pascolo, cui va aggiunta quella di Milano a inizio stagione 88-87 con 16 punti di Quinn Ellis.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/54924249696_ba96bb97f8_k.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">Armoni Brooks</figcaption></figure>



<p><strong><em><u>OLYMPIACOS PIREO CONNECTION</u></em></strong> –Zach LeDay ha giocato nell’Olympiacos 30 partite con 292 punti nella stagione 2028/19. Bryant Dunston ha giocato due anni all’Olympiacos dal 2013 al 2015 con 58 presenze, 505 punti e 283 rimbalzi.</p>



<p><strong><em><u>GAME NOTES</u></em></strong> – Zach LeDay è diventato il secondo realizzatore nella storia dell&#8217;Olimpia nella massima competizione europea. Ecco la Top Five prima dell&#8217;ultimo turno: Shavon Shields 2.101; Zach LeDay 1.299; Bob McAdoo 1.292; Vlado Micov 1.232; Nicolò Melli 1.152. Questa invece la classifica per presenze: Nicolò Melli 180; Shavon Shields 158; Kaleb Tarczewski 156; Pippo Ricci 154; Kyle Hines 144. Zach LeDay ha realizzato almeno un tiro da tre punti in 14 partite consecutive e in 19 delle ultime 20. Armoni Brooks ha realizzato almeno un tiro da tre punti in 28 partite consecutive e in 31 delle ultime 32.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://live.staticflickr.com/65535/54923035417_2a7c0a08b3_k.jpg" alt=""/ loading="lazy"><figcaption class="wp-element-caption">Pippo Ricci a canestro davanti a Tyson Ward</figcaption></figure>
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		<title>One Team: un viaggio che lascia il segno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 15:15:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è concluso con emozioni profonde e un forte senso di appartenenza il percorso stagionale del progetto One Team di Olimpia Milano, un viaggio che ancora una volta ha dimostrato quanto lo sport possa essere uno strumento potente capace di unire le persone, abbattere barriere e creare legami autentici. Le ultime tappe di questo cammino [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Si è concluso con emozioni profonde e un forte senso di appartenenza il percorso stagionale del progetto One Team di Olimpia Milano, un viaggio che ancora una volta ha dimostrato quanto lo sport possa essere uno strumento potente capace di unire le persone, abbattere barriere e creare legami autentici.</p>



<p>Le ultime tappe di questo cammino sono state esperienze condivise, momenti di crescita e occasioni per vivere in prima persona i valori che stanno alla base del progetto.</p>



<p><strong>Un’esperienza oltre il basket</strong></p>



<p>Nel mese di Marzo, One Team ha portato i ragazzi nella nuova arena di Santa Giulia per respirare l’area della Paraolimpiadi, dove hanno assistito a una partita di hockey paralimpico. Non è stata solo una partita, ma una lezione di vita. In campo si respiravano determinazione, resilienza e spirito di squadra, valori che hanno colpito profondamente tutti i presenti. È in contesti come questi che lo sport mostra la sua forma più autentica: non conta il risultato, ma la capacità di superare i propri limiti e condividere un obiettivo comune.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://cdn-assets.olimpiamilano.com/wp-content/uploads/2026/04/image00002-1-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-120425"/ loading="lazy" srcset="https://cdn-assets.olimpiamilano.com/wp-content/uploads/2026/04/image00002-1-1024x768.jpeg 1024w, https://cdn-assets.olimpiamilano.com/wp-content/uploads/2026/04/image00002-1-300x225.jpeg 300w, https://cdn-assets.olimpiamilano.com/wp-content/uploads/2026/04/image00002-1-768x576.jpeg 768w, https://cdn-assets.olimpiamilano.com/wp-content/uploads/2026/04/image00002-1-1536x1152.jpeg 1536w, https://cdn-assets.olimpiamilano.com/wp-content/uploads/2026/04/image00002-1-2048x1536.jpeg 2048w, https://cdn-assets.olimpiamilano.com/wp-content/uploads/2026/04/image00002-1-1200x900.jpeg 1200w, https://cdn-assets.olimpiamilano.com/wp-content/uploads/2026/04/image00002-1-800x600.jpeg 800w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Allenarsi con i campioni</strong></p>



<p>Il viaggio è poi proseguito il 31 Marzo con un allenamento speciale presso il centro sportivo del settore giovanile di Olimpia Milano. In campo, insieme a loro, c’erano figure di riferimento della prima squadra di Olimpia come l’ambassdor Ousmane Diop, il capitano Shavon Shields e l’head coach Peppe Poeta, che hanno condiviso tempo, consigli e sorrisi, dimostrando come lo sport possa avvicinare persone con storie e percorsi diversi.</p>



<p>La presenza di rappresentanti del Consolato degli Stati Uniti, come Savannah Hillebrand e Yoon Nam, ha dato ulteriore valore all’incontro, sottolineando la dimensione internazionale e culturale del progetto. In quell’occasione, ogni ragazzo ha ricevuto un album di figurine Panini di EuroLeague, un piccolo gesto simbolico che racchiude la passione per il gioco e il senso di appartenenza a una grande comunità.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://cdn-assets.olimpiamilano.com/wp-content/uploads/2026/04/image00002-1024x683.jpeg" alt="" class="wp-image-120423"/ loading="lazy" srcset="https://cdn-assets.olimpiamilano.com/wp-content/uploads/2026/04/image00002-1024x683.jpeg 1024w, https://cdn-assets.olimpiamilano.com/wp-content/uploads/2026/04/image00002-300x200.jpeg 300w, https://cdn-assets.olimpiamilano.com/wp-content/uploads/2026/04/image00002-768x512.jpeg 768w, https://cdn-assets.olimpiamilano.com/wp-content/uploads/2026/04/image00002-1536x1024.jpeg 1536w, https://cdn-assets.olimpiamilano.com/wp-content/uploads/2026/04/image00002-2048x1366.jpeg 2048w, https://cdn-assets.olimpiamilano.com/wp-content/uploads/2026/04/image00002-1200x800.jpeg 1200w, https://cdn-assets.olimpiamilano.com/wp-content/uploads/2026/04/image00002-800x533.jpeg 800w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Il grande finale: sport e condivisione</strong></p>



<p>Il gran finale si è svolto il 14 Aprile sul campo di allenamento della prima squadra, trasformato per un giorno in uno spazio aperto a tutti, dove sport e relazioni si sono intrecciati in modo naturale. Il torneo di basket ha coinvolto non solo i ragazzi, ma anche il preside della scuola Arcadia di Gratosoglio, i dipendenti di Olimpia Milano, il team di Laureus Italia e una rappresentanza dello sponsor Scalo Milano Outlet &amp; More. In campo non c’erano ruoli o differenze: solo persone che, attraverso il gioco, condividevano lo stesso entusiasmo.</p>



<p>Le premiazioni hanno rappresentato il momento dove ogni ragazzo è stato celebrato con l’ attestato di partecipazione al programma One Team e un quadretto con le immagini più belle della stagione, un ricordo concreto di un percorso fatto di impegno, crescita e sorrisi. A rendere tutto ancora più speciale, un regalo inaspettato: due biglietti per assistere allo spettacolo degli Harlem Globetrotters, simbolo mondiale di divertimento e spettacolo attraverso il basket, proprio al forum di Assago.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://cdn-assets.olimpiamilano.com/wp-content/uploads/2026/04/K3A9873-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-120427"/ loading="lazy" srcset="https://cdn-assets.olimpiamilano.com/wp-content/uploads/2026/04/K3A9873-1024x683.jpg 1024w, https://cdn-assets.olimpiamilano.com/wp-content/uploads/2026/04/K3A9873-300x200.jpg 300w, https://cdn-assets.olimpiamilano.com/wp-content/uploads/2026/04/K3A9873-768x512.jpg 768w, https://cdn-assets.olimpiamilano.com/wp-content/uploads/2026/04/K3A9873-1536x1024.jpg 1536w, https://cdn-assets.olimpiamilano.com/wp-content/uploads/2026/04/K3A9873-2048x1365.jpg 2048w, https://cdn-assets.olimpiamilano.com/wp-content/uploads/2026/04/K3A9873-1200x800.jpg 1200w, https://cdn-assets.olimpiamilano.com/wp-content/uploads/2026/04/K3A9873-800x533.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Un finale da vivere insieme</strong></p>



<p>La giornata si è conclusa con un buffet nella food room del club in cui tutti, ragazzi, staff e partner, si sono ritrovati insieme con la consapevolezza di aver vissuto qualcosa di bello insieme.</p>



<p>Questo è il vero valore di One Team: utilizzare lo sport come linguaggio universale, capace di creare connessioni, abbattere distanze e lasciare un segno nelle persone. Perché alla fine, oltre ai risultati e alle attività, ciò che resta davvero sono le relazioni costruite, le esperienze condivise e la certezza che, insieme, si può andare molto più lontano.</p>



<p><strong>One Team: A Journey That Leaves a Lasting Impact</strong></p>



<p>The season-long journey of Olimpia Milano’s One Team project came to a close with deep emotions and a strong sense of belonging—a journey that once again demonstrated just how powerful a tool sports can be in bringing people together, breaking down barriers, and forging authentic bonds.</p>



<p>The final stages of this journey were shared experiences, moments of growth, and opportunities to experience firsthand the values that underpin the project.</p>



<p><strong>An experience beyond basketball</strong></p>



<p>In March, One Team took the kids to the new Santa Giulia arena to experience the Paralympic atmosphere, where they watched a Paralympic hockey game. It wasn’t just a game, but a life lesson. On the ice rink, determination, resilience, and team spirit were palpable—values that deeply moved everyone present. In contexts like these, sport reveals its most authentic form: what matters isn’t the result, but the ability to overcome one’s limits and share a common goal.</p>



<p><strong>Training with the Champions</strong></p>



<p>The trip continued on March 31 with a special training session at the Olimpia Milano youth academy’s sports center. On the court, key figures from Olimpia’s first team, such as ambassador Ousmane Diop, captain Shavon Shields, and head coach Peppe Poeta, joined them, sharing their time, advice, and smiles., demonstrating how sports can bring people with different stories and backgrounds together.</p>



<p>The presence of representatives from the U.S. Consulate, such as Savannah Hillebrand and Yoon Nam, added further significance to the event, highlighting the project’s international and cultural dimensions. On that occasion, each young person received a Panini EuroLeague sticker album—a small symbolic gesture that embodies a passion for the game and a sense of belonging to a larger community.</p>



<p><strong>The big final: sports and community</strong></p>



<p>The final event took place on April 14 at the first team’s training court, which was transformed for the day into a space open to everyone, where sports and community came together naturally. The basketball tournament involved not only the kids, but also the principal of the Arcadia School in Gratosoglio, Olimpia Milano employees, the Laureus Italia team, and a delegation from the sponsor Scalo Milano Outlet &amp; More. On the court, there were no roles or distinctions: just people who, through the game, shared the same enthusiasm.</p>



<p>The awards ceremony was the moment when each young person was celebrated with a certificate of participation in the One Team program and a small photo album featuring the best moments of the season—a tangible memento of a journey marked by commitment, growth, and smiles. To make it all even more special, there was an unexpected gift: two tickets to attend the Harlem Globetrotters show—a global symbol of fun and entertainment through basketball—right at the Assago Forum.</p>



<p><strong>A final moment to be shared together</strong></p>



<p>The day ended with a buffet in the club’s dining area, where everyone—the players, staff, and partners—gathered together, knowing they had shared a wonderful experience.</p>



<p>This is the true value of One Team: using sports as a universal language, capable of creating connections, bridging gaps, and leaving a lasting impression on people. In the end, beyond the results and activities, what truly remains are the relationships built, the shared experiences, and the certainty that, together, we can go much further.</p>
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		<title>Battuta Varese: l&#8217;Under 15 vince il titolo regionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Limardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 14:01:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Olimpia Milano ha conquistato il titolo regionale lombardo Under 15 superando in Gara 3 della finale la Pall. Varese dopo un incontro combattutissimo. L’avvio è un piacevole botta e risposta tra le due formazioni, con un primo quarto giocato punto a punto. Nel secondo quarto, però, i ragazzi di Coach Diamante decidono di cambiare marcia [&#8230;]</p>
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<p><strong>L&#8217;Olimpia Milano ha conquistato il titolo regionale lombardo Under 15 superando in Gara 3 della finale la Pall. Varese dopo un incontro combattutissimo</strong>. L’avvio è un piacevole botta e risposta tra le due formazioni, con un primo quarto giocato punto a punto. Nel secondo quarto, però, i ragazzi di Coach Diamante decidono di cambiare marcia in difesa: palloni recuperati e trasformarti in contropiede per chiudere il primo tempo sul 48-34. Al rientro dall&#8217;intervallo l&#8217;Olimpia vola fino al più 18, ma proprio come in Gara 2 la Pallacanestro Varese, non si dà per vinta e inizia una rimonta incredibile, arrivando fino al meno 2 a due minuti dalla fine. Però i padroni di casa dimostrano di aver fatto tesoro della sconfitta dell’ultima partita e respingono l&#8217;assalto e si prendono la vittoria finale, che vale il titolo di Campioni Regionali Under 15 eccellenza.</p>



<p><strong>Olimpia Milano EA7 Emporio Armani &#8211; Pallacanestro Varese 89-84</strong></p>



<p><strong>Olimpia Milano:</strong> Cipriano 2; Angelucci 12; Costa 0; Grandi 9; Pedrocchi 4; Digiorgio 8; Zucchelli 4; Ferrante 3; Veggetti 13; Buzzetti 13; Carbognin 15; Clerici 6</p>



<p><strong>Varese: </strong>Carannante 4; Mantovani 6; Chiarello 0; Balzarotti 36; Foglia 2; De Iulis 11; Vorfi 12; Begnis 9; Giammarino n.e.; Salvio 4; Frediani 0.</p>



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<p></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p><strong>L’Under 17 dell’Olimpia Milano supera Pistoia nella trasferta della prima giornata del girone di ritorno della fase interregionale.</strong> Milano parte con grande intensità difensiva, mettendo grande pressione e riuscendo a recuperare buoni palloni che poi trasforma in punti facili, chiudendo il primo quarto sul 5 a 22 per Olimpia. Pistoia fatica a trovare fluidità in attacco, ma riesce ad imporre il suo ritmo di gioco attraverso una difesa zona che Olimpia non riesce a superare agevolmente. L’EA7 perde il controllo del gioco e la poca aggressività in difesa regala a Pistoia i due quarti centrali facendo così diventare equilibrata la partita. Nell’ultimo periodo i ragazzi di Coach Catalani entrano in campo con un atteggiamento migliore e con la voglia di portarsi a casa la partita: con un gran parziale di 16 a 42 mettono fine alla gara regalandosi una vittoria in trasferta molto importante. Ottima prestazione di Leonardo Nicolodi con 24 punti messi a referto, assieme ai 17 di Mazzarulli.</p>



<p><strong>Pistoia Basket 2000 &#8211; Olimpia Milano EA7 Emporio Armani 85 &#8211; 112</strong></p>



<p><strong>Olimpia Milano</strong>: Nicolodi 24, Mazzarulli 17, Dozio 13, Sguazzin 12, Compaore 8, Firpo 8, Finazzer 7, Ursu 6, Lasalandra 6, Chouenkam 4, Puccia Modica 4, Fontana 3.</p>



<p><strong>Pistoia</strong>: Salani 45, Chuchanov 18, Pierallini 11, Santini 6, Tosi 2, Francioni 2, Lucarelli 1, Cioni 1, Cercola, Saudino.</p>



<p>L’Under 17 dell’Olimpia conquista una netta vittoria casalinga anche contro Arezzo in una sfida importante per la classifica, con l’obiettivo di ribaltare il -2 dell’andata. Operazione riuscita. I milanesi partono con grande intensità offensiva, chiudendo il primo quarto con 28 punti a referto. Tuttavia, in difesa concedono troppo, soprattutto sui tagli degli avversari e con un atteggiamento di poca fisicità, regalando diversi tiri liberi ad Arezzo. Nella seconda metà di gara, l’Olimpia alza il livello anche nella propria metà campo: maggiore aggressività e attenzione permettono di limitare l’attacco avversario, mentre Arezzo fatica a contenere le continue iniziative offensive dei padroni di casa. L’ultimo quarto è dominato dai milanesi, che segnano ben 40 punti e chiudono l’incontro con un largo +61, sul punteggio finale di 126-65. Una vittoria convincente per Milano, con tutti i giocatori convocati a referto e ben 7 atleti in doppia cifra. Tra questi spiccano Fontana e Finazzer, entrambi autori di 19 punti.</p>



<p><strong>Olimpia Milano EA7 Emporio Armani &#8211; Scuola Basket Arezzo 126 – 65</strong></p>



<p><strong>Olimpia Milano</strong>: Fontana 19, Finazzer 19, Sguazzin 17, Chouenkam 15, Vogogna 10, Compaore 10, Lasalandra 10, Nicolodi 9, Dozio 9, Taldrik 3, Brusamarello 3, Curic 2.</p>



<p><strong>Arezzo</strong>: Marcantoni 17, Cosi 12, Bettini 12, Marcelli 5, Pierallini 4, Capodogli 4, Caneschi 4, Branchetti 4, Contu 2, Risaliti 1, Allegretti, Pasqui.</p>



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<p><strong>Si apre con una vittoria convincente il percorso di Milano nelle semifinali del campionato Under 13 Gold contro la Pallacanestro Brescia. </strong>Nonostante un avvio complicato, dettato dalle alte percentuali al tiro pesante degli ospiti (5 triple nei primi 10 minuti), la formazione di casa è rimasta a contatto grazie a un&#8217;ottima tenuta difensiva e contropiede ben eseguiti. Il cambio di passo definitivo è avvenuto nel secondo tempo: i biancorossi hanno imposto il loro ritmo, scavando un gap che Brescia non è più riuscita a colmare. Il match si è concluso con un soddisfacente +19, risultato che riflette la superiorità mostrata nella seconda parte di gara. Nonostante l&#8217;ampio scarto, la concentrazione resta massima in vista del ritorno di sabato 18 a Collebeato, dove l&#8217;obiettivo sarà confermare quanto di buono fatto nella gara di andata per accedere alla fase successiva.</p>



<p><strong>Olimpia Milano EA7 Emporio Armani &#8211; FAP Pallacanestro Brescia 85-66</strong></p>



<p><strong>Olimpia Milano: </strong>Gambardella 20, Rosiello 16, Zamboni 16, Panizza 12, Naccari 7, Polzoni 6, Albertini 4, Zerbi 4, Corrao, Volpato, Costa, Perinetti.</p>



<p><strong>Brescia:</strong> Marano 18, Metelli 16, Di Silvestro 14, Cassano 14, Vavassori 4, Consolandi, Ferrari, Gavezzoli, Pigoli, Martinelli, Ingarsia.</p>



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<p>La trasferta in un palazzetto gremito contro il Basket Mortara si è rivelata una prova di maturità estremamente complessa per i nostri Under 13, impegnati nel campionato di categoria Under 14, superiore. L’impatto con la partita è stato subito in salita, con i padroni di casa capaci di imporre una netta differenza fisica che ha pesantemente condizionato l&#8217;andamento dei primi due quarti. Mortara ha trovato con facilità la via del canestro, sfruttando i numerosi rimbalzi offensivi per generare secondi tiri. Dal canto suo, Milano ha faticato a tenere il ritmo degli avversari, mostrando un atteggiamento inizialmente timoroso che ha portato a un attacco poco fluido e a spaziature intasate. Tuttavia, il rientro dagli spogliatoi ha mostrato il vero volto dei biancorossi: nel terzo periodo la squadra ha saputo credere nei propri mezzi, alzando l&#8217;intensità e riuscendo a risalire fino al meno dieci. Nel momento di massimo sforzo, però, Mortara è tornata a esprimersi sui livelli di inizio gara, ristabilendo le distanze e chiudendo l&#8217;incontro sul più ventuno finale.</p>



<p><strong>BPER Mortara &#8211; Olimpia Milano EA7 Emporio Armani: 97-76</strong><strong></strong></p>



<p><strong>Olimpia Milano: </strong>Albertini 12, Perinetti 12, Panizza 11, Polzoni 8, Zamboni 8, Zerbi 8, Costa 6, Gilardi 4, Gnocchi 4, Volpato 3, Corrao, Visconti.</p>



<p><strong>Mortara:</strong> Rance 26, Assi 23, Soldà 21, Busia 20, Forni 4, Lekhlifi 2, Maltese 1, Angeleri, Baino, Mantovani, Elmoshafi, Mazzon.</p>
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		<title>3 maggio 2026: ecco la &#8220;Kyle Hines Night&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Limardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 13:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Arriva la “Kyle Hines Night”! Il 3 maggio nel corso dell’intervallo della gara tra Olimpia Milano e Pallacanestro Trieste, Kyle Hines verrà celebrato per il suo ingresso nella Hall of Fame del club. Hines è arrivato a Milano nell’estate del 2020 restandovi quattro anni. In quelle quattro stagioni, l’Olimpia ha vinto tre volte lo scudetto [&#8230;]</p>
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<p><strong>Arriva la “Kyle Hines Night”! Il 3 maggio nel corso dell’intervallo della gara tra Olimpia Milano e Pallacanestro Trieste, Kyle Hines verrà celebrato per il suo ingresso nella Hall of Fame del club. Hines è arrivato a Milano nell’estate del 2020 restandovi quattro anni. In quelle quattro stagioni, l’Olimpia ha vinto tre volte lo scudetto (2022, 2023, 2024), ha vinto la Coppa Italia nel 2021 e nel 2022, la Supercoppa nel 2020. Con Hines, l’Olimpia ha giocato la Final Four di EuroLeague nel 2021 e i playoff della stessa competizione nel 2022. Hines ha giocato 144 partite di EuroLeague con l’Olimpia, con 893 punti segnati e 566 rimbalzi catturati.</strong></p>



<p>Kyle Hines è stato un giocatore leggendario in Europa e proprio con la maglia dell’Olimpia ha conquistato il suo ultimo titolo di miglior difensore. Le sue squadre hanno raggiunto le Final Four nove volte consecutive e dieci volte i playoff, ha vinto il titolo europeo quattro volte, due con l’Olympiacos e due con il CSKA Mosca. Oltre le vittorie e i riconoscimenti individuali, Hines è stato apprezzato per stile, sportività, disponibilità, esempio. All’Olimpia ha proseguito la cultura del club permeata di giocatori altruisti che hanno sempre messo le esigenze della squadra oltre le proprie. Hines si è ritirato dal basket giocato nel 2024 dopo aver alzato il trofeo di vincitore del campionato italiano per la terza volta consecutiva. Attualmente lavora per i Brooklyn Nets della NBA.</p>



<p>La&nbsp;<a href="https://www.olimpiamilano.com/societa/storia/?f=hall-of-fame"><strong>Hall of Fame dell’Olimpia</strong></a>&nbsp;comprende 46 personaggi: i dirigenti Adolfo Bogoncelli, Gianmario Gabetti, Raffaele Morbelli e Toni Cappellari; gli allenatori Cesare Rubini, Dan Peterson, Franco Casalini e Bogdan Tanjevic; i giocatori italiani Enrico Pagani, Sergio Stefanini, Romeo Romanutti, Sandro Gamba (anche allenatore), Gianfranco Pieri, Sandro Riminucci, Paolo Vittori, Gabriele Vianello, Massimo Masini, Giulio Iellini, Pino Brumatti, Vittorio Ferracini, Renzo Bariviera, Franco Boselli, Vittorio Gallinari, Mike D’Antoni, Dino Meneghin, Roberto Premier, Riccardo Pittis, Flavio Portaluppi, Nando Gentile, Mason Rocca, Gigi Datome; i giocatori stranieri Bill Bradley, Skip Thoren, Arthur Kenney, John Gianelli, Russ Schoene, Joe Barry Carroll, Bob McAdoo, Kenny Barlow, Rolando Blackman, Keith Langford, Kruno Simon, Rakim Sanders, Curtis Jerrells, Sergio Rodriguez e appunto Kyle Hines. Tutti i membri della Hall of Fame sono eleggibili solo successivamente al ritiro dall’attività, per policy societaria.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.olimpiamilano.com/3-maggio-2026-ecco-la-kyle-hines-night/?utm_source=www.olimpiamilano.com&amp;utm_medium=feed">3 maggio 2026: ecco la &#8220;Kyle Hines Night&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.olimpiamilano.com">Pallacanestro Olimpia Milano</a>.</p>
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		<item>
		<title>Gli Esordienti 2014 vincono a Lissone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Limardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 10:32:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ESORDIENTI 2014: TORNEO KIT LISSONE Nel weekend dal 3 al 6 Aprile, la squadra 2014 ha preso parte al torneo KIT, organizzato dalla APL Lissone per la categoria Esordienti. Inseriti nel girone D contro la squadra di “casa” F&#38;L Monza e Bernareggio, gli esordienti hanno messo in campo, sin dalla palla a due grande energia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.olimpiamilano.com/gli-esordienti-2014-vincono-a-lissone/?utm_source=www.olimpiamilano.com&amp;utm_medium=feed">Gli Esordienti 2014 vincono a Lissone</a> proviene da <a href="https://www.olimpiamilano.com">Pallacanestro Olimpia Milano</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>ESORDIENTI 2014</strong>: <strong>TORNEO KIT LISSONE</strong></p>



<p>Nel weekend dal 3 al 6 Aprile, la squadra 2014 ha preso parte al torneo KIT, organizzato dalla APL Lissone per la categoria Esordienti. Inseriti nel girone D contro la squadra di “casa” F&amp;L Monza e Bernareggio, gli esordienti hanno messo in campo, sin dalla palla a due grande energia e agonismo con numerose iniziative individuali e giocate di squadra che hanno caratterizzato entrambe le gare e hanno permesso alla formazione milanese, di guadagnarsi il primo posto nel girone. La prima partita di Domenica ha visto come avversaria Urania Milano, gara valida per approdare alle semifinali della sera. La partita è stata indirizzata subito a nostro favore, mantenendo intensità alta per tutta la partita arrivando alla sirena finale con il punteggio finale di 12 – 4 (92 – 28), e guadagnando l’accesso alle semifinali della sera contro Cantù. I biancorossi sono scesi in campo con grande voglia e determinazione, riuscendo a rispondere colpo su colpo alla fisicità e alle iniziative degli avversari, mantenendo il punteggio in equilibrio per la prima parte di gara. Nel secondo tempo la formazione meneghina è riuscita a trovare l’allungo decisivo, chiudendo sull’11 – 5 (62 – 45) e portando gli Esordienti in finale. La finale, nel giorno di Pasquetta in un gremito PalaFarè, ha visto come avversaria Cavenagosa anch’essa prima classificata nel proprio girone. Partenza in difficoltà per i biancorossi, che hanno sofferto la grande qualità tecnica e fisica degli avversari. I miniatleti biancorossi hanno però reagito con determinazione, riuscendo nel secondo e terzo quarto a ricucire lo svantaggio e arrivando all’inizio dell’ultimo periodo in sostanziale equilibrio. Negli ultimi minuti, nonostante i tentativi di aggancio degli avversari, le mini scarpette rosse hanno alzato l’intensità difensiva e buone scelte offensive, ritrovando vantaggio e controllo della gara. La partita si è conclusa sul 9 – 7 (48 – 53), sancendo la vittoria e il meritato 1° posto finale.</p>



<p><strong>HUB TOURNAMENT </strong></p>



<p>Da giovedì 2 a domenica 5 aprile, la squadra Esordienti 2014 dell’Olimpia Milano ha preso parte al torneo organizzato da Hub del Sempione. Inseriti nel Girone C, i biancorossi hanno esordito contro i Rooster Parabiago: fin da subito grande energia nella metà campo offensiva, con iniziative individuali e collaborazioni che hanno creato un vantaggio importante, mantenuto per tutta la gara fino al 110-4 finale. La seconda partita ha visto l’Olimpia affrontare Basket Seriana: grazie a una buona circolazione di palla e alla capacità di creare vantaggi, le mini scarpette rosse hanno mantenuto il controllo nonostante i tentativi di rimonta degli avversari, chiudendo sul 50-21. La giornata di venerdì ha visto prima la sfida contro Virtus Cermenate, in cui i biancorossi hanno risposto al talento individuale degli avversari con una difesa in crescita, vincendo 50-31. Nel pomeriggio, contro Olimpia Roma, dopo alcune difficoltà iniziali, l’Olimpia ha preso il controllo nel secondo periodo grazie a contropiedi e maggiore attenzione difensiva, chiudendo il girone da capolista. Nella fase finale, la prima sfida è stata contro BAT Ticino: grande agonismo, gioco di squadra e attenzione difensiva hanno permesso di ottenere il successo per 55-31. In semifinale, contro i padroni di casa di Hub del Sempione, la gara è stata equilibrata nei primi due quarti, ma nel terzo periodo l’Olimpia ha alzato l’intensità su entrambe le metà campo, creando il break decisivo e vincendo 60-51, conquistando così l’accesso alla finale. Nella splendida cornice del PalaEsseSolar, la finale ha visto i biancorossi opposti a Varese Academy. Dopo un primo tempo equilibrato, caratterizzato da grande agonismo e buone collaborazioni offensive, nel secondo periodo la formazione varesina ha preso il controllo della gara, creando un vantaggio che l’Olimpia non è riuscita a colmare. La partita si è chiusa sul 54-25 in favore degli avversari.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.olimpiamilano.com/gli-esordienti-2014-vincono-a-lissone/?utm_source=www.olimpiamilano.com&amp;utm_medium=feed">Gli Esordienti 2014 vincono a Lissone</a> proviene da <a href="https://www.olimpiamilano.com">Pallacanestro Olimpia Milano</a>.</p>
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		<item>
		<title>Coach Poeta: &#8220;Nulla di intentato nel resto della stagione&#8221;</title>
		<link>https://www.olimpiamilano.com/coach-poeta-nulla-di-intentato-nel-resto-della-stagione/?utm_source=www.olimpiamilano.com&#038;utm_medium=feed</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Limardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 21:26:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.olimpiamilano.com/?p=120263</guid>

					<description><![CDATA[<p>Così Coach Peppe Poeta ha commentato la gara con il Bayern Monaco: &#8220;Chiedo scusa a tifosi e proprietà. Finora in EuroLeague avevamo combattuto in ogni singola partita. Questa sera non è successo. Farò di tutto per ribaltare questo trend, incluso cambiare atteggiamento se sarà necessario. Fino a un mese fa &#8211; Coppa Italia vinta, vittorie [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.olimpiamilano.com/coach-poeta-nulla-di-intentato-nel-resto-della-stagione/?utm_source=www.olimpiamilano.com&amp;utm_medium=feed">Coach Poeta: &#8220;Nulla di intentato nel resto della stagione&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.olimpiamilano.com">Pallacanestro Olimpia Milano</a>.</p>
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<p><strong>Così Coach Peppe Poeta ha commentato la gara con il Bayern Monaco:</strong> &#8220;Chiedo scusa a tifosi e proprietà. Finora in EuroLeague avevamo combattuto in ogni singola partita. Questa sera non è successo. Farò di tutto per ribaltare questo trend, incluso cambiare atteggiamento se sarà necessario. Fino a un mese fa &#8211; Coppa Italia vinta, vittorie su Maccabi e Barcellona in casa &#8211; stavamo facendo quello che dovevamo. Nell&#8217;ultimo mese abbiamo perso un po&#8217; di energia. Dobbiamo riuscire a ricompattarci come abbiamo fatto in Coppa Italia in vista dei playoff per lo scudetto. Non entrare per il quarto anno nella post-season non è bello, lo capisco, ma le situazioni che si sono generate in Europa dicono che arrivare tra le prime dieci è un obiettivo possibile, raggiungibile, ma non deve essere necessariamente fallimentare non farcela. Noi ci abbiamo provato, con i difetti che abbiamo e conosciamo, non ci siamo riusciti, e non mi illudevo di poter essere io, entrando in corsa, a cambiare questa situazione. Ma ora non lascerò nulla di intentato per arrivare dove vogliamo arrivare nel resto della stagione&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.olimpiamilano.com/coach-poeta-nulla-di-intentato-nel-resto-della-stagione/?utm_source=www.olimpiamilano.com&amp;utm_medium=feed">Coach Poeta: &#8220;Nulla di intentato nel resto della stagione&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.olimpiamilano.com">Pallacanestro Olimpia Milano</a>.</p>
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