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Diouf, Bortolami, McKinley e Giorgetti: campioni di altri sport nel progetto One Team

15/04/2022
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E’ terminata anche la seconda tranche degli incontri in palestra con i ragazzi che partecipano al progetto One Team. Dopo i primi allenamenti in cui sono state portate le testimonianze di alcuni giocatori e di membri dello staff di Olimpia Milano, è arrivato il momento degli ambasciatori Laureus, grandi campioni al servizio della mission della fondazione, pronti a portare il linguaggio sportivo alle scuole medie, nei cuori e nelle menti di domani.

La prima a portare la sua testimonianza è stata Valentina Diouf, che ha parlato ai ragazzi della gestione dello stress, una skill che sia nella vita che nel mondo dello sport è presente e necessaria per crescere e per ottenere grandi risultati. La competenza segreta dei grandi sportivi che non si lasciano schiacciare da niente. “Non possiamo farci sovrastare dallo stress, lo proviamo in tantissime situazioni, ognuno ha le proprie. Credo che attraverso l’esperienza si possa capire il modo migliore per trasformare lo stress in qualcosa che possa aiutarti. Posso solo dirvi di non scappare davanti alle situazioni, ma di affrontarle”. –> Guarda il video

Ogni testimonianza è per i ragazzi un momento di riflessione, sempre guidato da allenatori e psicologa: vengono aiutati a revisionare l’allenamento, a trovare il significato di piccoli grandi gesti e vengono soprattutto stimolati nella verbalizzazione dei propri vissuti emotivi, in campo e a volte anche fuori dal campo. Dentro le linee della palestra alcuni ragazzi hanno trovato una nuova dimensione con nuovi adulti chiamati allenatori che possono essere nuovi riferimenti con cui parlare di sé con cui confrontarsi, e il confronto porta cambiamento; in alcuni ragazzi potremmo dire che è stato significativo.

Attraverso le parole di Marco Bortolami, ex giocatore di Rugby e ora allenatore, i ragazzi hanno riflettuto sulla skill problem solving, una competenza cruciale non solo per chi ha ruoli di responsabilità ma per chiunque nella vita debba affrontare i problemi a testa alta senza scappare ma proponendo a se stesso soluzioni.

Marco ha spiegato che “come allenatore, la sua figura deve sempre risolvere diverse problematiche. Sia nell’ambito tecnico sia in quello emozionale e di stati d’animo dei giocatori. L’importante per affrontare ogni problematica è essere lucidi per capire cosa sta succedendo, per trovare le soluzioni più giuste in quel momento. Molto importante è focalizzarsi su poche cose, ma essere molto concentrati per ottenere dei buoni risultati”. –> Guarda il video

I bambini sono stati messi alla prova con alcuni giochi, in cui in squadra o singolarmente dovevano affrontare i problemi e trovare delle soluzioni per provare a raggiungere l’obiettivo finale. Giocando si impara e tra cerchi e cinesini passano metafore di vita importanti.

Illuminante la testimonianza di Ian Mckinley, che ha spiegato cosa gli è successo quando era un giocatore di Rugby e come è riuscito a non perdersi d’animo e trovare una soluzione dopo aver perso un occhio a seguito di uno scontro sul campo.  I ragazzi hanno provato ad immedesimarsi in Ian giocando senza l’uso di alcuni arti del corpo, ed è stato per loro uno stimolo al pensiero creativo ed anche alla sintonizzazione emotiva con chi vive qualcosa di diverso. –> Guarda il video

Dopo quello che il mondo ha vissuto non si poteva non portare in palestra la competenza che delinea il passaggio dall’essere bambini all’essere adulti, la gestione emotiva, di tutti quegli impulsi emotivi che ci invadono sia in campo, in gara o in classe come in molte situazioni della quotidianità.

Come ha spiegato Alex Giorgetti, dominare la rabbia, il dolore o la paura è fondamentale per poter essere un vero atleta ma soprattutto diviene fondamentale per essere uomini e donne completi. –> Guarda il video

Provare emozioni potenti come quelle provate dai ragazzi sugli spalti del forum nel guardare giocare l’Olimpia, accoglierle e dominarle per assaporare momenti che nella vita sono solo di passaggio ma lasciano segni.  Una carrellata di competenze allenate, raccontate e vissute, per alfabetizzare sempre di più i ragazzi di Gratosoglio. Le parole dei grandi campioni permettono a ragazzi in crescita di sentirsi adeguati e mai sbagliati quando si parla di emozioni, di vissuti; tutto è allenabile, un gesto tecnico, la testa e il cuore, e questa consapevolezza per i ragazzi di oggi è un dono, perché possano essere artefici del proprio futuro a prescindere dal proprio passato.


The sessions continues in the gym with the young people participating to the One Team project. After the first training sessions in which the testimonies of some players and staff members of Olimpia Milano were brought, it was time for the Laureus ambassadors, great champions at the service of the foundation’s mission, ready to bring the language of sports to middle schools, in the hearts and minds of tomorrow.

The first to bring her testimony was Valentina Diouf, who spoke to the students about stress management, a skill that is present and necessary both in life and in the world of sport in order to grow and achieve great results. The secret skill of great sportsmen who do not let themselves be crushed by anything. “We cannot let ourselves being overwhelmed by stress, we experience it in so many situations, everyone has their own. I believe that through experience you can figure out the best way to turn stress into something that can help you. I can only tell you not to run away in front of situations, but to face them”. –> Video

Each testimony is a moment of reflection for the boys, always guided by coaches and psychologist: they are helped to review the training, to find the meaning of small and big gestures and are especially stimulated in the verbalization of their emotional experiences, on the court and sometimes off the court. Inside the lines of the gym some boys have found a new dimension with new adults called coaches who can be new references with whom to talk about themselves, and the comparison brings change; in some boys we could say that it was significant.

Through the words of Marco Bortolami, a former rugby player and now coach, the boys have reflected on the skill problem solving, a crucial skill not only for those who have roles of responsibility but for anyone in life who must face problems head on without running away but proposing solutions to himself. Marco explained that “as a coach, he always has to solve different problems. Both in the technical area and in the emotional and mood of the players. The important thing to deal with any problem is to be lucid to understand what is happening, to find the right solutions in that moment. It is very important to focus on a few things, but to be very concentrated in order to obtain good results”. –> Video

The children were put to the test with a number of games, in which, as a team or individually, they had to face problems and find solutions to try to reach the final objective. By playing, one learns, and among hoops and chines, important life metaphors are passed on.

Illuminating was the testimony of Ian Mckinley, who explained what happened to him when he was a rugby player and how he managed not to lose heart and find a solution after losing an eye as a result of a collision on the field.  The kids tried to identify with Ian by playing without the use of certain body limbs, and it was a stimulus for them to think creatively and also to emotionally tune in to those experiencing something different. –> Video

After what the world has experienced, it was impossible not to bring to the gym the skill that delineates the transition from being a child to being an adult, the emotional management of all those emotional impulses that invade us both on the field, in competition or in the classroom as in many situations of everyday life. Alex Giorgetti said, that To dominate anger, pain or fear is essential to be a true athlete but above all it becomes essential to be complete men and women. –> Video

To feel powerful emotions such as those felt by the boys in the stands of the forum in watching Olimpia play, to welcome them and dominate them to enjoy moments that in life are only passing through but leave a mark.  A roundup of competences trained, told and lived, to make the boys of Gratosoglio more and more literate. The words of the great champions allow growing boys to feel adequate and never wrong when it comes to emotions, to experiences; everything is trainable, a technical gesture, the head and the heart, and this awareness for the boys of today is a gift, so that they can be makers of their own future regardless of their past.