Storia;

2004

Inizia l’era Armani

Era l’estate del 2004. Il futuro dell’Olimpia Milano, il club più titolato d’Italia e il club italiano con più successi nella massima competizione internazionale, la squadra di basket-faro di una metropoli come Milano, è in forte discussione. Persino la Gazzetta dello Sport lancia il grido d’allarme: dopo l’era Gabetti e il breve interregno di Bepi Stefanel, la proprietà del club è transitata da Pasquale Caputo, italo-americano del Wisconsin spalleggiato dall’ex giocatore Joe Bryant (padre di Kobe), a Sergio Tacchini e da questi a Giorgio Corbelli, imprenditore che nel basket era già stato a Brescia, Forlì, Roma. Ma nell’estate del 2004 il rischio era di trovarsi davvero a fine corsa. Dopo l’allarme lanciato dalla Gazzetta, qualcosa si muove e anche in fretta. In soccorso della proprietà arriva il contributo dei due colossi del calcio locale, Milan e Inter. E Giorgio Armani diventa main-sponsor della società con il marchio Armani Jeans. Inizia una nuova storia. E’ la svolta.

Nel suo primo anno sotto la nuova gestione, l’Armani Jeans raggiunge la finale scudetto vincendo una memorabile gara5 di semifinale a Treviso contro la grande Benetton di Ettore Messina. La serie conclusiva è contro la Fortitudo: il club di Bologna all’apice del suo splendore (nel 2004 aveva giocato la finale di Eurolega perdendola a Tel Aviv contro il Maccabi), allenato da Jasko Repesa e con in campo giocatori carismatici come Gianluca Basile, forti come Travis Watson (successivamente all’Olimpia) e infine emergenti come Erazem Lorbek e Marco Belinelli. Nella Fortitudo c’è anche Stefano Mancinelli. Sul 2-1 per la Fortitudo, gara4 riempie il Forum per l’ultima gara casalinga della stagione. L’Olimpia deve vincere per restare in vita e forzare la disputa di gara5 a Bologna. E’ in vantaggio quando l’americano della Fortitudo, Ruben Douglas, esegue il tiro della disperazione, cadendo all’indietro sulla sirena. La palla incredibilmente entra ma non è chiaro se prima o dopo la sirena. Diventerà il primo scudetto della storia assegnato attraverso l’uso dell’Instant Replay. Canestro buono, 3-1, Fortitudo campione d’Italia.

Resta però, quella, una stagione da ricordare. La scelta di puntare su Lino Lardo come allenatore si rivela azzeccata, Dante Calabria, italoamericano del North Carolina, produce la miglior stagione della carriera, in mezzo all’area giganteggia Joseph Blair, istrione centro che aveva già giocato a Biella e Pesaro oltre che brevemente negli Harlem Globetrotters. Nell’estate del 2005, con l’idea di riprovarci, Milano prende Massimo Bulleri da Treviso e Giacomo Galanda da Siena. Le cose però non funzionano altrettanto bene. Lardo viene esonerato dopo 17 partite e al suo posto viene lanciato Sasha Djordjevic, ex playmaker serbo a fine carriera ma di grande carisma che a Milano aveva già giocato per due stagioni dal 1992 al 1994. Nel frattempo la società realizza un grande colpo, portando a casa (il primo anno va in prestito a Pavia in Legadue) Danilo Gallinari. Il giovane Gallo, figlio del grande Vittorio, rispetto al quale ha caratteristiche tecniche molto differenti, diventa uno dei perni della squadra della stagione 2006/07 che arriva, sempre sotto Sasha Djordjevic, alla semifinale scudetto, persa in 4 gare contro la Virtus Bologna. Nel 2007/08, in panchina arriva Zare Markovski, che ha appena giocato la finale scudetto contro Siena alla guida della Virtus. Gallinari si fa male in precampionato, la partenza è falsa, Markovski viene esonerato e il proprietario Corbelli richiama Attilio Caja. La squadra viene ricostruita e si riprende bene: non raggiunge le Final Eight di Coppa Italia, non riesce a completare la rimonta per le Top 16 di Eurolega però si riprende in campionato, Gallinari esplode fragorosamente e la regular season è chiusa al quinto posto. Nel primo round, dopo una battaglia entusiasmante in cinque gare, l’Olimpia sbanca Montegranaro e si conferma sia in semifinale che nella successiva Eurolega, pur cadendo poi contro Siena. Ma siamo già all’alba di un nuovo giorno: in estate, Giorgio Armani diventa proprietario dell’Olimpia, conferma la sponsorizzazione Armani Jeans e lancia il club in una nuova era

La finale del miracolo

L'Olimpia raggiunse la finale nel primo anno dell'era Armani, a quei tempi main sponsor della società. Il coach era Lino Lardo. Ma a festeggiare fu la Fortitudo

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