Storia;

1996

Cambia tutto, vince Tanjevic

Nel suo primo anno da capoallenatore dell’Olimpia, Mike D’Antoni realizzò una mezza impresa, mantenendo la propria, ringiovanita, squadra imbattuta sul parquet del Forum. Purtroppo l’imbattibilità casalinga venne interrotta nel giorno meno indicato, quello di gara 5 della finale scudetto contro Caserta che così vinse il suo primo e unico titolo italiano. La squadra di D’Antoni però piacque molto perché correva, era atletica e aggressiva in difesa. Da Cantù era appena arrivato Antonello Riva a rendere più potente il perimetro. Il playmaker era il vecchio allievo di D’Antoni, Piero Montecchi, e infine i due americani si chiamavano Jay Vincent e lo stoppatore Cozell McQueen. Nonostante la sconfitta in gara 5 quella fu una buona squadra. L’idea era quella però di rinforzarla in modo potente durante l’estate successiva. Da Cantù tornò per fine prestito l’emergente Davide Pessina, il pacchetto dei lunghi fu potenziato con Johnny Rogers ma soprattutto la perla del mercato si chiamava Darryl Dawkins.

Il centro di Orlando aveva una lunga e spumeggiante carriera NBA alle spalle, soprattutto legata agli anni d’oro di Philadelphia. Poi si era riciclato in Italia, a Torino, giocando ad altissimo livello almeno in attacco. Se la stagione precedente, l’Olimpia era stata un po’ debole dentro l’area, con gli arrivi di Rogers, Pessina e Dawkins il problema non si sarebbe posto. A giochi fatti si può dire che la squadra era stata rinforzata anche troppo sotto canestro e troppo poco sul perimetro pur con la presenza di Montecchi, Riva, Pittis e Fabrizio Ambrassa. In ogni caso, l’Olimpia si qualificò per le Final Four europee di Istanbul dove un Dawkins dalle cifre imponenti non bastò in semifinale contro un Partizan sorprendente, guidato dal giovane Obradovic in panchina e dalla coppia Djordjevic-Danilovic in campo. Il Partizan eliminò l’Olimpia in semifinale e poi vinse l’Eurolega contro la Joventut Badalona. L’Olimpia rispose in estate prelevando da Belgrado proprio Djordjevic e affidandogli le chiavi della squadra che nel 1993 vinse la Coppa Korac battendo in finale Roma. Nella gara decisiva, al Forum, Djordjevic segnò 38 punti e 21 li aggiunse Ricky Pittis. Alla vigilia dei playoff però si infortunò Antonio Davis, che poi avrebbe avuto una grande carriera NBA soprattutto a Indiana, e non c’erano i tempi per sostituirlo. Infine nell’estate del 1994 la squadra cambiò pelle in modo radicale: da Trieste si trasferì cestisticamente a Milano, Bepi Stefanel portandosi dietro il suo coach Boscia Tanjevic e tutti i giocatori di Trieste spazzando via in sostanza la vecchia proprietà di Gianmario Gabetti e la squadra di D’Antoni (che andò a Treviso). Arrivarono però tanti fuoriclasse, Nando Gentile, Gregor Fucka, Sandro De Pol ad esempio. E naturalmente Dejan Bodiroga.

E nel 1996, nella seconda stagione della gestione Stefanel, Milano vinse lo scudetto numero 25 della propria storia, nello stesso anno in cui si aggiudicò anche la Coppa Italia realizzando una sorta di slam italiano e sfiorando la vittoria in Coppa Korac, persa in finale contro l’Efes Pilsen. L’Olimpia vinse la Coppa Italia battendo in finale la Mash Verona e poi lo scudetto dal quinto posto della regular season. Fu uno scudetto molto bolognese, perché la Stefanel eliminò in semifinale la Virtus 3-1 e poi riservò lo stesso trattamento alla Fortitudo, vincendo tre gare consecutive dopo la sconfitta esterna di gara 1. Nell’ultima partita ci furono 19 punti di Rolando Blackman, ex guardia panamense che nella NBA ebbe successo soprattutto a Dallas prima di finire la carriera a New York. Aveva già 37 anni nei giorni della finale ma giocò 40 gare su 40 con 14.9 punti di media e il 41.6% nel tiro da tre. Fu una meteora nella storia dell’Olimpia e del basket italiano. Ma una grande meteora.

Tanjevic andò ad allenare la Nazionale, l’ex nemico Franco Marcelletti prese il suo posto, la delusione più grossa fu in Eurolega dove l’accesso alle Final Four sfuggì in casa, nella partita decisiva, contro l’Olimpia Lubiana. Cominciò in quel momento l’epoca buia dell’Olimpia, molti proprietari, Sergio Tacchini, Pasquale Caputo con Joe Bryant, fino a Giorgio Corbelli, tanti allenatori diversi, fino all’estate del 2004 quando sull’orlo della chiusura venne confezionata una nuova società di cui Giorgio Armani diventò main sponsor.

Gentile, Bodiroga e Fucka
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Gentile, Bodiroga e Fucka

Il ribelle del Montenegro

Boscia Tanjevic nel 1996 vinse sia la Coppa Italia che il campionato alla guida della Stefanel Milano, pilotata in campo da Ferdinando Gentile

L'ex nemico amatissimo

Nando Gentile era stato un nemico dichiarato dell'Olimpia ai tempi delle tre finali disputate contro Caserta. Ma poi venne a Milano e timbrò il tricolore

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