Storia;

1936

Nasce l’Olimpia

L’Olimpia nacque nel 1936 sotto il segno del successo. Il primo campionato identificato dal nome Olimpia fu subito un trionfo. In realtà la storia è molto più complicata e confusa. La squadra nacque su iniziativa del Conte Borletti che la considerava una specie di dopolavoro aziendale. Secondo le cronache dell’epoca il club sarebbe stato fondato nel 1930 ma anni dopo il presidente storico Adolfo Bogoncelli decise che la data corretta era 1936. Oggi il 1936 è riportato nel logo della società sotto la scritta Olimpia. La data coincide con quella del primo scudetto, con capitano Enrico Castelli, allenatore Giannino Valli. L’anno dopo arriva Sergio Paganella, uno dei primi grandi pivot del basket italiano. Il Borletti vince quattro scudetti consecutivi, la Ginnastica Triestina ne ferma la marcia nella stagione 1939/40 e un anno dopo con una squadra rinnovata e dopo la scomparsa di Borletti la squadra crolla nei bassifondi della graduatoria. Risale ma sono gli anni della guerra, nel 1943 addirittura si giocheranno solo tre partite e dopo il conflitto la squadra non sarà più la stessa e cambierà anche lo storico coach Giannino Valli.

Ma intanto l’Olimpia che conosciamo oggi sta fermentando. Adolfo Bogoncelli, trevigiano di nascita ma triestino a tutti gli effetti, si innamora del basket a Modena e quando con i soldi del Partito d’Azione fonda una squadra e dopo il trasferimento a Milano la chiama Triestina. Dopo la guerra il finanziamento cessa, la squadra si trasferisce a Como. Intanto il Borletti retrocede in B e il colpo di genio di Bogoncelli è fondere le due società e dar vita a quella che effettivamente può finalmente chiamarsi Olimpia ovvero la società nata dalla fusione del Borletti con la Triestina. Il Borletti diventerà sponsor del club, Bogoncelli l’illuminato presidente che nel 1949 acquista da Venezia il cannoniere Sergio Stefanini, che ha vinto già due scudetti e prolunga la collana di imprese a Milano.  Ad allenare la squadra è Cesare Rubini. Bogoncelli e Rubini formeranno il primo grande binomio presidente-allenatore della storia del basket italiano.

Bogoncelli è stato un dirigente innovativo, geniale. Ha inventato le sponsorizzazioni prima con il Borletti poi con quella storica del Simmenthal, ha praticamente creato un vero mercato per i giocatori, ha diffuso il verbo del basket portando in Italia gli Harlem Globetrotters negli anni in cui erano la squadra più famosa e anche più forte al mondo per la presenza dei giocatori di colore – praticamente banditi dalla NBA – tra cui il fenomenale Wilt Chamberlain. Bogoncelli ha inventato Rubini allenatore-giocatore, poi sotto la sua ala c’è stato il primo grande binomio allenatore-assistente ovvero Rubini il grande motivatore carismatico e Sandro Gamba, lo scienziato del basket. Nel 1966 Bogoncelli ha portato a Milano come straniero di coppa Bill Bradley, il giocatore universitario dell’anno, trasferitosi a Oxford per studiare rinviando l’ingresso nella NBA di due anni. L’ultimo grande colpo della sua straordinaria carriera dirigenziale è l’ingaggio di Dan Peterson come allenatore dopo che già aveva scelto Toni Cappellari quale manager all’addio di Rubini creando un’altra grande coppia: Cappellari-Peterson.

Bogoncelli uscì dal basket aprendo le porte alla famiglia Gabetti nel 1980. In quel momento l’Olimpia aveva vinto 19 scudetti, gli ultimi 15 sotto la sua ala magica.

Cesare Rubini in azione come giocatore

Cesare Rubini in azione come giocatore. Il grande Principe era anche un giocatore di pallanuoto di livello mondiale. Vinse le Olimpiadi del 1948 in piscina rinunciando al basket nel quale sfondò anche da coach

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