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Sogni e desideri da trasformare in realtà per i ragazzi di One Team

28/02/2021
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Il progetto One Team procede velocemente con i bambini delle classi elementari della scuola Baroni e sta diventando sempre più coinvolgente. Negli appuntamenti fissi, ogni due settimane, abbiamo cercato di sviluppare i temi legati al mondo dei sogni e dei desideri, per insegnare loro a sognare, a guardare avanti nel futuro con positività e concretezza. Al centro quindi l’importanza di avere dei sogni, che sono essenzialmente il motore della vita e soprattutto un diritto già dei bambini, che va preservato con vigore onorato e difeso. L’invito alle classi, dallo staff Olimpia e Laureus, è di credere fortemente nelle potenzialità di ognuno di noi, tenendo stretti i desideri per trasformare i sogni in realtà. Molte e poliedriche le risposte dei nostri bimbi alle sollecitazioni sui sogni. C’è chi ha parlato dello sport preferito come il nuoto dicendo “Il nuoto mi ha insegnato a sognare, vorrei diventare una grande nuotatrice, spero di ritornare a nuotare per diventare un grande campione, dopo la pandemia vorrei ritornare forte come prima e continuare a sognare e sperare”. Altri ancora hanno riposto le proprie speranze sul ballo, come mantra per combattere le difficoltà della vita: “Il ballo mi ha insegnato a sognare. A casa continuo a ballare e da grande voglio continuare a farlo. Se ho qualche problema o ho paura di qualcosa, io ballo, sempre”. Non solo sogno come legato al movimento ma anche come forma d’arte, sogni da mettere su carta: “Il disegno è sempre al mio fianco, non smetto mai di disegnare, anche a casa”. Lo sport, tuttavia, rimane sempre al centro di tutto, sia che venga svolto con una palla, o una bicicletta o anche semplicemente col proprio corpo. Lo sport aiuta sempre a immaginare e sognare a occhi aperti.  Ai bimbi è stato chiesto, quindi, chi avesse insegnato loro a sognare. Risposte semplici, dirette e sincere come sempre, da parte degli alunni: “Mia nonna mi ha visto ballare da quando ero piccola e lei è diventata la mia tifosa numero uno. Mi ha sempre insegnato che se cado devo guardare avanti e rincorrere il mio obiettivo rialzandomi sempre.

I genitori e i familiari sono il fulcro delle scelte: “Da quando ero piccolo, mio papà mi ha trasmesso la sua passione, mi incoraggiava sempre e mi diceva che potevo farcela a raggiungere i miei obiettivi. Se uno inizia a credere in quello che fa, alla fine i sogni possono avverarsi”.

Anche il canto può essere considerato come un atto di sogno e di liberazione: “La mia grande passione è il canto e mio cugino crede in quello che faccio e mi supporta sempre. Crede in me anche se gli altri mi dicevano di lasciare perdere. Mi ha convinto a continuare e andare avanti.”

Oppure semplicemente rimanere abbracciati nel caldo abbraccio materno: “Il mio grande sogno è di rivedere mia mamma. Mio papà e mia nonna sono i miei più grandi tifosi e mi sostengono per raggiungerlo. Ci vuole talento e pazienza per fare il tifo per noi.”

Bambini che in alcuni casi trasformano già i sogni in concretezza e in un futuro: “A me piace il design e l’arredamento. Infatti, mio papà ha creduto in me e ha trasformato in realtà la mia idea, da un mio disegno a una cosa vera. La mia mamma e zia sono fonte di ispirazione, infatti sono due artiste, se vedo la passione che hanno, molto forte, ho anche il desiderio di realizzare il mio sogno”.

Per alcuni il sogno è legato alla parola libertà: “Mio papà mi ha lasciato un grande patrimonio, infatti mi ha trasmesso il senso di libertà di scelta, sbagliata o meno, ma esseri liberi di scegliere fa parte della mia vita”.

Per i bambini è diventata chiara una cosa: realizzare il sogno è semplice, e per farlo è necessario crederci, usando il cuore e la testa per realizzarlo. Dopo il racconto dei desideri è stato assegnato un obiettivo concreto, finalizzato in un gioco semplice come fare dei passaggi con una pallina di carta senza farsi eliminare. Un modo per incanalare rabbia e tristezza e trasformandoli in elementi positivi finalizzati a non mollare, ad andare avanti.

Anche gli eventi negativi possono essere da stimolo a non mollare. Scoprire i trucchi per gestire “l’omino rosso” ovvero la rabbia, quando arriva, è stato un altro compito che i bambini hanno affrontato. La stella polare, come obiettivo guardando verso il cielo, diventa così un punto fermo nel sogno, perché quando ci perdiamo possiamo cercarla e ritrovarci. Essere tifosi di sé stessi è il messaggio che i bambini hanno ripetuto a conclusione dell’incontro: “sono il più grande tifoso di me stesso, perché solo io posso dimostrare a me stesso e agli altri che posso raggiungere quel sogno “. Nella vita si troveranno sempre degli ostacoli, degli ostacoli con le gambe che ci scoraggeranno a raggiungere i nostri sogni ma dovremo fare di tutto per superarli e andare avanti.

English Version

The One Team project proceeds quickly with the children of the elementary classes of the Baroni school and is becoming more and more engaging. During the set appointments, one every two weeks, we have tried to develop themes related to the world of dreams and desires, to teach them to dream, to look forward to the future with positivity and practicality. At the center, therefore, is the importance of having dreams, which are essentially the engine of life and mostly a right for children, which must be preserved with vigor, honored and defended. The invitation to the classes, from the Olimpia staff and Laureus, is to strongly believe in the potential of each of us, keeping close the desires to transform dreams into reality. Many and multifaceted the responses of our children to the solicitations on dreams. There are those who talked about their favorite sport like swimming saying “Swimming taught me to dream, I would like to become a great swimmer, I hope to return to swimming to become a great champion, after the pandemic I would like to return as strong as before and continue to dream and hope “. Still others have pinned their hopes on dancing as a mantra to fight life’s difficulties: “Dancing taught me to dream. At home I keep dancing and when I grow up I want to keep doing it. If I have any problems or I’m afraid of something, I dance, always”. Dreaming is not only linked to movement but also as a form of art, dreams to put on paper: “Drawing is always by my side, I never stop drawing, even at home”. Sport, however, remains at the center of everything, whether it is played with a ball, a bicycle or even simply with your body. Sport always helps to imagine and daydream. The children were then asked who had taught them to dream. Simple answers, direct and sincere as always, from the students: “My grandmother has seen me dance since I was little and she has become my number one fan. She has always taught me that if I fall I have to look forward and chase my goal by always getting up.

Parents and family members are the fulcrum of the choices: “Since I was little, my dad has passed on his passion to me, he always encouraged me and told me that I could manage to achieve my goals. If one begins to believe in what he does, dreams can eventually come true ”.

Even singing can be considered as an act of dream and liberation: “My great passion is singing and my cousin believes in what I do and always supports me. He believes in me even if others told me to let it go. He convinced me to continue and move forward. ”

Or simply remain embraced in the warm maternal embrace: “My big dream is to see my mom again. My dad and my grandmother are my biggest fans and they support me . It takes talent and patience to cheer for us. ”

Children who in some cases already transform dreams into reality and into a future: “I like design and furnishings. In fact, my dad believed in me and turned my idea into reality, from my drawing to a real thing. My mother and aunt are a source of inspiration, in fact they are two artists, if I see the passion they have, very strong, I also have the desire to realize my dream “.

For some, the dream is linked to the word freedom: “My dad left me a great heritage, in fact he gave me the sense of freedom of choice, wrong or not, but being free to choose is part of my life”.

For the childrens, one thing has become clear: realizing the dream is simple, and to do it you need to believe in it, using your heart and head to make it happen.

After the story of the wishes, a concrete objective was assigned, aimed at a simple game like making passes with a paper ball without being eliminated. A way to channel anger and sadness and transforming them into positive elements aimed at not giving up, to move forward.

Even negative events can be an incentive not to give up. Discovering the tricks to manage the “little red man” or anger, when it comes, was another task that the children faced. The North Star, as a target looking towards the sky, thus becomes a fixed point in the dream, because when we get lost we can look for it and find ourselves. Being fans of themselves is the message that the children repeated at the end of the meeting: “I am the greatest fan of myself, because only I can show myself and others that I can reach that dream. ”In life there will always be obstacles, obstacles with legs that will discourage us from reaching our dreams but we will have to do everything to overcome them and move forward.