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Scegli la guardia ideale dell’era moderna

25/01/2016
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Chi vorreste nell’Olimpia ideale post 1990 nel ruolo di guardia? Le opzioni sono tutte di livello altissimo: Antonello Riva, uno dei più grandi bomber italiani; Rolando Blackman, un anno e due trofei a Milano; Flavio Portaluppi, la bandiera; Dante Calabria, simbolo dell’inizio dell’era Armani; e due giocatori dell’ultima generazione, il grande Keith Langford e il Capitano coraggioso Alessandro Gentile. Ecco appunto le nomination.

Antonello Riva: arrivò a Milano nell’estate del 1989, in seguito è diventato uno dei veterani della squadra del ciclo successivo, quella allenata da Mike D’Antoni, che vinse la Coppa Korac nel 1993 ma raggiunse anche le Final Four di Istanbul nel 1992 e la finale scudetto nel 1991. A Milano, non ha avuto l’impatto che ebbe a Cantù ma la sua è stata comunque una storia importante.

Rolando Blackman: nel 1995 Bogdan Tanjevic cambiò l’assetto dell’Olimpia scegliendo di giocare con Cantarello e Alberti da centri per potersi permettere un esterno tiratore, che aveva esperienza, personalità, leadership e difendeva. Rolando Blackman rimase solo un anno ma vinse scudetto e Coppa Italia, perse la finale di Korac.

Flavio Portaluppi: cresciuto nel settore giovanile dell’Olimpia, poi grande sesto uomo della squadra di D’Antoni, confermato in quella di Tanjevic. Tiratore micidiale che copriva le spalle a Gentile, Blackman e Bodiroga nello squadrone del 1996. Poi restò ancora negli anni bui. Non aveva grande fisico ma difendeva con abnegazione e tirava come nessuno.

Dante Calabria: uno dei simboli della squadra del decennio scorso che arrivò alla finale scudetto contro la Fortitudo. Grande tiratore da tre punti, a Milano giocò le migliori stagioni in carriera giocando con agonismo apprezzabile.

Keith Langford: due anni a Milano, sottotono il primo in una squadra che rimase al di sotto delle aspettative, devastante il secondo quando fu incluso nel quintetto ideale di Eurolega e vinse la classifica marcatori. Una stagione oltre le righe in cui si era messo anche a difendere e giocare di squadra come non aveva mai fatto prima.

Alessandro Gentile: il più giovane Capitano della storia dell’Olimpia, MVP dello scudetto del 2014, un giovane guerriero coraggioso che ha sempre gettato cuore e voglia di osare oltre l’ostacolo diventando il volto migliore di una nuova era del club, uno capace di dichiarare guerra e partire per primo lancia in resta come nei playoff del 2015 contro Sassari sull’1-3.

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