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giovedì 22 agosto 2013
Samardo Samuels: la storia

(Nel video gli highlights di Samardo Samuels all’università di Louisville)

Samardo Samuels ha giocato a Cleveland, ha giocato il Torneo NCAA, ha sfidato il Maccabi in Israele vestendo la maglia dell’Hapoel Gerusalemme, si appresta a debuttare in Eurolega con l’Olimpia Milano, è stato giocatore dell’anno a livello di high school e ha solo 24 anni. Ma la sua storia non è quella di un predestinato.

Samuels è cresciuto a Trelawny, in Giamaica, dove il cittadino più famoso si chiama Usain Bolt ed è l’uomo più veloce del pianeta. Da quelle parti se vuoi emergere nello sport devi correre. Per emergere su un campo di calcio o diventare il prossimo grande sprinter giamaicano. Anche Samardo ha provato a giocare a calcio ma a 12 anni era già abbastanza alto e grosso da venire dirottato su un campo da basket. E nel 2004, alto 1.98, venne convocato dal “Jamaica Basketball Development”, un camp che si occupa di garantire borse di studio americane di estrazione cestistica ai migliori talenti giamaicani. Il capostipite di questo filone si chiama Patrick Ewing ed è di fatto il detentore del libro dei record dei New York Knicks. Fu un tale di nome Stephen Johnston ad accorgersi di Samuels e preparare il territorio per trasferirlo negli Stati Uniti. Convincere Samardo fu la parte facile. Convincere il padre Rohan, taxista di Trelawny, anche. Convincere la mamma Jacqueline richiese… un po’ più di tempo.

Ma alla fine l’operazione andò in porto e Samardo Samuels si trovò a Centereach nello stato di New York per giocare nella Our Savior New American Prep School. Nel suo primo anno giocava poco e non era pronto ma due volte incontrò la St.Benedict High School di Newark, al di là del fiume Hudson, allenata da Danny Hurley, ex giocatore di Seton Hall e figlio di Bobby Hurley, considerato uno dei più grandi allenatori liceali di tutti i tempi (l’altro figlio Bobby sr. giocò a Duke e poi nella NBA a Sacramento). Hurley rimase impressionato da un freshman (primo anno) capace di giocare alla pari contro tre centri più esperti, più preparati e di talento, tutti destinati a giocare in Division One al college (i nomi: Dwight Burke poi a Marquette, Frank Tchuisi poi a Villanova, Ismaila Traore poi a St.Peter’s). Hurley si mosse e convinse Samuels a trasferirsi ancora per giocare nella sua squadra che nei tre anni di Samardo sarebbe diventata la più forte di tutti gli Stati Uniti. Da senior, Samuels viaggiò a 24.2 punti e 10.7 rimbalzi di media, fu convocato per il McDonald’s All-American Game, che mostra tutti i migliori giocatori di liceo degli Stati Uniti, e reclutato dalle maggiori scuole d’America. Alla fine, scelse Louisville ovvero Rick Pitino: in un curioso intreccio del destino, Pitino aveva allenato il primo grande centro giamaicano, Ewing, anche se nella NBA ai Knicks.

Nella sua prima partita al college contro Morehead State ebbe 18 punti con 8/12 dal campo. Fu un segnale: da freshman viaggiò a 11.8 punti di media con 4.9 rimbalzi, la stagione successiva guidò la squadra in punti con 15.3 e in rimbalzi con 7.0. Ma a Louisville giocò solo due anni, poi si dichiarò per i draft NBA. La sensazione era che l’avesse fatto troppo presto, confermata dalla mancata chiamata. Tuttavia Cleveland gli offrì comunque un contratto e lì è rimasto quasi tre anni. Molto buono soprattutto il primo, con il primato personale di 23 punti e 10 rimbalzi contro San Antonio ovvero contro Tim Duncan, il suo giocatore preferito. Nell’ultima stagione ha finito in Israele all’Hapoel per un paio di mesi. In estate ha giocato la summer league con i Los Angeles Clippers. Ed è in quell’occasione che coach Luca Banchi ha deciso di portarlo a Milano. In questi giorni, Samuels sta preparando i campionati centroamericani con la Nazionale giamaicana. Poi sarà l’ora di sbarcare a Milano.