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sabato 2 novembre 2013
Samardo Samuels: da Trelawny con furore

Samardo Samuels è il protagonista del “Game Program” che verrà distribuito lunedì a Desio prima della partita contro Pistoia dell’EA7 Emporio Armani. Ecco in anteprima la “Samardo Story”

 

C’era una volta Samardo Samuels. Era un ragazzone figlio di un taxista di Trelawny, in Giamaica, nella parte nord dell’isola, molto diversa da Montego Bay, noto per i suoi party e la vita notturna, o Kingston, la metropoli. Trelawny è calma, tranquilla, verde e bellissima, cosparsa di fiori, colline, uccelli tropicali, farfalle. Trelawny è la patria di molti sprinters giamaicani. Veronica Campbell ad esempio. Ma soprattutto Usain Bolt. Samardo Samuels è anche lui di Trelawny e come tutti da quelle parti è cresciuto nel mito dei calciatori europei e brasiliani, o della velocità. “Giocavo a calcio, anzi guardavo calcio a tutte le ore a casa mia – racconta “Sam” – Cominciai a giocare a cinque anni, poi a 12 ero 1.98 e tutti mi dicevano che avrei dovuto giocare a basket. La squadra non aveva un lungo, la squadra di calcio era completa, e così cominciai. Il calcio è rimasto il mio primo amore e lo seguo ancora. Lionel Messi è il miglior giocatore del mondo, ma quando gioco ai videogame mi piace identificarmi nei giovani come Neymar del Barcellona o Mario Balotelli del Milan. Ma dai 12 anni in poi ho pensato soprattutto al basket. Il mio sogno era arrivare nella NBA e ci sono riuscito, adesso voglio emergere in Europa. Certo, a 12 anni non avrei mai pensato di finire qui”. Quando era un teen-agers però Usain Bolt era la vera grande attrazione dell’isola. “Sì, perché era già velocissimo e quando arrivava al campo, in uno stadio tutti volevano vederlo perché era incredibile quanto veloce potesse correre. Le sue gare erano come gare di resistenza per il distacco che c’era tra lui e il secondo. Poi l’ho conosciuto anche come giocatore di calcio e basket. Gli piace far vedere che sa schiacciare, mostrare il suo atletismo. Ma onestamente il suo sport è un altro…”

GLI STATI UNITI - Scoperto ad un camp in Giamaica, Samuels si trasferì da adolescente negli Stati Uniti e alla St.Benedict High School di Newark diventò un nome anche nel mondo del basket americano. Di qui l’approdo a Louisville, sotto coach Rick Pitino. Anche se… “Quando guardavo la NBA da bambino non sapevo che fosse giamaicano ma quando arrivai negli Stati Uniti scoprii che la storia del grande Patrick Ewing era simile alla mia. L’ho conosciuto e lui ha cercato di convincermi ad andare a Georgetown, la sua vecchia università. Chiaro, lui adesso è un mito”, racconta Samardo. Che tuttavia decise di andare a Louisville e giocare per Rick Pitino, neo-eletto nella Hall of Fame di Springfield. “Giocare per coach Pitino è stato un onore, un privilegio e la cosa migliore che potesse capitarmi. Mi ha insegnato qualsiasi cosa abbia imparato. E’ un allenatore duro, che pretende tantissimo ma alla fine il lavoro paga. Con coach Pitino sono arrivato da Trelawny a giocare le Final Four NCAA e poi nella NBA”.

CLEVELAND - Samardo Samuels non venne scelto nei draft ma fu firmato lo stesso con un contratto triennale dai Cleveland Cavaliers. La sua prima partita da starter nella NBA fu contro San Antonio. Segnò 25 punti, record carriera, battagliando con Tim Duncan, “che è sempre stato il mio giocatore preferito. Mio e di mia madre. Ricordo tante partite viste in tv guardando e tifando per Tim Duncan. Giocare contro di lui è stato un successo, farlo bene è stato un sogno. Ancora oggi devo dire che si tratta del più grande ricordo della mia vita sportiva”. Vita che l’ha portato a Milano, passando prima per Gerusalemme, Israele. “Giocavamo contro il Maccabi, che mi avevano spiegato fosse come giocare contro i Miami Heat d’Israele. Lo sport in Europa è vissuto secondo concetti simili a quelli giamaicani, per cui adattarsi non è difficile. C’è il calcio che domina e poi gli altri sport. Negli Stati Uniti è diverso. Per un giamaicano capire è meno difficile”. A Milano è accompagnato dalla madre Jacqueline che lo osserva dalla tribuna, il sorriso perennemente stampato sul volto e l’orgoglio di madre. Quando Samardo – che è anche la stella della Nazionale giamaicana che ha dato al campionato anche Jeorme Jordan di Bologna e Adrian Uter di Cantù – decise di andare in America non fu difficile convincere il padre ma fu molto più complicato convincere Jacqueline a lasciarlo andare.

 

LA CURIOSITA’

La linea sottile di Samardo Samuels… Giamaicano, volato in America per studiare, ha ripercorso le orme del grande Patrick Ewing, ma Ewing andò a giocare a Georgetown dove voleva portare Samuels che invece scelse Louisville dove a guidarlo era Rick Pitino che a sua volta ha allenato Ewing nella NBA ai New York Knicks e nello scorso mese di settembre è stato eletto nella Hall of Fame di Springfield in America

THE BEGINNER

Samardo Samuels ha giocato nella NBA ma per l'Eurolega resta un debuttante. Qui contro lo Zalgiris Kaunas

SCHIACCIA SAMARDO SCHIACCIA!

La potenza fisica di Samuels è uno dei marchi di fabbrica del centro giamaicano dell'Olimpia Milano