benvenuto nel sito ufficiale olimpiamilano.com

One Day, One Play: quando Moraschini ha imitato Bob McAdoo

15/03/2020
TUTTE LE NEWS »

Il “Tuffo” più famoso nella storia dell’Olimpia è quello con cui Bob McAdoo, in gara 5 della finale scudetto del 1989 a Livorno, eliminò due punti sicuri in contropiede di Alberto Tonut – il padre di Stefano Tonut, della Reyer Venezia – con un gesto di istinto, cuore, sacrificio. Quest’anno in EuroLeague, Riccardo Moraschini ha imitato McAdoo con un gesto molto simile al suo: ovviamente non è paragonabile l’importanza dei due contesti, però Moraschini a Berlino – partita di andata – ha prodotto una giocata difensiva incredibile. Coach Ettore Messina ha paragonato il gesto a quelli tipici di Roberto Premier, che non ha mai esitato a tuffarsi per avventarsi su una palla. Ma nel gesto di Moraschini non ci sono solo carattere e orgoglio.

L’azione parte da Niels Giffey che attacca Andrea Cinciarini dal palleggio ma andando dentro una zona di campo affollata. Quattro attaccanti dell’Alba sono su un lato, solo Peyton Siva è sul lato debole, quello presidiato da Riccardo Moraschini. In sostanza lo “spacing” è carente: otto giocatori sono nello stesso fazzoletto di campo. Giffey va dritto verso Nemanja Nedovic che lo ferma prontamente. Interrotto il palleggio, trova uno sbocco in angolo per Kenneth Ogbe, così Kaleb Tarczewski “abbandona” l’area e va a coprire l’uomo libero. La lettura di Ogbe è eccellente: batte il “closeout” per servire dentro Thiemann.

Moraschini legge in modo strepitoso l’intera situazione: è questo l’aspetto sottovalutato della giocata. Guardando il video si vede che: sul palleggio di Giffey, è collocato in mezzo all’area, nel caso l’avversario penetri con la mano sinistra nella zona sguarnita dell’area; quando Giffey attacca verso destra, Moraschini va a occupare la linea di passaggio verso Peyton Siva, pronto a disturbare quel tiro; quando Siva viene ignorato e cessa di essere un pericolo torna verso il centro e quando parte il passaggio per Thiemann l’ha già intuito e si muove con feroce determinazione verso l’avversario. A quel punto gli passa davanti e intercetta con la mano sinistra. Infine riesce anche a perfezionare il recupero indirizzando la palla, prima di cadere fuori campo, verso Tarczewski.