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Olimpia’s Top Moments: la Stoppata di Goudelock su Sutton

30/03/2020
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Con oggi si chiude la mostra dei momenti leggendari, dai significati particolari, che raccontano una significativa porzione della storia dell’Olimpia. Dopo l’eroica resistenza ai crampi di Dino Meneghin nella finale di Coppa dei Campioni del 1987, il tuffo di Bob McAdoo nella finale scudetto del 1989 a Livorno, e il Tiro di Curtis Jerrells a Siena nel 2014, tocca alla miracolosa stoppata di Andrew Goudelock in gara 5 della finale del 2018 contro Trento che valse il 3-2. L’Olimpia vinse lo scudetto due giorni dopo in trasferta. Da domani potrete esprimere la vostra preferenza attraverso i nostri canali social ufficiali. Qual è il più emozionante?

Nella finale scudetto del 2018, l’Olimpia andò in vantaggio 2-0 contro Trento, poi in due battaglie senza esclusione di colpi si ritrovò sul 2-2 e costretta a giocare una pericolosa gara 5 con tutta la pressione addosso. L’Olimpia guidò di 11 punti nel primo quarto ma poi è stato un gigantesco corpo a corpo. Milano, cancellato un tentativo di fuga di Trento, rispose salendo a più otto nel finale. Poi Shavon Shields, ora a Vitoria, cominciò a segnare l’impossibile. Sul più otto per Milano, segna una tripla e converte due liberi. Dopo un’acrobazia di un grande Cinciarini, sempre da tre riavvicinò Trento a meno due. Arturas Gudaitis, strepitoso anche lui, con un gioco da tre punti ripristina cinque lunghezze per Milano. Sembrerebbe la giocata risolutiva, invece dopo un errore dalla lunetta di Dustin Hogue, la palla carambola nelle mani sbagliate. Sono ancora quelle di Shields: dall’arco completa un possesso da quattro punti e riporta la sua squadra a meno uno. Gudaitis, ancora, mette due tiri liberi che valgono il più tre. Trento, che era squadra mediocre nei tiri liberi ma fortissima a rimbalzo d’attacco, dopo due errori dalla linea controlla in qualche modo il possesso. Da rimessa, Shields pareggia la gara. Andrew Goudelock, con un fade-away, restituisce il vantaggio all’Olimpia. Ma Shields con uno step-back da tre sorpassa. Mancano 16 secondi.

Curtis Jerrells lavora centralmente, poi attacca Shields dal palleggio e prende fallo. Per l’ala dell’Aquila è il quinto fallo. Jerrells va in lunetta sotto di uno, ma centra in modo glaciale ambedue i tiri liberi. A sei secondi alla fine, l’Olimpia è tornata avanti di un punto. Ma Trento non si arrende. Jorge Gutierrez conduce il coast-to-coast, supera Jerrells con un palleggio incrociato a 3.7 secondi dalla fine. Kuzminskas e Gudaitis si muovono verso di lui, l’obiettivo è fermare il palleggio e guadagnare tempo. Opportunamente, Micov da una parte e Goudelock dall’altra sono sui loro uomini negli angoli. Gudaitis ha libertà di intervento perché Hogue è in ritardo. Ma il movimento generoso di Kuzminskas apre di fatto un corridoio per Dominique Sutton a centro area. Il passaggio di Gutierrez a poco più di un secondo dalla sirena è perfetto. Manda Sutton comodamente a canestro. Qui Andrew Goudelock, MVP della finale, un realizzatore del primo livello, decide di entrare nella storia.

Questa è la seconda stoppata della sua stagione. Come McAdoo, un attaccante, nel 1989 aveva inventato la giocata difensiva della carriera a Livorno; Goudelock compie la stessa impresa. Con scelta di tempo perfetta, ma soprattutto grande istinto, pur 10 centimetri più basso di Sutton, vola a eseguire la stoppata più pura della sua carriera. Solo palla. The Block. Vittoria protetta. 3-2 nella serie. Due giorni dopo, Goudelock avrebbe alzato il trofeo di MVP della finale.