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Olimpia On The Road: Mosca-Khimki

07/03/2018
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La seconda trasferta stagionale a Mosca comincia alle 10.15 al Mediolanum Forum con l’ultimo allenamento prima della partenza. E’ la seconda volta che l’Olimpia gioca in trasferta contro il Khimki che nei tre precedenti storici non è mai stato sconfitto. Sono 12 i giocatori volati verso Mosca. Jordan Theodore è rimasto a Milano a curare la caviglia sinistra offesa, con l’obiettivo di tornare ad allenarsi con la squadra al rientro dalla doppia trasferta Mosca-Bologna. Mantas Kalnietis si è allenato con la squadra regolarmente ma è stato dispensato dal viaggio: anche lui si allenerà individualmente a Milano. Per una volta quindi il roster è fatto fin dalla partenza, nessuna decisione dopo il walk-through di domani.

Il Khimki è una squadra “giovane” nel senso che è stato fondato appena nel 1997. Gioca a Mosca-Oblast, una sorta di distretto della capitale, nella zona nord-occidentale della metropoli che si estende per circa 40 chilometri quadrati. Oblast significa letteralmente vicino, attorno. Da quest’anno gioca le partite interne alla Mytishchi Arena, circa cinque chilometri fuori dai confini di Mosca, 7.280 spettatori di capienza nell’assetto da basket. Venne costruita nel 2005, ha ospitato un Mondiale di hockey su ghiaccio ma solo da quest’anno ospita il Khimki in EuroLeague. Dista circa 800 metri dal Lecco Hotel dove ha preso alloggio la squadra. Tecnicamente dovrebbe essere un hotel italiano, in realtà ovviamente ha solo il nome, di italiano.

La squadra allenata da Georgios Bartzokas sta vivendo una stagione strana. E’ ad un passo dai playoff di EuroLeague ma al tempo stesso ha un record appena superiore al 50% nella VTB League, che di fatto è il campionato nazionale russo in cui l’Unics Kazan comanda la classifica e il CSKA Mosca è secondo. E’ tutto ancora più complicato perché il Khimki per restare in EuroLeague deve vincere il titolo della VTB o perdere la finale contro il CSKA. Quindi paradossalmente quella è la priorità del club. Ma intanto con Alexey Shved capocannoniere del torneo e una banda di americani di alto livello come James Anderson, Thomas Robinson, Anthony Gill, Jerald Honeycutt e Malcolm Thomas sarà una mina vagante nei playoff di EuroLeague.

L’Olimpia ha consumato il pranzo a Malpensa prima di imbarcarsi sul volo Aeroflot delle 14.55, partito puntualissimo. L’arrivo a Mosca, all’aeroporto Sheremetyevo, è avvenuto alle 20.30 locali, a causa delle due ore di differenza in termini di fuso orario. Poi sono cominciati i “problemi”, ovvero la solita coda al controllo passaporti, veloce per i cittadini russi ma esasperante per gli altri. Massimo Cancellieri e Dairis Bertans sono gli ultimi a venire “liquidati”. Poi serve un’altra ora per raggiungere l’hotel, tra strade strette, traffico e la neve che rende tutto più complicato. Fuori ci sono otto gradi sotto zero. La cena viene consumata alle 22.30 locali: spaghetti o riso in bianco; pollo o salmone, molto pollo e poco salmone; verdure e ananas come frutta. Si tenta infine anche la strada del caffè ma con risultati mediocri.

La serata finisce quindi con scelte varie: terapie per molti giocatori, serie tv per Awudu Abass (Swat è la scelta del momento), Tottenham-Juventus per gli appassionati di calcio, con Davide Pascolo che si avventura nella classica sgambata post cena ma solo per girare attorno alla struttura alberghiera.