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venerdì 1 novembre 2013
Olimpia On The Road: Madrid 2

Venerdì 1 novembre. A Madrid, come in Italia, è festa, strade deserte e trasferimento dall’hotel al Palacio de los Deportes per l’allenamento mattutino rapidissimo. A colazione tiene banco la sconfitta del Barcellona in casa contro Nanterre in Eurolega, la sorpresa dell’anno. Sul quotidiano “As” la partita tra Real Madrid e Olimpia viene presentato come una sfida tra “los grandes”. C’è anche un articolo sulla storia dell’Olimpia con la foto di Bill Bradley, simbolo della Coppa dei Campioni del 1966. Il Simmenthal interruppe il quinquennio d’oro europeo del Real, che si prese la rivincita (ma Bradley non c’era più) la stagione successiva sfruttando la finale in casa.

All’allenamento la buona notizia è che i due acciaccati della settimana, Keith Langford e Alessandro Gentile, ambedue costretti ad allenarsi ad intermittenza, sembrano a posto e si allenano regolarmente in un impianto elegante, praticamente nel centro di Madrid e ricco di stendardi che ricordano la storia enorme del club. Anzi lo sguardo e vedi 8 titoli europei, 31 titoli spagnoli, 23 Coppe del Re. Inoltre la squadra è imbattuta in questa stagione e in Eurolega ha travolto sia lo Zalgiris a Kaunas che il Bamberg su questo stesso parquet. Lo stesso Gentile esibisce fin dalla mattina le “special shoes” annunciate a Canal Plus la sera prima. Un paio di Jordan versione “art decò” con colori pastello, in effetti mai viste prima. Ma siccome non si sente completamente a proprio agio ammette che “potrei deludere la televisione spagnola e indossarne un altro paio”.

Tutti gli allenamenti finiscono con i tiri da metà campo, come ampiamente documentato in queste occasioni. Il regolamento prevede che i partecipanti eseguano un tiro a testa. Quando un tiro viene realizzato tutti gli altri giocatori hanno diritto ad un tiro che concluda il “giro”: se nessuno segna la gara è finita, se un giocatore qualsiasi segna cancella il canestro precedente e si riparte da zero. La gara di Madrid dura tantissimo perché puntualmente i canestri da metà campo vengono cancellati, due volte da Wallace, due volte da Haynes all’ultimo tentativo del giro. La spunta dopo innumerevoli parità, Curtis Jerrells. Mentre la gara si chiude coach Banchi propone il rientro camminato in hotel. Lo seguono Flavio Portaluppi e Giustino Danesi. Purtroppo, il senso dell’orientamento lascia a desiderare, il gruppetto si perde due volte e arriva in hotel 40 minuti dopo la partenza. Probabilmente ne bastavano venti. Il momento più alto del tragitto è la conversazione tra Banchi e un poliziotto della Guardia Civil che tentava di spiegargli la strada, “armato” di stradario a tavole di Madrid.

Il meeting prepartita è fissato per le ore 18.00 di un pomeriggio lento e lunghissimo. Il rituale snack prepartenza a base di frutta, crostata, tè è per le 18.30 poi via,  verso la tana del lupo. Le statistiche di squadra del Real Madrid sono raggelanti. Hanno tenuto nove giocatori su 12, Dontaye Draper, playmaker della Nazionale croata agli Europei, spesso entra come dodicesimo. I nuovi sono Tremmell Darden, ala piccola di energia, il tunisino Mejiri e l’ex Olimpia, Ioannis Bourousis. “Conoscendolo sta aspettando questa partita da giorni”, pronostica Melli. Non resta che scoprirlo.

NELLA TANA DEL LUPO

Oggi giocare a Madrid contro il Real è come entrare nella tana del lupo. Questo è il Palacio de Los Deportes