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Olimpia On The Road: Istanbul/Efes

14/01/2020
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L’aereo, che non è il solito utilizzato fino a questo momento, si alza in volo alle 15.30, in perfetto orario per questa nuova lunga trasferta dell’Olimpia. Nella NBA ci sono trasferte che hanno persino un nome perché obbligate dagli eventi. Ad esempio, i Chicago Bulls vanno in trasferta a inizio stagione quando il loro impianto è occupato da un circo equestre, quindi per loro c’è il “Circus Trip”. I San Antonio Spurs vanno via da casa quando la loro arena è occupata annualmente da un rodeo, quindi per loro c’è il “Rodeo Trip”. In realtà, per l’Olimpia è solo uno scherzo del calendario: al doppio turno di EuroLeague, ha aggiunto la trasferta di Brescia, a quella successiva di Istanbul/Fenerbahce si è aggiunta la gara di Trieste che doveva essere a Milano (il campo è stato invertito perché la partita di andata fu giocata a Milano a causa dell’inagibilità del Pala Rubini).

Il viaggio comincia a Istanbul, al Sinan Erdem Dome. Contro l’Efes, l’Olimpia non ha mai vinto a Istanbul, 13 sconfitte di fila nell’era EuroLeague, alcune delle quali rocambolesche, in particolare quella della stagione 2013/14 nelle Top 16 con il famoso canestro da tutto campo di Zoran Planinic. Ma non è stata l’unica, solo la più incomprensibile. Da due anni, l’Efes ha cambiato casa, abbandonando l’Abdi Ipekci stregato (Final Four 1992) per passare al Sinan Erdem Dome che è stato teatro della Final Four 2017, ma fu costruito per ospitare la fase finale dei Mondiali 2010 in cui la Turchia vinse la medaglia d’argento perdendo la finale contro gli Stati Uniti. E’ intitolato al presidente storico del Comitato Olimpico turco, scomparso nel 2003.

Il viaggio non comincia sotto i migliori auspici: sull’aereo non sono presenti due giocatori che avrebbero dovuto esserci e aiutare la squadra: Riccardo Moraschini e Jeff Brooks, che peraltro assottigliano la rotazione nella posizione di ala piccola in cui entrambi hanno visto minuti. Cose che succedono: gli infortuni soprattutto tra le squadre di EuroLeague sono parte integrante della stagione. Nessuno ne è esente. Neppure lo straordinario Efes di questi tempi che nel turno scorso non aveva Vasilije Micic e Bryant Dunston, assente da 11 gare.

Giocare contro l’Efes significa ritrovare Kruno Simon che a Milano ha trascorso due anni ed è giustamente ricordato con affetto. Il mancino croato fu protagonista dello scudetto del 2016, anzi in gara 6 a Reggio Emilia segnò il canestro della staffa, dal post basso. Fu anche MVP di una Supercoppa, vinta qualche mese dopo, e membro di due Coppe Italia, anche se la seconda a Rimini la visse da tifoso perché era infortunato, un problema che in sostanza si trascinò fino ai playoff. Simon, che a Milano diventò padre per la prima volta (la figlia è nata appunto a Milano), è ricordato con affetto e a sua volta ha sempre manifestato affetto per Milano. Quando è tornato al Mediolanum Forum, vinto o perso, non ha mai mancato di salutare e ringraziare i tifosi. E’ stato così anche nella partita di andata.

C’è da dire che Olimpia ed Efes hanno sempre dato vita a gare ricche di colpi di scena. Nel 2013/14, nella prima fase, rimontò 11 punti nell’ultimo quarto e vinse. Un anno dopo a Istanbul smarrì 13 punti di margine nel secondo quarto. L’Olimpia ha vinto l’anno passato con una tripla quasi allo scadere di Mike James su un possesso rocambolesco: lo specialista Micic gli stava per soffiare la palla e cercò di completare il furto quasi tuffandosi, salvo arrivare sulla palla in ritardo permettendo all’avversario con un paio di palleggi di presentarsi sulla linea del tiro da tre libero. Nell’ultimo turno della scorsa EuroLeague, l’Olimpia aveva bisogno di una vittoria per accedere ai playoff. Toccò gli 11 punti di vantaggio all’intervallo, ma vennero divorati nel terzo quarto. Poi l’’Efes vinse 101-95.

A rendere questa trasferta complicata è anche il fuso orario, due ore di differenza con l’Italia. Sembrano nulla, ma modificano la routine del giorno di gara. Ad esempio, la seduta di tiro finale è cominciata alle 12.30. Normalmente è almeno un’ora prima, ma il campo sarebbe stato disponibile alle 10.30 (in mezzo è “proprietà” dell’Efes), ovvero alle 8.30 italiane. In queste situazioni scomode, occorre adattarsi. L’Olimpia ha svolto il proprio allenamento in circa 50 minuti, con Sergio Rodriguez che ha incontrato Alec Peters, erano compagni a Mosca, e pranzato alle 14 locali.