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Olimpia On The Road: Barcellona

31/01/2018
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Destinazione Barcellona. L’Olimpia giocherà in trasferta le prossime tre gare di EuroLeague. Dopo quella in terra catalana, ci sarà il volo verso Belgrado e poi quello per Istanbul in un febbraio decisamente “on the road” perché comprende anche le Final Eight di Firenze. Barcellona ha sette vittorie in EuroLeague, una in più dell’Olimpia; è 19-19 in stagione contando la Liga in cui lotta per il secondo posto ma a distanza rilevante dal Real Madrid. In settimana ha aggiunto, e si è già allenato, Edwin Jackson, un bomber reduce da un’esperienza nel campionato cinese ma che è già stato a Barcellona. Si giocherà alle 19 domani, orario insolito per la Spagna ma necessario per schivare la contemporaneità con la partita che la squadra di calcio del Barcellona giocherà in Coppa del Re contro Valencia. Il Palau Blaugrana, in attesa di essere sostituito da un nuovo impianto polifunzionale, che dovrebbe essere inaugurato nel 2020, si trova in sostanza all’interno del perimetro del Camp Nou, una specie di paradiso terrestre per chi ama il calcio.

L’Olimpia si è allenata alle 11 di mattina al Mediolanum Forum. Recuperato dopo una settimana di stop, Mantas Kalnietis. Ma l’influenza che si è accanita contro la pattuglia lituana non ha permesso a Mindaugas Kuzminskas di recuperare in tempo. L’ala dell’Olimpia ha provato a salire sull’aereo ma non ce l’ha fatta. Si è dovuto arrendere com’era successo prima della gara di Varese. Sul volo Alitalia in partenza da Linate sono saliti quindi 13 giocatori. Dopo lo shootaround di giovedì mattina il Coach Pianigiani farà la sua scelta.

La squadra è atterrata da Barcellona alle 17.30, per presentarsi in hotel un’ora più tardi. Ad attenderla una delegazione dell’ufficio comunicazione di EuroLeague per registrare un segmento sullo stile del popolare “Saturday Night Live” con Jordan Theodore, Andrew Goudelock e Kaleb Tarczewski. Avrebbe dovuto esserci anche Kuzminskas. L’influenza e la sua defezione l’hanno escluso dallo show. Si tratta di un programma scherzoso: i giocatori vengono invitato dal “Professor Django”, in canotta, a pronunciare qualche frase in italiano, compito che risulta a tutti ostico. Alla fine scatta la terribile lettura dei “Mean Tweets”, altra abitudine molto americana: il soggetto è “condannato” a leggere i tweet più cattivi e rispondere. Difficile anche per il più freddo non lasciar trasparire alcuna emozioni. “Come on I’m not that bad!” dice Theodore ad un certo punto. Se la cava bene Tarczewski: difficile trovare critiche al ragazzone del New England. Per trovare una critica gli autori sono andati a scovare i tweet della summer league NBA cui ha partecipato con Philadelphia!