Ultimo commosso saluto a Beppe

15 Marzo 2010

Pubblichiamo il testo dell'omelia che don Gabriele Corsani ha recitato oggi nella parrocchia di Santa Maria Nascente a Milano per l'ultimo saluto al nostro amico Beppe.

Oggi, caro Beppe, siamo qui in tanti per darti l’ultimo saluto; oggi sei qui accanto a noi presente con i tuoi Jeans, con il tuo fare all’apparenza burbero e brontolone per giocare con noi l’ultima partita quella che ti garantirà una vittoria certa, da oggi sarai in cielo vicino a Dio Padre e continuerai a vegliare da là per quella che è stata la tua seconda casa, la tua seconda famiglia, l’olimpia Milano che avrai per sempre nel cuore.

Sono certo che se potessi mi tapperesti la bocca in questo momento, non amavi sentire elogi sul tuo conto, ma io ti disobbedisco, così come ti hanno disobbedito tutti quelli che hanno scritto delle parole bellissime su di te in internet in questi giorni, devi credermi sono stati veramente tanti … ora tocca a me in questo momento ma non riuscirò sicuramente a sintetizzarle tutte e allora mi faccio aiutare dalle letture appena ascoltate che tracciano bene la tua figura di amico silenzioso, ma sempre attento alle persone con cui entravi in relazione.

Grazie per la tua presenza           Grazie per la tua semplicità           Grazie per la tua disponibilità

Tre ringraziamenti che colgo proprio dai testi della Scrittura appena ascoltata …

Il primo Grazie, per la tua presenza: nel salmo responsoriale abbiamo ascoltato: “ Starò alla presenza del Signore nella terra dei viventi”, ora tu sei proprio alla Sua presenza ti trovi in cielo accanto a Lui, accanto a quel Padre che ti ha creato e ti ha pensato da sempre e per sempre.

            La tua presenza qui in mezzo a noi c’è sempre stata, eri accanto alla squadra nella buona e nella cattiva sorte, non eri solo il “magazziniere”, eri l’amico silenzioso che sapeva mettersi in un angolo e ascoltare chi aveva bisogno di parlare, eri l’amico confidente a cui potevi raccontare tutto ed eri sicuro di ricevere un consiglio che ti avrebbe sicuramente aiutato.

Si proprio la tua presenza è stata una presenza significativa nell’ Olimpia Milano, come ricordava qualcuno nei tanti scritti che sono apparsi in internet: cambiavano i Presidenti, cambiavano i giocatori, ma tu eri sempre lì al tuo posto, così come sarai per sempre un pezzo di storia dell’Olimpia Milano.

Il secondo Grazie, per la tua semplicità: nel brano di Vangelo abbiamo letto le Beatitudini, penso di non esagerare collegando il tuo modo di essere proprio alla Beatitudine: “Beati i poveri in spirito perché di essi è il regno dei cieli”; si è proprio così!  Tu con il tuo carattere da oggi sei Beato nel regno dei cieli.

La semplicità era il tuo stile di vita, semplice nel vestire, semplice nel relazionarsi con le persone, quella semplicità che è purezza d’animo, quella semplicità che non amava i formalismi, quella semplicità che non ti ha mai fatto preoccupare della tua salute, quella semplicità che non voleva mai pesare sugli altri.

Ti ho visto con la febbre a “sbaraccare” il materiale dagli spogliatoi; ti ho visto sofferente senza che tu lo abbia mai fatto pesare sugli altri.

Permettete un ricordo personale - magari Beppe non vuole che io lo racconti - una volta l’ho visto piangere nascosto dentro il suo magazzino al Palalido, al che gli ho chiesto: “Che c’è Beppe?” Lui mi ha risposto: “Non riesco più a fare tutto come prima”.  Certo magari faceva fatica a mettere in ordine le cose, ma sono sicuro che non ha mai perso la capacità di ascoltare gli altri con il cuore e con l’attenzione di chi fa sempre il tifo per te.

Il terzo Grazie, per la tua disponibilità: è ancora una volta dal brano di Vangelo che prendo un'altra Beatitudine che esprime bene il tuo stile di vita “Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia”.

 Proprio la misericordia era la tua caratteristica fondamentale, magari brontolavi, sembravi burbero ma poi eri sempre pronto a perdonare tutti. Non ti ho mai visto tenere rancore con nessuno, potevi arrabbiarti ma dopo due secondi tutto era tornato come prima.

Si, è proprio questa tua disponibilità a tutto campo che voglio ricordare in questo momento.  I lavori più umili erano tutti tuoi, il primo ad arrivare con la squadra e l’ultimo ad andare via, quella disponibilità sincera e disinteressata, non erano i soldi che ti interessavano bensì lo stare sempre accanto alla tua squadra, quella squadra e quelle persone che sono state la tua famiglia e che lo saranno per sempre.

Concludo con un ricordo personale, permettetemelo.  In occasione dell’ultima tua partita, quella con Bologna al Forum, che non hai voluto comunque perdere nonostante non fossi stato bene la notte precedente, mentre eravamo seduti vicino fuori dello spogliatoio, in una delle solite chiacchierate amichevoli, ti ho convinto a fatica ad andare in ospedale a fare un controllo.  Il tutto era organizzato per Martedì mattina, perché Lunedì dovevi andare a pagare il riscaldamento, così mi hai detto.  Sembrava che tu lo sapessi.  Lunedì notte il Signore ti ha preso tra le sue braccia.  Neanche questa volta in cui ti avevo convinto, hai voluto creare disagio agli altri. Te ne sei andato come eri solito fare nel silenzio, nella solitudine e nel nascondimento.

Tu avevi sempre una buona parola per ciascuno di noi.  Ma chi ascoltava Beppe? Tenevi le tue cose sempre riservate; ora tutti noi prendiamo l’impegno di continuare ad ascoltarti attraverso la preghiera, l’unico strumento che unisce per sempre gli amici lontani.

Maria, Madre della Chiesa, ti accompagni per sempre in questa nuova vita nel Cielo accanto ai tuoi genitori e a tutti i tuoi amici che non ci sono più.



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