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mercoledì 3 luglio 2013
Luca Banchi: il primo giorno all’Olimpia

Luca Banchi è arrivato, Luca Banchi ha debuttato oggi da capoallenatore dell’Olimpia Milano, non sul campo (“anche se non vedo l’ora”) ma nella conferenza stampa di presentazione accanto al presidente Livio Proli e circondato anche da un gruppo di tifosi. Ecco cos’ha detto il ventesimo allenatore dell’Olimpia, giunto a Milano nonostante l’infortunio di cui è stato vittima il figlio Alessandro alle finali nazionali Under 15 che lo costringerà domani ad essere operato alla gamba a Bologna (e infatti il padre subito dopo il meeting è rientrato per stargli vicino).

LE SENSAZIONI - “Non nascondo l’emozione di trovarmi qui di fronte a tante persone e tanto interesse a testimonianza di cosa significhi arrivare a Milano, in un club prestigioso come l’Olimpia con un programma ambizioso come quello del gruppo Armani. Per me momenti molto particolari, ripercorrendo la carriera, difficile immaginare che in 12 mesi potessi celebrare due grandi trionfi con Siena e a poche settimane di distanza essere il ventesimo allenatore nella storia dell’Olimpia Mi preme partire dalla pressione e dalle aspettative: questa è una città abituata a grandissimi trionfi, la pallacanestro ha scritto pagine memorabili della propria storia, ma per me questa pressione vuol dire opportunità, mi auguro di trasferire questo sentimento nella squadra, che sia capace di attrarre tifosi vecchi e nuovi, bisogna combattere l’indifferenza.

IL PUBBLICO - “So che questa città può anche rivelarsi fredda e indifferente nei confronti di una squadra che non sappia conquistarla, ma dobbiamo dare la percezione che possa sempre valere la pena sostenere questa squadra. Il sostegno del pubblico è un patrimonio non da costruire ma da migliorare. Dall’esterno ho visto che il sostegno non è mai mancato, l’ho percepito anche in gara 7 nonostante il momento difficile di Milano. Mi aspetto una stagione non lineare perché sarebbe poco realistico aspettarselo ma faremo di tutto per piacere alla gente.

LO STAFF - “Manca ancora un anello alla catena: l’assistente, confermato, è Mario Fioretti, Giustino Danesi sarà il preparatore atletico, l’ho voluto perché lo conosco bene, ha lavorato con me a Livorno prima che a Siena. Manca un altro assistente”.

SQUADRA - “Siamo a livello embrionale, ci sono giocatori sotto contratto da valutare, anche se l’idea di squadra l’abbiamo già tracciata, la mia volontà è avere un organico snello con giocatori versatili, non necessariamente un numero alto di giocatori”

IL PASSATO - “Alcune valutazioni investono la sfera professionale, conoscete la situazione contrattuale che avevo a Siena, nell’ultimo anno ero in scadenza, può suonare strano pensando alla progettualità di Siena, ma certi presupposti sono venuti a mancare fin dalla preparazione dell’ultima stagione e questo mi ha messo nella condizione di valutare ogni offerta. Quanto alla rivalità con Milano, penso che certi dubbi siano stati oscurati dal prestigio di questo club e dall’opportunità di cercare di aprire un nuovo ciclo. Non so cosa manchi a Milano o cosa sia mancato, ma so come arrivo, spero di costruire subito una chiara identità e un approccio umile al lavoro e spero che basti,

L’EUROLEGA - “Negli ultimi sei anni ho avuto l’opportunità e il privilegio di misurarmi ai massimi livelli continentali, e penso che accedere alle Top 16 scandisca anche una routine settimanale orientata al progresso. Le 14 partite sono impegnative, in qualche momento persino condizionanti, ma ti costruiscono, ti migliorano. L’Eurolega più di ogni altra competizione tende ad alzare l’asticella, anche se partiremo in quinta fasciae quindi da un girone durissimo. Avremo dei giocatori in Nazionale ma è giusto che abbiamo esposizione, cercheremo di fare due settimane di lavoro al completo per essere pronti per il 13 ottobre, il primo grande appuntamento stagionale, la prima di campionato”.