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La storia di Francesca: vincere la diffidenza tifando Olimpia

07/02/2019
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Setting the scene: Ogni età ha le sue incomprensioni. E nella vita non si riesce a capire tutto. La piccola Francesca è un’incompresa da sempre. E’ difficile a 9 anni capire e accettare che il tuo eroe , il tuo papà , improvvisamente non verrà più a prenderti fuori da scuola ma sarai tu ad andare a trovarlo in un posto che ha gli orari per le visite. E’ difficile per bambini di 9 anni capire il dolore e la vergogna di Francesca. E a volte anche insegnanti formate per comprendere ragazzi in crescita e situazioni familiari complesse, possono non capire e non accettare situazioni come quelle di Francesca e involontariamente giudicarla ed etichettarla come figlia di un detenuto. In un’età cruciale Francesca cambia scuola cambia compagni nella speranza di trovare insegnanti e amici comprensivi, che la accettino per quello che è, una bambina di quinta elementare che è arrabbiata con la vita e che non sa più di chi ci si può fidare. Francesca incontra il progetto One Team in questa fase della vita, diffidente verso insegnanti e allenatori, convinta che nessuno le insegnerà qualcosa di bello perché prima o poi quelle persone potrebbero lasciarla sola o giudicarla. Con estrema diffidenza Francesca ha palleggiato per il campo della scuola, con diffidenza ha incontrato i giganti della pallacanestro italiana, con diffidenza ha mostrato entusiasmo sugli spalti della tifoseria di Olimpia Milano.

Personal challenge and positive action. Un giorno seduta in quel cerchio che accoglie e che dà a tutti diritto di parola, Francesca ha domandato a quel giocatore troppo alto per essere vero se la pallacanestro gli ha permesso di trovare amici che non ha perso. Quel giorno Francesca ha condiviso con tutti noi la sua paura più grande quella di restare sola, e averlo detto in quel cerchio le ha dato risposta, lo sport non lascia soli, e una squadra può essere una famiglia; della palla a spicchi e del canestro a fondo campo ci si può fidare, se vinci o perdi potrai sempre rientrare in campo un po’ più forte, e ricominciare. Francesca ha cominciato a sorridere, e le liti con i compagni molto frequenti in classe, quelle continue messe alla prova, in campo sono scomparse, Francesca non urla per rabbia ma per farsi passare la palla o per contare a voce alta i canestri della sua squadra.

Impact: Grazie al progetto One team Francesca ha ricominciato a credere che le cose belle sono belle anche per lei, ha ricominciato a sperare e la sua progressiva apertura le permetterà di non sentirsi più così sola o diversa.