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La grande storia del numero 5 dell’Olimpia: tocca a Micov

09/08/2017
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Vladimir Micov ha giocato esibendo il numero 5 per 12 anni di fila. “Ormai è il mio numero” dice con una punta di orgoglio. Lo indosserà anche nella sua prima stagione a Milano.

Il 5 per l’Olimpia è un numero storico, importante, da indossare con grande senso di responsabilità. Quando l’Olimpia vinse il primo titolo europeo, a Bologna nel 1966, il numero 5 della squadra era il grande Giulio Iellini che a quei tempi faceva il cambio di Gianfranco Pieri ma poi diventò titolare del ruolo a tutti gli effetti.

Iellini era l’idolo di una promessa delle giovanili dell’Olimpia strappato al nuoto. Si chiamava Dino Boselli, il gemello mancino di Franco Boselli. Nel 1977/78 quando Mike D’Antoni firmò per la prima volta per l’Olimpia, allora targata Cinzano, il suo numero preferito era il 10. Al college di Marshall aveva indossato la maglia numero 10, come il fratello Dan che vi aveva giocato prima di lui. A fine carriera, Marshall avrebbe ritirato la maglia numero 10 in onore di entrambi! Ma quando arrivò a Kansas City nella NBA il numero 10 era Nate Archibald, uomo-franchigia, e D’Antoni ripiegò sul 5. A fine anno Archibald cambiò numero indossando l’1. Così D’Antoni tornò al numero 10 per tre anni, fino a quando non passò a San Antonio. Lì, il 10 era il bomber Louie Dampier: D’Antoni prese il 14.

A Milano, avrebbe preso volentieri il 10 ma era stato anticipato dal canadese Lars Hansen. Così come aveva fatto da rookie ai Kings optò per il 5. Quell’anno si infortunò e la neopromossa Olimpia fu protagonista di una stagione normale da 50% di successi. Quando il giovanissimo Dino Boselli gli chiese di lasciargli il 5 per poter onorare Iellini, D’Antoni non ebbe problemi ad accontentarlo. “Con il 5 mi ero infortunato. Mi convinsi che portava sfiga”, racconta. Ma soprattutto il 5 non significava tantissimo per lui. C’era libero l’8 e prese l’8 senza dargli troppa importanza. Non immaginava quello che avrebbe significato per lui e per l’Olimpia.

Così il 5 passò da D’Antoni a Dino Boselli, in seguito a Fausto Bargna, prezioso cambio nella squadra del Grande Slam, poi avrebbe trovato un grande interprete in Nando Gentile nell’era Stefanel. Quando Alessandro Gentile arrivò a Milano il numero era proprietà di Jacopo Giachetti e lo sarebbe rimasto fino all’estate del 2013. Partito Giachetti, il numero lo voleva anche Keith Langford. Ma di fronte all’insistenza di Alessandro, per ragioni familiari, Langford giocò ancora con il 23 e Gentile diventò Capitano dell’Olimpia con lo stesso numero con il quale lo era stato il padre.

Dopo una storia così ricca di colpi di scena, ora tocca a Vladimir Micov, da 12 anni il numero 5 è suo. In altre squadre. Adesso lo è all’Olimpia.