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sabato 1 dicembre 2012
Io, Keith Langford vi dico chi sono

Dopo la grande prova di Ancona, Keith Langford si è riappropriato del primo posto nella classifica dei tiri liberi. Ecco l’intervista che verrà pubblicata anche sul Game Program della partita distribuito domenica al Mediolanum Forum (potete scaricarlo qui: Game Program EA7-Sassari. E altri dati sulla sua stagione e quella dell’EA7 Emporio Armani.

Keith Langford è il primo ad ammetterlo: “Se in tv c’è una partita di football contemporaneamente ad una basket guardo la prima. Il football è sempre stato la mia prima scelta: da dove vengo io, in Texas, è lo sport dominante”. Ma poi successe qualcosa: “Anche al liceo era una cosa seria e gli allenatori non permettevano che si praticassero due sport, in più gli avversari diventavano sempre più grossi e pesanti, mi ruppi anche un piede, e alla fine decisi che il mio sport era il basket”. Così una potenziale carriera da quarterback (“Non ero un grande passatore ma sapevo correre, un po’ come Michael Vick”, ride) è diventata una grande carriera da guardia. Caminciato alla North Crowley High School di Fort Worth, a pochi chilometri da Dallas. “Ero d’accordo per andare all’università del Mississippi. Non ero consideratissimo. Poi nel mio ultimo anno di liceo esplosi, mi convocarono ad un camp per i migliori giocatori del paese, feci bene e l’interesse aumentò in modo esponenziale. Così mi svincolai da Mississippi e decisi di accettare le proposte di Kansas”. Al secondo anno giocò la finale per il titolo NCAA dopo aver battuto in semifinale Marquette, segnando 23 punti contro i 19 di Dwyane Wade e i cinque di Travis Diener. “Se tornassi indietro probabilmente, sapendo quello che so oggi, lascerei il college per la NBA. Era il momento di massima notorietà che sarebbe stato intelligente sfruttare, invece rimasi altri due anni. Forse fu un errore, nella NBA non ho sfondato ma le cose sono andate bene lo stesso”.

Langford viene da una famiglia di cestisti. “Mio padre ha giocato a Texas-Arlington, come mia madre e mia sorella, Takiyah. Ho tre fratelli che giocano tutti, uno ha finito il college nell’Alabama a Talladega, uno gioca a Kansas come me e un altro ancora è al Kolossus Rodi in Grecia”. Quest’ultimo è Kevin Langford, due anni più grande di Keith, e 10 centimetri più alto, proprio come il più giovane, Justin, al terzo anno ai Jayhawks di Kansas. “Li sento al telefono tutti i giorni, cerco i tabellini su internet, non mi perdo nulla di loro”, racconta Keith in attesa che arrivi in famiglia Kayce Charles Langford. “Il mio primo figlio nascerà a marzo. Voglio solo mettergli in mano il primo pallone, naturalmente a sinistra, voglio vedere i primi passi. E’ una cosa estremamente eccitante”.

Keith è alla settima stagione da professionista. In Italia è stato a Cremona, Biella e Bologna, è stato in Russia a Mosca (Khimki) e a Tel Aviv. “Il clima ti permette di vivere la vita meglio che a Mosca, per esempio. Venendo dagli Stati Uniti è stata soprattutto una questione di adattamento, di capire quando i negozi sono aperti e quando chiusi, cosa puoi fare a certe ore. Vivo in zona Sempione e fino a quando il tempo è stato buono mi piaceva uscire e fare due passi dentro il parco. In Italia sono un po’ a casa mia. Milano è una città in cui domina il calcio ma sono rimasto impressionato quando mi è stato chiesto, per strada, di fare qualche foto con i tifosi. E’ bello e non opprimente come succedeva a Bologna che per seguito e attenzione è incredibile”. I tifosi dell’Olimpia hanno cominciato a pensare a lui come ad uno dei grandi americani della storia del club “che però è fatta soprattutto di vittorie, io conosco i grandi americani passati di qui come Mike D’Antoni. Prima, non li associavo a Milano, adesso sì, ma soprattutto sono entrati nella storia perché hanno vinto”.

Vincere è quello che vuole fare anche lui. “Mi considero un giocatore aggressivo, qualche volta attacco per segnare e qualche volta per creare a favore dei compagni, mi considero completo e sono ancora in fase di adeguamento. In difesa non sarò mai uno specialista ma so che più si alza il livello e più sei tenuto a difendere per giocare e vincere”.

TIRI LIBERI:  LANGFORD TORNA IN TESTA

Dopo 19 tiri liberi consecutivi a segno, Keith Langford ha sbagliato l’unico tentativo di Cremona ma subito dopo ha ricominciato la serie facendo 7/7 ad Ancona. Adesso con 26/27 ovvero il 96.3% è tornato al primo posto della speciale graduatoria. Da notare che Langford ha un tiro libero di vantaggio su Bootsy Thornton, avversario nella squadra di Sassari e tre su Drake Diener, anche lui di Sassari. Ioannis Bourousis invece è settimo con l’88.0%

Giocatore Squadra Tiri liberi %
KEITH LANGFORD Milano 26/27 96.3
Bootsy Thornton Sassari 25/26 96.2
Gigi Datome Roma 49/51 96.1
Drake Diener Sassari 23/24 95.8
Massimo Bulleri Venezia 21/23 91.3
…IOANNIS BOUROUSIS Milano 22/25 88.0

L’EXPLOIT DI ANCONA (E ALTRO…)

Keith Langford ad Ancona ha stabilito il suo record personale nel campionato italiano segnando 30 punti. Si è trattato anche della miglior performance realizzativa della giornata e della stagione per un giocatore dell’EA7 Emporio Armani (prima di domenica al top c’erano 26 punti di Ioannis Bourousis). Ma la prova va oltre: l’ultima volta che un giocatore dell’Olimpia ha toccato i trenta risaliva al 15 febbraio 2009 quando David Hawkins ne fece 35. Curiosamente successe anche allora contro la Sutor Montegranaro e in trasferta. Solo che all’epoca il club marchigiano giocava a Porto San Giorgio e non ad Ancona.

I FALLI SUBITI – Keith Langford sta subendo 4.9 falli per gara, ma dopo averne subiti tre nelle prime due gare, nelle successive sei presenze (non ha giocato contro Reggio Emilia), Langford ha subito 36 falli cioè 6.0 di media.

LE ULTIME TRE – Nelle ultime tre partite Keith Langford ha segnato 70 punti, ovvero 23.3 di media con 4.6 rimbalzi, 2.3 assist di media e 16/17 dalla linea di tiro libero.  In queste tre partite ha 15/23 da due e 8/16 da tre.

CURIOSITA’ EA7

I 10 rimbalzi di Cremona sono stati il massimo stagionale per Richie Hendrix. Grazie a questi, l’americano dell’EA7 ha realizzato la prima doppia doppia stagionale, 11 punti e 10 rimbalzi. Aveva segnato 11 punti anche contro Caserta e 10 contro Avellino ma mai era andato in doppia nei rimbalzi.

GIACHETTI PORTA BENE – Nelle prime nove giornate di campionato, Jacopo Giachetti ha giocato 22 minuti frazionati in quattro gare e segnato 8 punti totali. Ma quando è entrato, l’EA7 ha sempre vinto: Caserta, Roma, Cremona, Ancona.

IL PRIMATO DI MELLI – I nove rimbalzi catturati a Cremona, in 14 minuti, di cui 4 in attacco sono il primato personale di Nicolò Melli in Serie A.

TIRI LIBERIL’EA7 è prima nei tiri liberi con il 79.3%, ma il Banco di Sardegna è secondo con il 77.5%.

TIRI DA DUEEA7 e Banco di Sardegna hanno la stessa percentuale di realizzazione nel tiro da due, il 54.7%. Fa meglio solo Brindisi con il 55.8%.

SCORING TEAMSIl Banco di Sardegna viaggia alla media di 85.1 punti per gara, cifra buona per il secondo posto in Serie A dietro Varese. L’Olimpia segna sette punti in meno, 78.1, ma è sempre quinta in graduatoria.

ECCO ROKKO!

Due partite sono poche ma Rok Stipcevic nelle ultime tre gare di campionato ha cambiato marciata segnando 32 punti in 30 minuti, media straordinaria. Ecco le sue cifre frazionate.

Periodo Minuti Punti Tiri da 3
Stagione 11.0 5.0 10/21
Prime 6 9.8 2.2 2/10
Ultime 3 13.3 10.7 8/11