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Il “Premio Gianni Brera” a Coach Dan Peterson

12/03/2018
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Coach Dan Peterson riceve questa sera dal Gruppo Lombardo Giornalisti Sportivi il premio intitolato al grande scrittore Gianni Brera nella sua annuale cerimonia di premiazione. Un altro riconoscimento importante per il coach che ha legato gran parte della propria carriera all’Olimpia con cui ha vinto quattro scudetti, una Coppa dei Campioni, due Coppe Italia, una Coppa Korac. Peterson è stato insignito dell’onoreficenza “per aver saputo, nella sua attività di commentatore TV, e sui giornali, applicare un linguaggio nuovo e coinvolgente. Un po’ come faceva Brera”, secondao la motivazione.

Peterson arrivò a Milano da Bologna dove aveva vinto uno scudetto e si era affermato. Prima di venire in Italia era un coach abbastanza sconosciuto: era stato assistente a Michigan State, capoallenatore con buoni risultati a Delaware e poi aveva ottenuto i migliori risultati della storia della Nazionale cilena. Arrivò alla Virtus Bologna perché il prescelto, Rollie Massimino, all’ultimo momento ricevette la proposta irrinunciabile di Villanova, e lui era libero. A Milano ebbe un successo strepitoso e firmò un’epoca d’oro del club: nel 1979 portò la squadra in finale ed era la cosiddetta “Banda Bassotti” che giocava quasi sempre con quattro piccoli, nel 1982 vinse però lo scudetto inserendo Dino Meneghin accanto a John Gianelli. L’Olimpia giocò sei finali consecutive sotto Dan Peterson: vinse anche nel 1985, nel 1986 e nel 1987, perse nel 1983 cedendo a Roma all’Eur davanti a 12.000 spettatori contro la squadra di Larry Wright e nel 1984 in casa contro Bologna giocando senza Meneghin, squalificato dopo la vittoria di gara 2 in Emilia. Peterson fu grande in panchina e anche fuori, diventò un personaggio televisivo, un testimonial pubblicitario, un giornalista di successo. Rese famose la zona 1-3-1 e il gioco a elle D’Antoni-Meneghin o slogan come “sputare sangue”. E ricostruì la mentalità internazionale del club: portò l’Olimpia a due finali di Coppa dei Campioni, perse di uno con Cantù a Grenoble nel 1983 ma vinse contro il Maccabi nel 1987, fece il “Grande Slam” dell’87 ma vinse anche la Coppa Korac nel 1986. Fu decisivo nel dialogare con grandi campioni NBA come Bob McAdoo e Joe Barry Carroll, ma anche a valorizzare giovani americani quali Russ Schoene e Cedric Henderson. Si ritirò a 51 anni nel 1987, tornando in panchina nel 2011!