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domenica 14 luglio 2013
Hall of Fame 6: Sandro Gamba

Sandro Gamba (nato a Milano il 3 giugno 1932) cominciò a giocare a basket nel 1945 a 13 anni di età. Il 25 aprile del 1945, mentre l’Italia veniva liberata lui fu colpito alla mano destra da una sventagliata di mitra. Il basket si sarebbe presto trasformato in una magnifica ossessione ma in quel momento era  soprattutto uno strumento terapeutico. Serviva per riacquistare l’uso della mano. Cinque anni dopo debuttò  in serie A e vinse subito il primo scudetto conquistato sotto l’ala di Cesare Rubini che per lui sarebbe stato amico, forse un fratello maggiore. Gamba avrebbe vinto da giocatore 10 scudetti tutti con l’Olimpia – l’unica squadra per cui abbia mai giocato – , sarebbe diventato il capitano della squadra, il simbolo del club, un giocatore di carattere e leadership più che di talento, caratteristiche che lo avrebbero poi identificato anche come allenatore. Gamba era allenatore in campo, stellina della nazionale italiana, soprattutto ossessionante difensore. Alle Olimpiadi di Roma nel 1960, dov’era il capitano della formazione guidata da Nello Paratore, fu selezionato dalla Nasa: aveva le qualità fisiche e psichiche del potenziale astronauta. Rifiutò  la proposta e cominciò a una seconda carriera nel 1965. Da allenatore. E non è stata meno vincente di quella da giocatore.

Come assistente di Cesare Rubini si sdoppiò virtualmente in due ruoli, general manager (suoi i colpi sul mercato americano) e allenatore “de facto”. Dopo aver costruito l’Olimpia degli anni ’60, inizio anni ’70, diventò allenatore a Varese vincendo due titoli europei e poi prese in mano la Nazionale e conquistò traguardi storici come l’argento olimpico del 1980 e l’oro europeo del 1983. Da allenatore sviluppò una tremenda passione per il basket americano, sviluppò la conoscenza della lingua inglese e una credibilità tale da diventare meritatamente membro della Hall of Fame del basket mondiale, incluso come allenatore. Ma avrebbe potuto esserlo anche da giocatore.