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martedì 12 marzo 2013
Gentile: “Sì, sto alzando la parabola”

In tre giorni oltre 200 domande arrivate attraverso tutti i canali possibili. La prova da 22 punti contro Siena (e poi quella da 23 a Venezia) ha acceso l’entusiasmo della tifoseria biancorossa per Alessandro Gentile, golden boy di 20 anni e già protagonista (non da adesso) del campionato di Serie A. L’iniziativa “Fai una domanda ad Alessandro Gentile” è stata un successo senza precedenti. Abbiamo selezionato una serie di domande e qui ci sono le risposte di “Ale”. Dieci degli autori di queste domande hanno ricevuto o stanno per ricevere un gadget autografato dal campioncino dell’EA7 Emporio Armani. Ecco la prima parte (nel video il celebre canestro dall’angolo, su imbeccata di Nic Melli, realizzato contro Siena)

E’ solo un’impressione o hai modificato la meccanica del tiro dalla lunga distanza cercando di alzare di più la parabola rispetto a prima? Claudio Carradori

“E’ vero, sto lavorando per alzare la parabola. Complimenti, domanda e rilievo degne di un allenatore. Sei un allenatore?”

A che età hai cominciato a battere tuo padre Nando nell’uno contro uno? Alberto Pallavicini

“Lui direbbe che non ho ancora cominciato, in realtà diciamo che da quest’estate lo supero regolarmente”.

A quanti anni hai cominciato a giocare? Da piccolino qual era il tuo giocatore preferito? Qual era la tua squadra preferita? Quanti punti segnavi di media quando avevi 12-13 anni? Chi è il giocatore più forte della serie A? Riccardo Gulfanti Fiori

“Mamma mia quante domande! Hai solo nove anni? Complimenti! Allora: ho iniziato tardi rispetto a molti altri gicoatori, avevo circa 12 anni; il mio campione preferito era Dejan Bodiroga ma tifavo sempre e solo per la squadra in cui giocava mio padre quindi nell’ordine ho tifato per Milano, Panathinaikos eccetera… Segnavo molto, nelle giovanili i 30 di media erano abbastanza regolari, qualche volta anche 40. In Serie A oggi il giocatore che mi piace di più, a patto che non sia nell’Olimpia, è Travis Diener, il playmaker di Sassari”.

Quando giochi, senti il peso della maglia storica che porti? Che emozione ti dà? Leonardo Ubbiali

“Sì, lo sento, ma non lo considero un peso: la parola giusta è onore. Avverto l’onore e la responsabilità di indossare la maglia dell’Olimpia”.

Quando hai ricevuto la telefonata dell’Olimpia, hai pensato fosse un punto d’arrivo per la tua carriera o un punto di partenza? Lorenzo Arcari

“Un punto di partenza, ovviamente: quando sono venuto a Milano non avevo ancora compiuto i 19 anni, sarebbe stato folle sentirsi arrivato. Non lo sono neanche adesso”.

In questa stagione ogni volta che hai raggiunto un buon livello di forma e fiducia sei incappato in infortuni. Quanto è stato difficile per te arrivare ai livelli della partita contro Siena conquistando un pubblico esigente come quello di Milano? Stefano Gibertoni

“E’ stato molto faticoso, se ci sono riuscito lo devo principalmente al nostro grande fisioterapista Claudio Lomma, che mi è stato sempre vicino. Non esiste per un gicoatore sensazione peggiore che trovarsi fuori dal campo, infortunato”.

Come vivi la convivenza con Hairston e Langford? Per te è piu un limite per la tua crescita o un’occasione per migliorarti allenandoti con loro?

“Sono due grandi campioni, esperti, allenarmi con loro è una grande opportunità per migliorare e trovare spazio in mezzo a loro è difficile quindi è uno stimolo a migliorare”.