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giovedì 2 maggio 2013
Gasol: il prologo al libro di coach Scariolo

“Hablando en Plata” è l’autobiografia scritta da coach Sergio Scariolo assieme alla moglie ex giocatrice Blanca Ares. Uscirà in Spagna alla fine del mese. In castigliano il titolo significa parlare chiaro ma il gioco di parole è trasparente perché “plata” significa anche argento ovvero la medaglia olimpica vinta a Londra 2012. Qui vi proponiamo la prefazione scritta da Pau Gasol.

“Il mio primo ricordo di Sergio risale al 2000, un campionato che il Real Madrid vinse nel Palau alla quinta partita delle finali della Liga ACB. Era la mia prima stagione da tesserato con la prima squadra del FCBarcelona. All’epoca mi sentii molto triste e deluso, realizzando che ci eravamo fatti scappare un titolo in casa quando addirittura Alberto Herreros, uno dei migliori giocatori del Real in quel momento, non giocò per un infortunio. Non ci aspettammo la prestazione stellare di Alberto Angulo in quella partita.
Nel corso degli anni, interessandomi a questo allenatore al centro dell’attenzione nel momento iniziale della mia carriera, mi fu chiaro di come Scariolo fosse uno degli allenatori più brillanti e precoci del basket europeo, e che dovunque era andato aveva vinto titoli.
Nella stagione successiva, la motivazione della squadra e la mia erano molto grandi. Conseguimmo un “doblete” in due finali contro il Real Madrid: la Coppa del Re a Malaga, e il campionato. In entrambi i casi ebbi un ruolo di primo piano e ottenni il premio di miglior giocatore. Poco sapeva Sergio, e poco sapevo pure io, di quanto la finale dell’anno precedente mi avesse motivato.
Non è necessario commentare la carriera di Scariolo. In tutte le società dove ha allenato ha vinto titoli e ha mostrato una disciplina e una solidità nel gioco che possono essere solo frutto di un lavoro ben fatto. Con buonsenso, con volontà e ispirazione, amando questo sport. E intelligentemente. Nel corso degli anni in cui è stato allenatore della nazionale spagnola, i risultati non lasciano dubbi: due campionati europei e argento olimpico.
Le Olimpiadi del 2012 sono state un qualcosa di speciale. La Spagna arrivava da molti campionati di fila ad alto livello, due titoli europei consecutivi e ancora una volta c’erano grandi aspettative per un torneo che è un sogno assoluto. Stavolta non dovevamo andare così lontano, infatti i giochi erano a Londra, a due passi da casa. Erano le prime Olimpiadi per Sergio. L’obiettivo era subito molto ambizioso, non raggiungere la finale e non poter lottare per la medaglia d’oro sarebbe stato un fallimento. In effetti, per molti è stata una delle attrazioni del torneo olimpico: la finale del basket in cui si affrontavano Spagna e Stati Uniti, e per la nostra squadra una grande opportunità di mettere un tocco dorato all’avventura di una generazione unica.
Auguro a Sergio il meglio in molti altri anni di carriera professionale e nella vita privata. È uno dei più grandi nomi del basket europeo e so che gli rimangono ancora molte cose da raggiungere dentro e fuori il mondo dello sport.
Pau”