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giovedì 17 ottobre 2013
Euroleague Adventures: Istanbul 1

MERCOLEDI’ ORE 13.00 - Teatro della partenza dell’Olimpia per la prima trasferta di Eurolega è l’ippodromo di San Siro. Lì attende il pullman che deve portare la squadra alla Malpensa per il volo delle 15 in punto. La squadra ha appena terminato l’allenamento mattutino in cui si registrano le seguenti difficoltà: Kristjan Kangur non ha recuperato e non recupererà nemmeno per la partita di Varese di domenica; la spalla sinistra che tormenta David Moss dalla partita di Brindisi (spinta, caduta su un sostegno del canestro) non gli permetterà di viaggiare per la Turchia e quindi una squadra che già deve fare a meno anche di Angelo Gigli perderà una delle sue pietre angolari. Verso la fine della seduta prende una ginocchiata anche Samardo Samuels: il centro finisce l’allenamento in anticipo con il ghiaccio sul ginocchio sinistro. Se le sfortune compattano, qui ci si compatterà di sicuro. Ma a Istanbul si sperava di poter volare in circostanze migliori. Tirano su il morale le divise dei giocatori, le stesse che lo staff indossa durante le partite, senza cravatta, senza camicia bianca, quindi abito blu scuro, polo blu, stemma Olimpia sul petto, a sinistra laddove batte il cuore, scarpe rosse da passeggio.

MERCOLEDI’ ORE 15.00 - Il volo Turkish Airlines che si appresta a decollare è griffato “Borussia Dortmund”, la squadra di calcio tedesca che ha fatto la finale di Champions League nell’ultima stagione. Colori giallo e nero, scritta gigante. Il volo, per una volta, è pieno solo per metà quindi si viaggia bene, senza problemi di spazio. Si estraggono pc e i-pad, anche qualche quotidiano e si commentano le vicende del giorno. Ad esempio l’acquisizione del 70% dell’Inter da parte dell’imprenditore indonesiano, Erick Thohir, che è anche il proprietario di squadre indonesiane di basket e del 15% dei Philadelphia 76ers della NBA. Il general manager Flavio Portaluppi, al solito, approfitta del silenzio telefonico dell’aereo per concentrarsi sullo scouting. La partita del giorno è del campionato spagnolo, Real Madrid-Bilbao.

MERCOLEDI’ ORE 19.00 – Sarebbero le 18 italiane ma il fuso orario “ruba” 60 minuti. Istanbul dall’alto è enorme, bellissima, trafficata e soprattutto attraversata dal maltempo. Pioggia a catinelle. Fila lunghissima anche al controllo passaporti. E il viaggio verso il Barcelò Hotel, non lontano dall’Abdi Ipekci richiede un’altra quarantina di minuti abbondanti. Si arriva all’ora della cena, seguita dal meeting tecnico mentre in tv arrivano le immagini di Siena-Galatasaray. Nello stesso hotel c’è lo Spartak San Pietroburgo che gioca in Eurocup contro il Besiktas. Il momento più esilarante è quando la squadra esce dalla sala da pranzo e Jerrells, Haynes, Langford e Samuels seguono religiosamente il general manager Portaluppi. Peccato stesse andando non nella saletta prenotata per la riunione tecnica ma nella sua camera privata. I ragazzi se ne accorgono, sorridono e fanno marcia indietro.

GIOVEDI’ ORE 10.00 – Si parte per l’allenamento. Il tragitto è breve, la pioggia tanta. L’Abdi Ipekci, dove l’Olimpia giocò nel 1992 l’ultima Final Four di Eurolega in un impianto che oggi è un po’ trasandato soprattutto all’esterno e nei corridoi ma all’epoca era nuovissimo, sorge accanto al palazzo della Federazione turca. L’Efes non si aspetta grande pubblico per il debutto in Eurolega. E’ un club particolare perché non è legato a nessuna polisportiva come invece Fenerbahce, Galatasaray e Besiktas quindi il tifo della gente di Istanbul è una scelta cestistica. L’allenamento si basa su ripasso dei giochi soprattutto avversari e tanto tiro. Si finisce con la solita gara di tiri da metà campo. Momo Tourè rischia di far saltare il banco segnando al primo colpo ma prima che termini il giro segna anche CJ Wallace quindi tutti tornano in gara. In momenti diversi segnano Haynes, Gentile, Jerrells. Fatto atipico. Alla fine restano Wallace e Gentile ma nessuno trova il canestro. Arriva l’Efes e si abbandona il campo. Mentre si guadagna la via del pullman, arriva Semih Erden, centro avversario, della Nazionale ed ex NBA tra Boston e Cleveland. Curioso che abbia la targa personalizzata. Intanto arrivando notizie da Milano sugli infortunati che sono ben tre.

KEITH ELEGANTISSIMO

Keith Langford, elegantissimo, sull'aereo che ha portato l'Olimpia da Malpensa a Istanbul

DENTRO L'ABDI IPEKCI

L'interno dell'Abdi Ipekci durante l'allenamento pre gara dell'Olimpia

ALLUNGAMENTI PER KEITH

Keith Langford durante gli esercizi di allungamento allo shoot-around della mattina