Successiva
Precedente
venerdì 14 dicembre 2012
Euroleague Adventures: Atene 1

L’ultima trasferta di questa Eurolega è cominciata presto a Milano con un lungo trasferimento alla Malpensa rallentato da cinque chilometri di coda per un incidente sull’autostrada. E’ stato l’unico piccolo inconveniente perché per il resto il volo diretto Milano-Atene ha reso tutto estremamente facile e in volo è stato recuperato persino il ritardo accumulato in partenza. L’ora di fuso orario di differenza ha obbligato ad un pranzo tardivo, così l’allenamento è slittato in orario atipico, alle 20 locali, al palasport della Pace e dell’Amicizia.

La trasferta era cominciata con un innocuo incidente diplomatico, un’intervista di Ioannis Bourousis rilasciata a OTE Tv all’inizio di ottobre ma mandata in onda solo adesso e anticipata da un estratto pubblicato su diversi siti internet e all’apparenza fuori da ogni contesto logico. Mossa un tantino scorretta ma corretta dall’intervento dello stesso Bourousis. I media ellenici sono notoriamente abbastanza aggressivi.

La squadra alloggia al Metropolitan Hotel, 45 minuti circa dall’aeroporto ma un breve tragitto dal palasport. L’impianto è identico al vecchio palazzone di San Siro, con il tetto a forma di conca. E’ grande, con spazi enormi a distaccare le tribune dal campo. Un po’ vecchio però e non troppo elegante. Ha vissuto il suo momento di gloria alle Olimpiadi del 2004, ma ad esempio le Final Four di Eurolega di Atene furono ospitate da Oaka, la casa del Panathinaikos. La gara di Atene conta poco: per l’EA7 avrebbe significato solo se il Cedevita vincesse di 36 e allora servirebbe una vittoria per qualificarsi ma in condizioni normali si gioca solo per l’onore. Il risultato che conta è quello della partita di Vitoria: la vittoria del cedevita qualificherebbe l’Olimpia, quella del Caja Laboral promuoverebbe i baschi.

C’è anche un tifoso al seguito. E’ venuto da solo, si chiama Omar Lombardi, fa parte del gruppo Curva Milano 1936. Trascorrerà tre giorni ad Atene, per fare il tifo in biancorosso e al tempo stesso completare la vista di una città affascinante. E’ venuto in hotel a ritirare il suo biglietto. Domani sarà solo contro tutti.

All’interno del palasport sono appese al muro le foto dei trionfi europei dell’Olympiacos: riconoscere i giocatori diventa una sorta di competizione tra gli allenatori. Coach Scariolo vince il concorso riservato alla scoperta del numero 4 del vecchio Olympiacos, volto conosciuto ma nome non indimenticabile. Scariolo parte da “Bagatskis” e arriva all’identità vera, Bagatsias. Bourousis spende diversi minuti con amici di Atene, dopo aver mostrato dal pullman a Rok Stipcevic la sua vecchia casa che dominava il lungomare. Si rientra in hotel alla 22.45, la solita cena al buffet con insalate, pesce, pollo, riso e macedonia. Le ultime energie sono dedicate alle rimanenti partite di Eurolega ovvero alla vittoria con sorpasso nell’ultimo minuto del CSKA a Barcellona. Poi è tempo di andare a dormire.

ROSSO OLIMPIA

Una cosa al Pireo l'hanno scelta giusta: i colori delle maglie e del loro impianto, poltroncine del parterre incluse come si vede

L'ALLENAMENTO DELLA VIGILIA

In tarda serata allenamento intenso per l'EA7: tutti presenti

FRONTE DEL PIREO

Nel girone di ritorno di Eurolega, l'Olympiacos è imbattuta. In casa, al Pireo, ha perso solo con lo Zalgiris, salvo vendicarsi