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mercoledì 5 dicembre 2012
EA7-Zalgiris: il fascino delle sfide decisive

Una specie di spareggio quello di venerdì al Mediolanum Forum, che l’EA7 Emporio Armani affronterà indossando le maglie nere mai viste quest’anno neppure in trasferta per una serie di coincidenze. Al fascino delle sfide decisive, molte delle quali hanno fatto la storia dell’Olimpia, è dedicato il numero del Game Program in distribuzione venerdì al Forum.

Non è corretto definire la gara con lo Zalgiris Kaunas una finale. Dopo, ci sarà ancora la partita con l’Olympiacos al Pireo e inoltre il destino europeo dell’EA7 Emporio Armani potrebbe dipendere anche dagli altri risultati. Ma se non è una finale gli somiglia molto. La differenza è che non è decisiva per la squadra lituana.

La storia dell’Olimpia è ricca ovviamente di partite senza domani come le chiamava il grande Dan Peterson. Appena un anno fa l’EA7 si qualificò per le Top 16 vincendo lo “spareggio” di Belgrado 72-66. La squadra aveva appena perso Danilo Gallinari – di rientro nella NBA – e si era imposta grazie a tre giocatori che saranno nuovamente in campo contro lo Zalgiris: Omar Cook segnò 17 punti e distribuì 6 assist, Malik Hairston fu il primo realizzatore firmando 18 punti con il 70% dal campo e infine Ioannis Bourousis segnò 13 punti. Un altro giocatore che andrà in campo contro la squadra simbolo del basket lituano, Antonis Fotsis, segnò appena 5 punti ma catturò 12 rimbalzi. Quella fu una partita significativa per lo stesso Alessandro Gentile: appena rilevato da Treviso, rappresentò il suo debutto in maglia Olimpia.

Nella stagione 2008/09, l’Olimpia perse le prime quattro partite della sua stagione europea ma vinse cinque delle ultime sei qualificandosi nello spareggio di Atene contro il Panionios. Luca Vitali giocò la partita della vita segnando 32 punti con 7/9 da tre e 7/7 dalla linea di tiro libero. Grazie a quella vittoria l’Olimpia conquistò le Top 16, risultato poi pareggiato dalla squadra della stagione passata.

Questo per quanto riguarda il passato recente, perché andando più indietro nel tempo si troverebbero imprese memorabili in gare da “vita-o-morte”. La più famosa è la storica rimonta sull’Aris Salonicco all’inizio della stagione 1986/87: sconfitta di 31 in Grecia, l’Olimpia rimontò in modo epico nel ritorno. Non ci fosse stata quella rimonta, non ci sarebbe stata neppure la Coppa dei Campioni vinta nel 1987. L’Olimpia vinse di 34. Anche nel 1966, anno della prima Coppa dei Campioni di una squadra italiana, non solo dell’Olimpia, l’accesso alla semifinale fu conquistato battendo al Palido 93-76 il Real Madrid grazie a 40 punti (!) di Nane Vianello. 27 li fece il grandissimo Bill Bradley, uomo-simbolo di quella conquista.

Un’impresa rilevante anche se poi infruttuosa è legata alla Saporta Cup del 1998: l’Olimpia rimontò in casa contro il Panathinaikos 18 punti di scarto qualificandosi per la finale di Belgrado che però la squadra – affidata a Franco Casalini dopo il divorzio da Franco Marcelletti – perse proprio contro lo Zalgiris Kaunas, esaltato dai 35 punti di Saulius Stombergas. Quella squadra lituana vinse l’anno successivo l’Eurolega a Monaco battendo in finale la Virtus Bologna campione uscente.

In altre parole, la storia dell’Olimpia in Europa è costellate di partite decisive, giocate senza margine di errore, spesso con l’obbligo di rimontare scarti consistenti. Imprese apparentemente disperate, gare interpretate con lo spirito giusto che hanno contribuito a costruire la storia di questo club. Quella con lo Zalgiris non entrerà probabilmente nella storia, in un senso o nell’altro, ma è una partita da Olimpia. Senza dubbio.