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Coach Messina: “Decisivo aver alzato la pressione difensiva nel secondo quarto”

07/11/2019
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Così Coach Ettore Messina ha commentato la gara con Vitoria: “La partita ha cambiato volto nel secondo quarto quando abbiamo alzato l’intensità difensiva soprattutto sui loro portatori di palla, specialmente con Mack e Della Valle. In più abbiamo ridotto le palle perse che all’inizio e un po’ alla fine ci hanno condizionato. Abbiamo fatto un gran lavoro di squadra su Shengelia, che era stato giocatore della settimana due volte di fila, e lì tutta la squadra ha aiutato. Mi è dispiaciuto non conservare un margine adeguato alla fine, ma è stata una vittoria importante, non facile, contro una squadra che ha tradizione, carattere, è sempre competitiva e molto ben allenata da Perasovic. Ringrazio anche il pubblico: ci ha sostenuto in modo decisivo quando nel primo quarto non stavamo andando bene”.

Su Della Valle: “Vedo un ragazzo che viene, parla poco, si allena tanto. Soprattutto ci sta dando una grande mano in difesa. I miei assistenti sono bravi a trovargli le marcature giuste e lui risponde come oggi contro Vildoza. Devo dire, ammetto, che un impatto del genere è comunque superiore alle mie aspettative, anche se pensvao potesse essere un elemento importante per noi”.

Su Mack: “In difesa è stato decisivo, soprattutto sul loro pock and roll che ci stava ammazzando all’inizio. Oggi in attacco ha fatto meglio, ha ancora la tendenza ad andare nel traffico che è figlia del mondo da cui proviene. Lì si aiuta meno dal lato debole anche perché tutti sono molto preoccupati dei due o tre giocatori di alto livello che ci sono in ogni squadra”.

Sulla squadra: “Abbiamo vinto qualche partita senza farci prendere dall’ansia quando le cose non andavano bene, ma in futuro dovremo essere bravi a confermare questa qualità anche quando perderemo delle partite. Ho la fortuna di avere giocatori come Rodriguez, Scola, Roll ad esempio, ma anche altri, che non si fanno troppo condizionare”.

Sulla difesa: “Mi fa piacere che il pubblico esulti per un’infrazione avversaria di 24″, ma qui a Milano di belle difese ne hanno viste tante quindi non sono sorpreso, anzi mi sarei stupito del contrario. Io ho l’etichetta di difensivista attaccata addosso, sono come Trapattoni, magari non è di moda, ma mi va bene così, perché in questo sport alla fine se vuoi vincere con continuità devi difendere”.