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martedì 30 luglio 2013
Bill Bradley: “Le tre lezioni di Rubini”

Per la terza e ultima partite del nostro “Bill Bradley Special” dedicato al suo 70esimo compleanno, ecco quello che il Senatore ha detto al nostro Arhur Kenney riguardo le sue sessioni di allenamento al Palalido e le tre lezioni apprese da coach Rubini.

“I miei allenamenti solitari consistevano essenzialmente in esercizi di tiro. La mia regola era segnare 25 tiri consecutivi da cinque posizioni e poi altri 15 consecutivi da altre tre posizioni. Non avrei lasciato la palestra fino a quando non fossi stato in grado di rispettare i miei obiettivi. Avevo bisogno di qualcuno per riprendere la palla e passarla passarmela fuori. Sandro Gamba faceva il volontario. Sandro sapeva che non sarebbe andato a casa e non avrebbe visto la moglie Stella fino a quando non avessi completato la mia routine! Io guardavo a Coach Rubini come se fosse il mio fratello maggiore e Sandro come al mio fratello minore. Sandro non andava a casa fino quando non avessi segnato i miei tiri quindi il mio obiettivo era fargli un favore e completare l’allenamento in tempo per farlo cenare a casa”.

Quali sono in sintesi le tre cose apprese da Cesare Rubini? “1) Essere consapevole di ogni cosa attorno senza essere emotivamente influenzato dal momento o distratto da quanto accade. 2) Che non è finita fino a quando non è davvero finita e la necessità di avere una vista a lungo termine. Un esempio classico è la Coppa Europa in cui il risultato finale dipendeva dalla somma di due partite, non solo una. 3) Che puoi essere un buon competitore, un guerriero come direste voi, e al tempo stesso una buona persona”. (3-fine)