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Basket for Good nel cuore di Gratosoglio: un successo per Olimpia e Laureus

11/02/2020
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Il progetto Basket for Good ha vissuto la sua seconda edizione raggiungendo nuovamente successi importanti. Ogni soddisfazione nasce però da un’idea e soprattutto dallo sviluppo di un gioco di squadra. E’ quanto accaduto per Olimpia e Laureus che hanno proseguito nella propria collaborazione sostenuti da un credo comune: attraverso lo sport è possibile contribuire in forma decisiva allo sviluppo sano e positivo delle giovani generazioni.

Laureus nasce proprio da questo credo, pronunciato dalla voce autorevole di Nelson Mandela 20 anni fa durante i primi Laureus World Sports Awards: “Lo sport ha il potere di cambiare il mondo”. Dall’ispirazione è però fondamentale passare alla concretezza del lavoro. Questo è lo spirito da cui nasce la partnership tra Laureus e Olimpia, il più importante club italiano di pallacanestro che, partecipando all’iniziativa One Team promossa da Eurolega, sceglie proprio di legarsi al lavoro che svolge Laureus nei territori periferici della città di Milano.

Ecco come si è arrivati a Gratosoglio, un quartiere del sud di Milano che presenta delle complessità tipiche della periferia di una grande città. E’ qui che Olimpia e Laureus hanno finalizzato le proprie forze, andando a proporre un percorso al’interno della scuola Baroni dell’Istituto Comprensivo Arcadia. E’ stata fondamentale la collaborazione da parte della scuola, infatti una volta individuata la classe, si è andato a lavorare con la maestra Federica sui bisogni del gruppo.

Il basket al servizio del percorso educativo e formativo dei bambini della 4° C della scuola Baroni.

Tutto ciò è stato possibile proprio grazie alla costruzione di un team di lavoro vincente: i coach Michele e Marilisa di Olimpia, pronti a mettere in gioco tutte le proprie competenze cestistiche ma soprattutto a mettersi in discussione e a disposizione della tutor Laureus, Alessandra, psicologa dello sport, la quale una volta raccolti i bisogni del gruppo ha guidato i coach alla costruzione di sedute utili al raggiungimento di obiettivi quali: il confronto con la regola, il rispetto e la valorizzazione della diversità del mio compagno, il bello di faticare insieme per un obiettivo.

Ogni esperienza, o momento, lascia a tutti qualcosa, ognuno può carpire o portare con sé pezzi differenti, ogni bimbo percepisce le emozioni e le esperienze in modo diverso, ma tutto insegna, e tutto arricchisce, ed è ciò che hanno potuto fare i bambini che hanno partecipato al progetto.

Uno dei ricordi principali riguardo il progetto, è quello di uno dei primi allenamenti, dove appena entrati in quella palestra, gli allenatori hanno visto 22 bambini correre all’impazzata per la palestra, urlando incuranti di chi potesse essere nei paraggi o chi gli stesse guardando o di chi avessero attorno a loro. Era il loro momento di sfogo, il loro piccolo momento di libertà che spesso i bambini si prendono, incuranti delle regole che dovrebbero seguire per stare in un gruppo e collaborare tutti assieme.

Una delle ultime immagini di questo percorso, che più è rimasta nel cuore di chi l’ha vissuto come parte principale, ovvero lo staff che ha seguito i vari allenamenti, coloro che sono scesi in campo accanto ai bambini, che si sono messi in gioco con loro, è stata quella del momento finale, dove l’ultimo incontro, nella palestra di allenamento dell’Olimpia Milano al Mediolanum Forum, i bambini attorniati da tanti giocatori, e da tanta gente, hanno saputo stare alle regole, del silenzio, del sapersi comportare, del rispettare una fila (quella del momento degli autografi)e dello stare in gruppo. Tutto ciò è segno di una vera e propria crescita personale di ognuno di loro, di ciò che questo progetto, le persone affianco a loro hanno saputo regalare e ciò che i bambini hanno saputo cogliere. Non può che essere un bilancio finale positivo per questo progetto che ha lasciato nel cuore di ognuno di loro, qualcosa di magico, di reale e di importante che se nel futuro non tutti diventeranno  dei giocatori di basket un domani, saranno di sicuro persone migliori, con nel cuore un’esperienza che ha lasciato il segno. Vederli correre nella palestra del forum con tutti i giocatori vicini, non era vederli correre urlanti come al primo allenamento, la loro energia era la stessa, la loro voglia di libertà era uguale, ma a contraddistinguerli era il rispetto per gli altri, per le regole che bisognava rispettare per essere e stare in quel luogo e per vivere quell’esperienza così bella e indimenticabile.

I loro sorrisi, i loro abbraccio rappresentano il positivo epilogo di questo bel percorso, durato quasi tre mesi, fatto da momenti no, ma anche da momenti positivi e formativi, ognuno delle persone che ha partecipato ha colto qualcosa di bello da ognuno, anche i coach stessi hanno imparato, si sono messi in discussione, hanno provato a conoscersi meglio pe un fine comune, regalare un  sogno, anche se in piccolo, ad ognuno di loro. Dal lavoro in palestra al sognare in grande con le esperienze di incontro con i campioni dell’Olimpia Milano, prima all’interno della scuoa, poi con la partita di Eurolega e infine la grande emozione di assistere a una seduta di allenamento, per scoprire l’enorme lavoro che si cela dietro i più importanti risultati.

Con Basket for Good abbiamo messo un seme, noi di Olimpia e di Laureus, con l’obiettivo di migliorarci e raggiungere sempre più bambini affascinandoli al bello dello sport.