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lunedì 14 ottobre 2013
Banchi: “Ci servono più qualità e continuità”

Ecco la sintesi di quanto dichiarato da coach Luca Banchi dopo la partita di Brindisi. “Loro sono già in buone condizioni e stasera hanno trovato una buona prestazione come volontà, atteggiamento e atletismo. Sapevamo che Brindisi avrebbe giocato con entusiasmo e aggressività e cosi è stato, ci hanno rallentato e costretto a grandi sforzi per rimontare. Eravamo stati capaci nel secondo quarto di giocare minuti buoni sia in attacco che in difesa, controllando meglio penetrazioni e rimbalzi nonostante il gap fisico e atletico, e su quel vantaggio speravo di costruire un approccio migliore nel terzo periodo. Invece siamo tornati subito sotto e abbiamo dovuto produrre una seconda rimonta rallentata dai tre canestri da tre che hanno segnato nell’ultimo periodo e ci hanno tenuto lontano. Nonostante questo abbiamo avuto il tiro del meno 1 di Gentile e ci avrebbe permesso di giocarcela fino alla fine. Loro nei secondi finali sono stati piu lucidi. Abbiamo fatto scelte obbligate dalle assenze nel settore lunghi, non farei differenza tra titolari e panchina perché questo ci ha forzato a utilizzare quintetti particolari. Speravamo di essere più continui invece ci sono stati strappi che sono stati fatali. I singoli? Faccio valutazioni di squadra. Ci serve qualità di gioco migliore, anche se la loro aggressività ci ha rallentato”.
Sui falli tecnici: “Al pubblico può essere sembrato strano e chiaramente è contro lo spirito del gioco perchè se il fine è punire l’ostruzionismo, questo non era l’intento delle due squadre, ma gli arbitri hanno applicato quello che è il regolamento. Il problema è che oltre ai 4 punti ci sono costati i falli personali e per Wallace era il quarto”.
Sull’espulsione di Gentile: “La protesta credo fosse figlia della frustrazione perché chiedeva spiegazioni che non gli sono state date. C’è stato il rifuto del dialogo. Lì avevamo due falli da spendere. Ma dopo due falli evidenti non fischiati è stato sanzionato il terzo sul canestro di Dyson, poi la protesta non l’ho vista”