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Arturas Gudaitis, il “fighter” che non si spezza e ora è tra i grandi

22/01/2019
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Sarebbe stato un grande supermassimo, un lottatore infaticabile, che si piega ma non si spezza e a fine incontro abbraccia l’avversario e magari gli offre da bere, perché Arturas Gudaitis è anche un ragazzo educato, leale. Quando dopo la partita di Sassari è stato squalificato era disperato non per la sanzione o perché la realtà dei fatti era stata letta in modo impreciso, ma perché temeva di aver diffuso di sé stesso l’immagine sbagliata. Gudaitis è il giocatore che si commuove dopo uno scudetto vinto a Milano. O si scioglie nell’intimità familiare con la sua bambina di due anni, piccola e bellissima. Sarebbe stato un grande supermassimo, magari avrebbe vinto una medaglia olimpica ripercorrendo le orme del padre che ha vinto 13 titoli lituani. Avrebbe probabilmente voluto vedere il suo Arturas su una pedana. Ma Arturas Gudaitis è un lituano vero e i lituani prima di pensare a qualsiasi tipo di sport pensano al basket che è una specie di religione a casa loro. Anche a Klaipeda, sul mare, in mezzo al vento, che non lo sposta.

“Tutti in Lituania amano il basket, abbiamo sempre avuto una nazionale forte, fin dagli anni ’90. Quei giocatori sono stati un esempio per me, vederli mi ha dato l’ispirazione per diventare un giocatore di basket. Ma ho cominciato relativamente tardi, a 15 anni circa”, racconta Arturas il cui destino in un certo senso è nel nome. Arturo come Arthur Kenney, uno dei due giocatori la cui maglia è stata ritirata, che come lui era orgoglioso di essere un giocatore di energia, intenso e amante del lavoro sporco, duro. Gudaitis lo mette prima anche rispetto all’ambizione umana di segnare tanti punti. “Piace a tutti ma io sono contento anche se non segno. Ho altri compiti”, dice. Kenney diceva la stessa cosa. Il rovescio della medaglia è che di Gudaitis – come fu per Kenney – si nota la fisicità, la durezza, la capacità mostruosa di “finire” al ferro, prendere fallo e completare il gioco. E si trascura la tecnica, la mano dolce, i progressi enormi compiuti nel gioco spalle a canestro. Non è più solo un roller o un rimbalzista d’attacco. Gudaitis sa mettere la palla in terra se serve, sa lavorare sul piede perno e attaccare l’avversario dal post basso. E’ il frutto di un anno abbondante di lavoro sia in palestra che in campo per affinare il gioco di piedi, le finte, il mezzo gancio.  E’ un “fighter” ma soprattutto è un interprete perfetto dello spirito Olimpia: zero chiacchiere, zero ego, solo tanta combattività e totale dedizione alla causa.

Gudaitis è di Klaipeda, città di discrete tradizioni cestistiche, ma l’esplosione è avvenuta a Kaunas (ha debuttato in EuroLegue con lo Zalgiris) e poi è stata completata a Vilnius dove si è guadagnato il diritto di essere scelto nei draft NBA sia pure al secondo giro. “Ricordo quel giorno, ero in America: per ogni giocatore di basket penso sia un onore essere scelto da un club NBA. E’ come un segnale che quanto hai fatto fino a quel momento è stato fatto bene”, racconta. I suoi diritti, acquisiti quella notte da Philadelphia poi sono passati a Sacramento e infine a Cleveland. Ma Gudaitis si sta consacrando a Milano. Due anni fa era stato eccezionale in Eurocup: l’Olimpia voleva un centro e decise di puntare su di lui. Ci fu una trattativa con Vilnius ma portarlo via a metà stagione risultò impossibile, poi ebbe anche un infortunio che lo fermò quando probabilmente era il segreto meglio custodito dell’intera Eurocup. L’Olimpia virò sul suo “gemello americano” Kaleb Tarczewski, un altro colpo per il club. La trattativa per Gudaitis venne ripresa sei mesi dopo. Arturas arrivò a Milano a settembre e vinse subito la Supercoppa, poi debuttò in campionato con un doppio 17. I record non lo interessano – “Non valgono niente se non sono accompagnati da una vittoria”, spiega – ma ne ha tanti. In EuroLeague detiene il primato di rimbalzi per una gara di un giocatore dell’Olimpia, con 17. Nelle graduatorie individuali combatte tra i migliori nei rimbalzi, nei falli subiti, nei tiri liberi procurati e segnati, nella percentuale di tiro e nella valutazione. E’ una macchina di efficienza.

Synergy, la società di analisi video statistica che lavora per EuroLeague, ha appena pubblicato uno studio che lo incorona al primo posto nella classifica dell’efficienza, nei punti prodotti per possesso di palla. Le cifre lo pongono al livello dei migliori giocatori di EuroLeague nel suo ruolo, diverso da Jan Vesely o Brandon Davies, più piccolo di Walter Tavares o Nikola Milutinov o del veterano Ante Tomic, ma durissimo, completo, una meravigliosa combinazione di forza, tecnica, generosità, altruismo.

IL CONFRONTO

Arturas Gudaitis è chiaramente tra i centri più efficaci della stagione di EuroLeague. Ecco il confronto con i primi 10 della valutazione, attraverso i numeri

GUDAITIS NELLE GRADUATORIE

Arturas Gudaitis, in EuroLeague è nei primi cinque in sette voci statistiche. Gudaitis è anche primo per tiri liberi segnati e procurati. Figura nei primi 10 nella classifica marcatori (10°), nei rimbalzi difensivi (8°), nei tiri dal campo (10°).