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venerdì 23 novembre 2012
All-Access Olimpia: lo spogliatoio

La lavagna con fogli asportabili con gli schemi da ricordare, il lettino del fisioterapista per i trattamenti pre partita e per fasciare le caviglie (“Non fossi stato fasciato la mia caviglia sarebbe rimasta a Istanbul”, scherza Alessandro Gentile) ovvero il regno di Massimo Simonetta e Claudio Lomma o dell’osteopata Giovanni Bassi anche se l’uomo-ovunque è Ale Barenghi, magazziniere tuttofare. Gli armadietti, la privacy. Lo spogliatoio è come un santuario, avviene tutto lì dentro. Gioia e dolore. Rabbia e sorrisi. C’è il ghiaccio e ci sono tante altre cose. Ci si parla e si scherza, si alza il volume del proprio i-pod o ingrandisce lo schermo dell’i-pad, tutto quello che serve per trovare la concentrazione e provare a vincere. Si suda, si fatica, si vivono le tensioni. Tutto in quello spazio, relativamente piccolo, relativamente confortevole. Noi vi portiamo dentor lo spogliatoio dell’Olimpia grazie alla macchina fotografica di Giulio Ciamillo (diritti riservati)

IL LETTINO DI BOUROUSIS

Ioannis Bourousis sul lettino del fisioterapista prima della partita. Nicolò Melli attende il suo turno

L'ANGOLO DEL CAPITANO

Omar Cook nel proprio angolo, alla ricerca di quiete e concentrazione prima della battaglia

QUI SI PARLA ITALIANO

Nicolò Melli, Jacopo Giachetti e Ale, il nostro grande magazziniere

QUI SI PARLA GRECO

Gli inseperabili amici Antonis Fotsis e Ioannis Bourousis: questp è l'angolo di spogliatoio in cui si parla greco

QUI SI SCHERZA

Bourousis, le cuffiette dlel'i-pod nelle orecchie, e uno scherzo da spogliatoio. Vittima ancora Ale Barenghi