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40 giocate indimenticabili di Luis Scola

22/03/2020
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Quaranta giocate, una per ogni anno di vita. Luis Scola non ha ancora tagliato il traguardo anagrafico dei 40 anni, ma è stato capace di impreziosire la sua prima stagione in EuroLeague dal 2007 con tante gare e giocate di alto livello. Ne abbiamo scelte 40 come il suo numero di maglia.

Numero 40: terzo quarto della partita di Valencia, isolato contro un atleta di prima fascia come Labeyrie, Scola attacca dal palleggio, poi ruota sul piede perno, in virata, e chiude al ferro con un gancio.

Numero 39: contro lo Zalgiris a inizio stagione, opposto in post basso ad un centro puro come Martin Geben, finta il movimento lungo la linea di fondo poi lo batte con un altro gancio sopra la spalla destra.

Numero 38: la nuova arma mostrata in questo ritorno in EuroLeague, ovvero il tiro da tre, soprattutto dalla punta della lunetta. Qui a Istanbul lo esegue senza esitazione anticipando il closeout di Gigi Datome.

Numero 37: stessa partita. Scola qui è marcato da Nikola Kalinic, che è un’ala piccola ma ha la taglia e la forza per cambiare su qualsiasi giocatore. Qui si oppone a Scola in post basso, ma Luis ruota verso l’area e lo batte tirando dai tre metri. Inoltre, resiste al contatto di Datome per un potenziale gioco da tre punti.

Numero 36: ad Atene contro l’Olympiacos. Si trova uno contro uno contro un avversario più piccolo come Kevin Punter, ma lo attacca dal palleggio e arriva al ferro con il suo gancetto. Giocata inspiegabile, perché Punter è una guardia e Scola non avrebbe dovuto batterlo dal palleggio.

Numero 35: ancora a Valencia, giocata di grandissimo carattere, perché Scola intravede il corridoio da occupare e sprinta per dettare il passaggio schiacciato di Rodriguez superando un atleta come Layberie per arrivare al ferro.

Numero 34: ad Atene contro il Panathinaikos la mossa tattica iniziale è quella di schierare Scola da centro opposto al 2.18 Papagiannis che è restìo a difendere sul perimetro. L’Olimpia lo attacca subito liberando Scola al tiro da tre solitario in punta. Prevedibilmente, Papagiannis arriva tardi e Scola segna dalla sua posizione preferita.

Numero 33: stessa giocata, che segue di poco la precedente. Sergio Rodriguez attacca l’area, ma in realtà vuole solo attirare la difesa di Papagiannis nel cuore dell’area in modo da creare lo spazio per il tiro da tre di Scola. Il centro greco arriva prevedibilmente tardi.

Numero 32: è la prima partita della stagione per Scola, a Monaco. Qui si trova contro Vladimir Lucic in post basso. Il serbo commette l’errore di concedergli la linea di fondo, così Scola dopo una finta di andare verso l’area, va a sfruttare lo spazio per chiudere usando il tabellone.

Numero 31: contro l’Alba Berlino, disposto a zona, Scola agisce da post alto, quasi da playmaker aggiunto. Riceve palla in lunetta, la posizione da cui si può gestire un attacco alla 2-3 e, una volta attirata la difesa, scarica in angolo per un comodo tiro di Vlado Micov.

Numero 30: eccellente esecuzione di squadra per battere il pressing del Barcellona. Vlado Micov si trova raddoppiato lontano dal canestro, dal suo difensore e da Brandon Davies che abbandona così Arturas Gudaitis. Micov trova uno sbocco verso Scola che legge perfettamente la situazione e completa il triangolo offensivo mandando a canestro Gudaitis.

Numero 29: è la fine del secondo quarto di Monaco. L’Olimpia esegue perfettamente il gioco, con un passaggio lungo per Jeff Brooks e Scola che segue lateralmente. Quando la difesa si chiude su Brooks, questi serve Scola per un palleggio, arresto e tiro da tre sulla sirena. Nothing but net.

Numero 28: qui Scola gioca con un altro ex NBA, Greg Monroe, un centro molto tecnico al primo anno in EuroLeague. Isolato in post basso, con due finte si crea lo spazio per andare a segnare con il suo classico gancetto di tabellone.

Numero 27: Vlado Micov cerca di andare a segnare in contropiede contro la difesa del Barcellona, ma quando arriva in area è accerchiato da quattro avversari. L’errore lo commette Victor Claver: mentre tutte le linee di passaggio sono occupate, ne rimane una sgombra. Scola intelligentemente si mantiene lontano dall’azione e quando riceve è completamente isolato per un tiro da tre solitario.

Numero 26: Michael Roll scarica su Scola che esce inposizione dinamica. Luke Sikma va in closeout, ma Scola anticipa il suo movimento e lo attacca arrivando in area per segnare senza usare il tabellone.

Numero 25: la memorabile partita con il Barcellona. Scola gioca spalle a canestro contro Victor Claver, ma molto distante dall’area. Quando viene raddoppiato, si gira sul piede perno e batte la difesa con un passaggio di ribaltamento per Amedeo Della Valle.

Numero 24: a Mosca, contro il Khimki, esegue un taglio perfettamente calibrato per offrire a Nedovic una possibilità di passaggio, dopodiché esegue un perfetto sottomano con il quale elude i possibili interventi di Devin Booker e di Anthony Gill.

Numero 23: è il primo gioco della partita interna con Baskonia e come spesso ha fatto quest’anno l’Olimpia è eseguito per giocare in post basso a favore di Scola. Qui usa il suo gancio dall’angolo per segnare.

Numero 22: a Mosca contro il Khimki viene riproposta una situazione simile, ovvero Scola in post basso uno contro uno. Qui lo marca Gill che è atletico ma più basso. Scola usa il perno per crearsi spazio e poi usa il suo gancio di tabellone.

Numero 21: in casa contro Valencia, situazione di transizione in cui Rodriguez va immediatamente a giocare in post basso per Scola. La difesa avversaria si chiude verso di lui, ma lascia sguarnito il corridoio centrale nel quale va a infilarsi Kaleb Tarczewski. Scola batte il raddoppio con un passaggio perfetto.

Numero 20: ancora dal post basso, contro il Panathinaikos. Questa volta Scola usa la linea di fondo per liberarsi. Dal lato debole arriva a fermarlo Mitoglou. Scola legge perfettamente la situazione e sforna un assist ravvicinato per Arturas Gudaitis.

Numero 19: la quintessenza del gioco di Scola, a Villeurbanne, in post basso, usa il piede perno per liberarsi e andare a concludere appoggiando al tabellone.

Numero 18: grande capacità di improvvisazione allo scadere dei 24 secondi. Scola si trova contro Chris Singleton in una situazione di traffico, ma ha la presenza di eseguire un palleggio e tiro ad alto coefficiente di difficoltà che lo premia comunque.

Numero 17: a Mosca contro il CSKA, usa il palleggio per portare Johannes Voigtmann esattamente dove vuole lui, poi esegue una finta verso la linbea di fondo e viceversa si muove verso il centro per chiudere con il suo classico gancio.

Numero 16: contro l’Alba Berlino, gira attorno a Landry Nnoko che aspetta invano l’aiuto difensivo. Quando non arriva Scola va fino in fondo chiudendo con un gancetto al tabellone.

Numero 15: altra situazione in cui Scola approfitta della sua abilità nel tiro da tre frontale contro un centro puro che non ama i closeout come Othello Hunter del Maccabi, che in questa situazione lo segue a distanza occupando l’area come succede normalmente contro i centri che non tirano. Viceversa, Scola tira e in questo caso lo punisce.

Numero 14: contro il Barcellona ma in trasferta. Situazione classica di pick-and-pop laterale con Rodriguez che attira il raddoppio di Delaney e Mirotic per scaricare su Scola. Brandon Davies, che marca a distanza Kaleb Tarczewski, ruota su Scola per disturbare il tiro da tre. Ma il centro di Milano gli taglia alle spalle e Scola lo imbecca con un assist improvvisato, perfetto.

Numero 13: contro Valencia in casa, sulla penetrazione di Michael Roll a centro area, Scola occupa la posizione giusta per lo scarico e il tiro da tre.

Numero 12: qui con un pizzico di fortuna. Sul pick and roll laterale Rodriguez-Gudaitis, agisce come vertice del triangolo offensivo e sullo scarico che muove la difesa spara dall’arco trovando i tre punti con l’aiuto dei ferri.

Numero 11: canestro di clamorosa difficoltà a Madrid. Sul pick and pop Micov-Scola, Luis riceve nella posizione preferita per un tiro da tre, ma di fronte al closeout avversario attacca lo spazio, solo che trova l’area intasata e l’unica soluzione è un floater con il quale segna due punti difficili e di grande qualità.

Numero 10: eccellente esecuzione di squadra che parte dal cambio di marcatura operato dal Maccabi, per cui la guardia Elijah Bryant si trova in post basso contro Scola mentre Jake Cohen marca Rodriguez sul perimetro. La palla va correttamente a Scola per sfruttare il mismatch. Tarik Black a centro area va in soccorso del compagno ma nel farlo abbandona Kaleb Tarczewski. Il centro taglia e Scola leggendo bene la difesa lo imbecca per due punti facili.

Numero 9: ancora un’eccellente conclusione dall’arco, questa volta posizione laterale, per punire la difesa dello Zenit attraverso una buona circolazione di palla.

Numero 8: succede la stessa cosa in questa azione in cui Scola si fa trovare pronto sulla mattonella preferita, in totale ritmo, ovvero con il passettino che anticipa il tiro. Solo rete.

Numero 7: contro il Bayern Monaco, Scola è marcato in post basso da Monroe. Qui la difesa tedesca è eccellente nell’anticipare i possibili passaggi dentro l’area, allora Scola usa la linea di fondo per battere l’avversario subendo fallo.

Numero 6: a Valencia, nel tempo supplementare, Batte Maurice Ndour dal post basso e va a tirare con la mano destra da una posizione in cui verrebbe naturale tirare con la sinistra. Così evita l’intervento difensivo di Bojan Dubljevic e prende il contatto di Ndour per un canestro e fallo.

Numero 5: riceve lo scarico in angolo contro il Real Madrid. Il closeout di Anthony Randolph gli impedisce di tirare, ma Scola lo attacca dal palleggio con la mano sinistra e quando arriva nella posizione giusta, si arresta, ruota sul perno e segna.

Numero 4: bellissima combinazione a Villeurbanne con Scola che conduce il contropiede e quando arriva in area scorge il taglio di Kaleb Tarczewski e gli alza il lob della schiacciata.

Numero 3: canestro di grande opportunismo. Rodriguez non riesce a chiudere sotto l’ombrello difensivo del Barcellona, ma Scola arriva con il tempo giusto per il più classico dei “put back”.

Numero 2: contro il Fenerbahce dopo la palla recuperata da Rodriguez sprinta per tutto il campo per farsi trovare pronto a chiudere il contropiede.

Numero 1: grandissimo intervento difensivo, con il quale ruba palla sulla rimessa di Adam Hanga per Brandon Davies e poi va a segnare evitando la stoppata da dietro del centro del Barcellona.